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branobag del 19/1/19: Gone, gone, gone

Il 27/7/2012, data originaria di questo branobag, si cercavano elementi per riproporre la coreografia di questo brano. La ricerca e’ sempre aperta (qualche elemento e’ capitato, ma e’ anche ripartito nel frattempo!). Abbiamo lavorato pero’ bene sulla musica a supporto delle ballerine.

Nel video, non e’ evidente il ruolo di ogni singolo componente della band sullo sfondo, ma e’ ganzo l’approccio da Big Band. Un minuto e venti che vale molto di piu’ di quanto conta con le lancette.

branobag del 18/1/19, per cominciare la mattinata: Army of me

Björk Guðmundsdóttir (piu’ nota solo come Björk) ci propone un pezzo che parla di rabbia estrema, ma che si manifesta sempre e solo se provocata (reprise brano bag del 24/7/2012, con aggiunta di traduzione testo).

buona anche la versione in duetto con Deborah Dyer (piu’ nota come Skin) e gli Skunk Anansie.

Stand up – Alzati
You’ve got to manage – bisogna che tu ti dia da fare
I won’t sympathize – non ti sopportero’
Anymore – piu’

And if you complain once more – e se ti lamenterai ancora
You’lll meet an army of me – incontrerai un esercito di me

You’re alright – tu stai a posto
There’s nothing wrong – non c’e’ niente di sbagliato
Self sufficience please! – autosufficienza, per favore!
And get to work – e mettersi al lavoro

And if you complain once more
You’ll meet an army of me

You’re on your own now – ora sei per conto tuo
We won’t save you – non ti salveremo
Your rescue squad – la tua squadra di soccorso
Is too eshausted – e’ sfinita

….

Brano Bag del 17/1/19, Ana Carolina: TÔ SAINDO

Ana Carolina, sconosciuta ai piu’ in Italia, potrebbe essere ricordata da ascoltatori storici o di Caterpillar o di Radio Popolare Milano, fine anni Novanta (e via via agli ascoltatori notturni delle cose brasiliane di RAI Radio 1). Poi qualcuno potrebbe aver notato che nel 2002 incise una versione brasileira de “La mia storia fra le dita” di Gianluca Grignani, intitolata “Quem de nos dois“. Proponiamo qua la prima, che tonifica la mattina, anziche’ dare venature blues, e ci invita a non stare affossati:

Versione “ao vivo”, essenziale per vedere la creazione monstre di tamburellli che compare verso 1’15” e percepire l’impatto del gruppo
versione in studio – per sentire bene suoni e testo.


Am
Um buraco é um lugar onde alguém afunda
Um buraco É UM LUGAR ONDE EU NÃO QUERO ESTAR
DEIXA ESTAR, DEIXA ESTAR MINHA BOCA LINDA
QUERO TE VER, QUERO TE VER PASSAR
Am D7
EU TO SAINDO,EU TO SAINDO, EU TO SAINDO DESTE
Am C
EU TO SAINDO, EU TÔ SAINDO DESTE BURACO
D7
HELP ! EU PRECISO SAMBAR
C {Am D7}
HELP! NÃO HÁ QUEM ME PARE HELP! EU PRECISO SAMBAR
UM BURACO NO CHÃO É UMA ARMADILHA
UM BURACO NO TETO É COMPLICAÇÃO
SE CHOVER QUERO ESTAR DO TEU LADO, Ó MINHA
SE O SOL APARECER JÁ NÃO GARANTO NÃO
EU TO SAINDO, EU TO SAINDO, EU TO SAINDO DESTE
EU TO SAINDO, EU TO SAINDO, EU TO SAINDO JÁ
EU TO SAINDO, EU TO SAINDO, EU TO SAINDO DESTE
EU TO SAINDO, EU TO SAINDO, EU TO SAINDO DESTE BURACO
HELP …
UMA FENDA, UMA FOSSA, UMA RACHADURA
UMA VALA, UM CABRESTO, EU NÃO QUERO NÃO
EU TE VI NO BURACO DA FECHADURA
COM UM BURACO FEITO A BALA NO TEU CORAÇÃO
UMA TOCA, UM VÃO UM BECO SEM SAÍDA
UM BURACO NO DENTE É UMA DOR DE CÃO
EU NÃO QUERO PASSAR PELA AVENIDA
NUMA ESCOLA SEM ENREDO E MAL DE EVOLUÇÃO

http://www.vagalume.com.br/ana-carolina/to-saindo.html#ixzz20Ns0Wj7K

(ripresa del 12/7/2012)

La valle del buoi assoluti

Domenica 14-1-18 andò in onda su Kilimangiaro di RAI 3 una puntata de “Il cacciatore di paesaggi” di Fabio Toncelli dal titolo “Alla ricerca del buio” (rivedila su Rai Play).

