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CPNS2018-5/28: El cel del Montsec. Com un un cel fosc està impactant en l’economia d’una àrea rural

[Questo articolo fa parte della serie “Capraia Night Sky 2018, rivisitato” -Si veda l’introduzione per saperne di più]

S.J. Ribas (1) , J. Vilajoli (2)

1 – Parc Astronòmic Montsec, Consell Comarcal de la Noguera,
Camí del coll d’Ares s/n E25691 Àger, Lleida, Spain
sjribas@montsec.cat

2 – Consell Comarcal de la Noguera, C. Angel Guimera 28-30
E25600 Balaguer, Lleida, Spain
jvilajoliu@ccnoguera.cat

La serra del Montsec és una serra calcaria de més de 40 kilòmetres de longitud a les comunitats autònomes de Catalunya i Aragó al nord-est de la Península Ibèrica. La part catalana inclou al voltant de 20 municipis a les comarques del Pallars Jussà i la Noguera.

Aquesta área mostra uns paràmetres excel·lents pel desenvolpumant d’activitats al voltant de l’astronomia i els cels foscos. Per aquest motiu el Govern de Catalunya va promoure la creació i desenvolupament del Parc Astronòmic Montsec com una eina per ajudar al desenvolupament econòmic de la regió. Aquest impuls va donar una oportunitat per aturar la pèrdua de població i la creacio i millora de noves infrastructures turístiques vinculades al cel fosc i a les activitats astronòmiques.

L’any 2013 més de 1700 km2 van ser declarats com Destinació Turística Starlight i una part d’aquesta àrea va ser també Reserva Starlight gràcies als seus fantàstics paràmetres de cel nocturn i a les accions dutes a termes en el teriirotri per a preservar-lo.

Des del 2012 es van realitzar els primers anàlisi d’impacte econòmic i social, per exemple els resultats mostrats pel procés d’evaluació i diagnosi pel disseny del ‘Pla de Desenvolupament Sostenible del Turisme Montsec 2020’ [SomMontsec 2012]. L’any 2014 un nou estudi es va realitzat sobre els visitants del Parc Astronòmic Montsec i com contribueixen en l’economia local i en les activitats alternatives a l’àrea del Montsec. Aquest estudi del 2014 es va resvisar l’any 2017 amb les noves dades de visitants i paràmetres econòmics actualitzats.

Aquests estudis ens mostren importants resultats sobre la millora de l’àrea del Montsec. Per exemple el nombre d’allotjaments s’ha doblat en un dècada, l’aturada de la pèrdua de població a l’àrea o l’estimació d’uns 2 milions d’euros d’activitat econòmica generada al territori pels visitants del Parc Astronòmic Montsec.

Paraules clau:
contaminació lumínica, economia, astroturisme

Traduzione di S. Ribas

CPNS2018-5/28: Il cielo di Montsec. Come un cielo buio sta alterando l’economia di un’area rurale

[Questo articolo fa parte della serie “Capraia Night Sky 2018, rivisitato” ed è anche disponibile in catalano-Si veda l’introduzione per saperne di più]

S.J. Ribas (1) , J. Vilajoli (2)

1 – Parc Astronòmic Montsec, Consell Comarcal de la Noguera,
Camí del coll d’Ares s/n E25691 Àger, Lleida, Spain
sjribas@montsec.cat

2 – Consell Comarcal de la Noguera, C. Angel Guimera 28-30
E25600 Balaguer, Lleida, Spain
jvilajoliu@ccnoguera.cat

RIASSUNTO
Montsec è una catena montana di oltre 40 km di estensione nelle regioni catalana e aragonese nel nord-est della penisola iberica. La parte catalana comprende circa venti comuni nelle contee di Pallars Jussà e La Noguera.
Questa zona ha mostrato di avere eccellenti parametri per lo sviluppo di attività legate all’astronomia ed ai cieli bui. Per questo motivo il governo catalano ha promosso la creazione e lo sviluppo del Parco Astronomico di Montsec come strumento di sostegno allo sviluppo economico della regione. Questo sviluppo dà la possibilità di arrestare la perdita di popolazione e di consentire la creazione e la ristrutturazione di nuove strutture turistiche collegate al cielo buio e alle attività astronomiche.
Nel 2013 più di 1700 km2 furono dichiarati Starlight Touristic Destination e una parte di questa zona divenne Starlight Reserve grazie alle sue caratteristiche eccezionali e alle azioni fatte per preservarle.
Le prime analisi sull’impatto socioeconomico di questo programma sono state fatte sin dal 2012. Per esempio si citano i risultati del processo di valutazione per lo sviluppo del ‘Pla de Desenvolupament Sostenible del Turisme Montsec 2020’ [SomMontsec 2012] come piano strategico per il turismo in quest’area. Nel 2014 è stato svolto un nuovo studio, analizzando i visitatori del Parc Astronòmic Montsec e come partecipano all’economia locale ed alle altre attività nell’area di Montsec. Lo studio del 2014 è stato aggiornato con dati economici e di presenze del 2017.
Questi studi mostrano risultati importanti per lo sviluppo della zona di Montsec. Per esempio il numero di strutture ricettive nello scorso decennio è raddoppiato, la riduzione della popolazione residente è stata diminuita, e si è valutato un indotto economico di quasi due milioni di euro/anno dovuto ai visitatori del Parc Astronòmic Montsec.

PAROLE CHIAVE

inquinamento luminoso, economia, astroturismo

Capraia Night Sky 2018 rivisitato, riassunto della prima settimana

Una sintesi della prima settimana di articoli:

La rubrica riprenderà lunedì 22-10-2018.

Per informazioni più generali vedere anche la sezione Divulgazione su luce e buio.

CPNS2018 4/28: Posti nel mondo con il cielo buio

[Questo articolo fa parte della serie “Capraia Night Sky 2018, rivisitato” -Si veda l’introduzione per saperne di più]

D. Welch
Chair, Dark Skies Advisory Group
World Commission on Protected Areas, IUCN
welch.ottawa@gmail.com

Dal 1993 al marzo 2018, sono stati riconosciuti 149 tra parchi e comunità dal cielo buio, da parte di varie organizzazioni, in particolare la  International Dark Sky Association (IDA), la Royal Astronomical Society of Canada (RASC) e la Starlight Initiative.

Dato che l’inquinamento luminoso ha effetto sulle specie e sulle loro interazioni, molte organizzazioni utilizzano nelle aree naturali sistemi di illuminazione compatibili con l’osservazione del cielo notturno e l’ecologia notturna.

I parchi del Canada e la RASC hanno sviluppato linee guida per l’illuminazione esterna nei parchi, ora raccomandate dalla IDA. Tali line guida si applicano nelle 27 riserve canadesi dal cielo buio. La Natural Sounds and Night Skies Division dello US National Park Service ha portato 22 dei propri siti a essere tra i 65 luoghi dal cielo buio negli USA, per lo più riconosciuti dalla IDA.

La Starlight Initiative certifica 16 riserve Starlight, soprattutto in Spagna. Diversi altri posti sono certificati a livello sub-nazionale o da gruppi di ricerca astronomica. Oltre ai parchi e alle comunità, la IDA certifica i  “Sviluppi di particolare rilievo” e, analogamente, la Starlight Initiative le “Destinazioni turistiche Starlight”

Dato che questi programmi usano diverse denominazioni, lo IUCN Dark Skies Advisory Group ha sviluppato un sistema in sei classi, con sottoclassi, per consentire confronti su scala globale:

1, Dark Sky Astronomy Site, 14 siti
2, Dark Sky Park, 86 siti
3, Dark Sky Heritage Site, 3 siti
4, Dark Sky Outreach Site 9 siti
5, Dark Sky Reserve, 13 siti
6, Dark Sky Community, 24 siti

Rimango varie sfide:

  1. L’inquinamento luminoso è spesso sovrastato da altre minacce per la natura, come il cambiamento climatico
  2. Resta da fare molto lavoro per ridurre l’inquinamento luminoso nelle aree urbane, per cui le aree protette possono svolgere un ruolo di divulgazione, coinvolgimento dei visitatori e dimostrazione di buone pratiche
  3. Resta ancora da capire che le aree protette dovrebbero essere comunque anche luoghi dal cielo buio

PAROLE CHIAVE: aree protette, conservazione della natura, parchi, comunità, buone pratiche, divulgazione

Isola di Capraia, settembre 2018 (foto di Zoltan Kollath)

CPNS2018-3/28: Analisi spettroscopica dell’inquinamento luminoso all’osservatorio di Asiago

[Questo articolo fa parte della serie “Capraia Night Sky 2018, rivisitato” -Si veda l’introduzione per saperne di più]

S. Ortolani1,2, A. Bertolo3, S. Cavazzani4,5, P. Ochner6,7

1Dipartimento di fisica e astronomia, Università di Padova Padova, Vicolo dell’Osservatorio 2, 35122 Padova, Italia

2INAF, Osservatorio Astronomico di Padova, Vicolo dell’Osservatorio 5, 35122 Padova, Italia

sergio.ortolani@unipd.it

3Agenzia Regionale di Protezione e Prevenzione Ambientale, Veneto, Dipartimento di Padova,Via Ospedale Civile 24, 35121 Padova, Italy

andrea.bertolo@arpa.veneto.it

4Dipartimento di fisica e astronomia, Università di Padova Padova, Vicolo dell’Osservatorio 2, 35122 Padova, Italia

5INAF, Osservatorio Astronomico di Padova, Vicolo dell’Osservatorio 5, 35122 Padova, Italia

stefano.cavazzani@unipd.it

6Dipartimento di fisica e astronomia, Università di Padova Padova, Vicolo dell’Osservatorio 2, 35122 Padova, Italia

7INAF, Osservatorio Astronomico di Padova, Vicolo dell’Osservatorio 5, 35122 Padova, Italia

paolo.ochner@unipd.it

Abstract

Viene presentata l’evoluzione degli spettri del cielo notturno all’Osservatorio Astronomico di Asiago da uno straordinario archivio di dati ottenuti al telescopio nell’ultimo mezzo secolo. Gli spettri vengono confrontati con le tipiche lampade utilizzate nei centri urbani. Viene brevemente discussa anche l’evoluzione dell’inquinamento luminoso durante la notte e il suo impatto sulle osservazioni astronomiche.

The Asiago astronomical observatory (source: Wikipedia)

CPNS2018-2/28: L’inquinamento luminoso nei modelli di impatto cumulativo applicato alle aree costiere del mare adriatico

[Questo articolo fa parte della serie “Capraia Night Sky 2018, rivisitato” -Si veda l’introduzione per saperne di più]

D. Depellegrin1, M. Drius1, S. Menegon1, G. Farella1, L. Zaggia1, F. Falchi2, A. Pugnetti1, L. Bongiorni 1

1Institute of Marine Sciences, National Research Council (ISMAR-CNR),

Arsenale – Tesa 104, Castello 2737/F, 30122, Venice, Italy

2 ISTIL – Light Pollution Science and Technology Institute, Via Roma, 13, 36016, Thiene, Italy 

E-mails [daniel.depellegrin@ve.ismar.cnr.it; lucia.bongiorni@ismar.cnr.it]

Riassunto

Parole Chiave: inquinamento luminoso, ecosistemi costieri, impatti cumulativi, modellizzazione, Mare Adriatico

L’illuminazione artificiale notturna nelle aree urbane costiere rappresenta una fonte di disturbo diretta per gli organismi marini in quanto può influenzare il loro comportamento naturale, la migrazione e la riproduzione; inoltre, può interferire con l’ecologia delle comunità, ad esempio alterando i rapporti di competizione intraspecifica o di predazione. Nonostante ci sia stato negli ultimi anni un sensibile aumento delle ricerche aventi come obbiettivo la valutazione delle conseguenze ecologiche della luce artificiale notturna, gli effetti complessivi di questa minaccia sugli ecosistemi marini rimangono in gran parte sconosciuti. Questa pressione inoltre può sommarsi e interagire con altri fattori di stress di tipo antropico generando impatti cumulativi sugli ecosistemi marini. Ne deriva che, l’inserimento dell’inquinamento luminoso nei modelli cumulativi è necessario al fine di supportare adeguatamente la gestione e pianificazione marittima.

Lo scopo di questo lavoro è implementare e testare, per l’area costiera Adriatica, un modello avanzato per la valutazione dell’inquinamento luminoso costiero, basato sul convolgimento di esperti del settore, e su un dataset georeferenziato di luminosità artificiale del cielo notturno. Gli effetti sugli organismi marini (ad esempio le tartarughe marine) sono mappati e discussi per la loro rilevanza ecologica, la loro importanza all’interno di un modello di impatto cumulativo sviluppato ad hoc per l’Adriatico, nonché per la gestione e la pianificazione della fascia costiera.

 

 

traduzione di Lucia Bongiorni

Immagine: Wikipedia (Mare Adriatico)

CPNS2018-1/28: Il fenomeno ALAN nel più ampio contesto dell’ecologia evoluzionistica urbana

A. Gini (1,2), M. A. L. Zuffi (2)

(1) Via A. Gramsci 191, 55100 Lucca (Lucca), Italy – andreaeugenio.gini@gmail.com

(2) Museo di Storia Naturale, Università di Pisa, via Roma 79, 56011 Calci (Pisa) – Italy – marco.zuffi@unipi.it

Abstract

La luce artificiale durante la notte (ALAN – Artificial light at night) è una problematica per l’ecosistema che sta aumentando globalmente a causa dell’urbanizzazione. La rassegna qui sintetizzata è parte di un progetto più ampio di ecologia evoluzionistica urbana e peri-urbana di popolazioni della fauna italiana. Offriamo una ricapitolazione riguardante gli effetti dell’inquinamento luminoso su una pletora di organismi, come anche di funzioni ecosistemiche. La presenza di una copertura nuvolosa può incrementare l’area dove la luce notturna può diffondersi, arrivando a intaccare aree periferiche come habitat di zone umide. Aerosol inquinanti e differenti regimi termici propri dell’ambiente cittadino intensificano questa copertura nuvolosa andando ad amplificare direttamente il fenomeno ALAN. La luce altera contemporaneamente la fisiologia di un organismo come: il metabolismo e i ritmi circadiani, e il suo comportamento: le attività e le interazioni. Queste influenze in aree umide possono potenzialmente intaccare l’intera ecologia dello zooplancton, di insetti acquatici, anfibi urodeli e anuri. Un altro comune effetto di ALAN è l’attrazione di insetti notturni, specialmente di falene. Queste possono rappresentare un esempio di micro-evoluzione a scala ridotta e modelli per lo studio dell’alterazione nelle reti trofiche, in quanto alterano la dieta dei loro predatori e il delicato equilibrio dell’ecosistema. Infine, un’incrementata presenza di luce modifica l’effetto dei segnali comunicativi, o ne crea di nuovi. La comunicazione visuale mediata dai colori, dalle forme e dai segnali è molto comune nel mondo animale, specialmente per il corteggiamento. La luce può sfuocare il contrasto tra un animale e il substrato entro il quale questo si muove o riposa, annullando la comunicazione, ma può analogamente comportarsi all’inverso, esacerbando forme e colori naturalmente celati in animali normalmente nascosti e camuffati. Tutti questi fenomeni partecipano insieme a molti altri nel differenziare un ambiente naturale da uno urbano, e sono tutti contemporaneamente utili e necessari nello studio di questa disciplina, nell’approfondimento di come l’evoluzione agisce nell’ecologia urbana.

Parole chiave: ALAN, Ecologia urbana, Evoluzione, Selezione naturale, Adattamento, Ambiente.

Traduzione di A. Gini

Durante il viaggio di andata – al lavoro sulle presentazioni

Il simposio di Capraia su protezione e promozione del cielo notturno, rivisitato

Dopo il simposio internazionale su protezione e promozione del cielo notturno tenuto all’isola di Capraia il 13 e 14 settembre 2018 (vedi report), con il progetto BuioMetria Partecipativa abbiamo deciso di ripubblicare gli atti del convegno in una versione integrata da contenuti extra.

In particolare, dal blog di pibinko.org metteremo in rete la traduzione in italiano degli atti e, per fare un ulteriore esercizio di divulgazione, la traduzione di alcuni articoli nella lingua madre dell’autore, ove questa sia diversa dall’italiano o dall’inglese.

Partenza da Livono per Capraia

Le presentazioni erano 28, e le riproporremo con cadenza più o meno quotidiana con il tag cpns2018, assieme a qualche immagine raccolta durante la missione sull’isola.

L’originale integrale in inglese degli atti è scaricabile dal sito del simposio.

L’ordine delle presentazioni nel blog non seguirà quello del simposio vero e proprio: si comincia con Andrea Eugenio Gini da Lucca e la sua rassegna su “Il fenomeno ALAN nel più ampio contesto dell’ecologia evoluzionistica urbana

Chi vorrà seguire questa rubrica, potrà conoscere un po’ più da vicino le esperienze che si sono condivise durante il simposio, e valutare meglio la questione dell’illuminazione artificiale notturna, soprattutto dal punto di vista ecologico e della gestione delle risorse naturali.

Per ulteriori informazioni: bmp@pibinko.org