Pur non risultando accreditato, ebbi modo di partecipare alla scrittura della puntata. Gli autori, incuriositi dal progetto BuioMetria Partecipativa e dalla sua sede di nascita (la prima misura considerata partecipativa fu fatta la notte dopo la festa del Primo Maggio in loc. Certopiano, lungo la strada che porta al castello del Belagaio, il 2-1-2008 . cfr. video BuioMetria Partecipativa in Maremma, lezione 1) mi contattarono per fornire varie tracce e spunti, che si ritrovano in tutto l’episodio (apertura su S. Galgano, cartello stradale a Casal di Pari, punti panoramici, nome della Valle che non c’è ecc. ecc.) ed ebbi modo di assistere la troupe in una delle due giornate di riprese.

Stamattina presto ho ricevuto un messaggio social che mi risegnalava un estratto di quel servizio, inquadrato in un post dal titolo “La valle del buio assoluto…val di Farma”, a cura dei Roccastradini nel Mondo, che conosco dal 2007 ma che non sempre riesco a seguire.

Colgo lo spunto dell’articolo di allora, forse riemerso in questi giorni grazie alle notifiche social che creano anniversari e ricorrenze personalizzate per ricordare che:

  • Il “buio assoluto” -così come lo “zero assoluto” nella temperatura- in natura non esiste. Se andate nei posti piu’ remoti oggi raggiungibili in una notte senza luna, la luce delle stelle vi consentirà di vedere piuttosto bene i vostri dintorni, con colori meno differenziati. Provate col deserto, il mare molto fuori da acque territoriali, o qualche valle che scherma le città. Quando siete lì, state usando la visione scotopica, che l’occhio umano attiva naturalmente quando il livello di luce è molto basso.
  • In condizioni di laboratorio è possibile creare condizioni vicine allo zero assoluto, e mettendo un disco è possibile anche ascoltare il gruppo Zero Assoluto, ma in realtà si tratta di una condizione fisica teorica. E’ invece facilissimo creare condizioni di buio assoluto: basta andare in cantina e spegnere la luce, avendo l’attenzione di mettere un cencio intorno al profilo della porta per non far filtrare luce dal corridoio. Volendo si può anche scendere molto in basso in qualche grotta e spegnere i faretti. Ma è molto piu’ pericoloso e costoso rispetto a stare mezz’ora in cantina, magari poi componendo canzoni.
  • La Val di Farma non è il posto piu’ buio del mondo, né d’Italia, e nemmeno in Toscana. La Val di Farma è un posto parecchio buio, rispetto alle condizioni medie del territorio italiano, da cui dal 208 si fanno attività di divulgazione sulla questione inquinamento luminoso/qualità del cielo notturno. Queste attività (queste sì parecchio animate rispetto ad altre realtà che si occupato di tutela e promozione di ambiente e territorio, soprattutto se rapportate alle risorse in campo) vogliono essere anche a beneficio di altre località rurali o urbane interessate ad adottare comportamenti piu’ sostenibili di quelli diffusi oggi sul tema illuminazione, senza pregiudicare livelli di illuminamento utili a garantire la sicurezza dei cittadini.

Per approfondire la questione, vi ricordo che ci sono servizi di divulgazione su luce e buio che possiamo offrire e da cui -perché no- avviare attività di valorizzazione del territorio che vadano oltre l’occasionale round di commenti positivi su social (sempre piacevole, ma che di solito finisce lì).

Per informazioni: bmp@pibinko.org

branobag del 16/1/2019 – Castelli di sabbia (tre versioni)

[introduzione e traduzione aggiunte il 16/1/19 – video del 23/6/2011] – Si mormora che per questo brano Jimi Hendrix sia stato ispirato dalla location di Essaouira, in Marocco, che negli anni Sessanta del secolo scorso era frequentata da musicisti, registi e altri -isti in cerca di I(n)spirazione e di prodotti tipici locali.

Andai a Essaouira nel 2000, per un congresso sulla gestione delle risorse idriche in zona costiera, e mi ritrovai abbastanza ispirato. E’ un po’ come Alghero, ma senza Capo Caccia davanti e con piu’ marocchini. A sud, al posto de La Speranza e le scogliere verso Bosa, chilometri di spiagge di sabbia dove giovani giocano una successione senza soluzione di continuita’ di partite di calcio, per cui vedi solo gente che corre scalmanata, e sette-otto palloni.

Poi, l’episodio piu’ ganzo vissuto a Essaouira fu durante una trattativa commerciale in una delle botteghe del centro. Ma questo testo sta “a ddiventa’” troppo lungo, per cui rientriamo nella parte musicale con “Castles made of Sand”, in tre versioni parallele:

quella vera
Red Hot Chili Peppers, carichi a pallettoni
Tuck (Andress) e Patty (Cathcart) – altissimi.

Down the street you can hear her scream you’re a disgrace | La puoi sentire urlare, in fondo alla strada “Mi fai schifo”
As she slams the door in his drunken face | Mentre sbatte la porta sul suo muso ubriaco
And now he stands outside | e ora lui sta in piedi la’ fuori
And all the neighbors start to gossip and drool | e tutti i vicini cominciano a sparlare e a starci dentro
He cries oh, girl you must be mad, | lui grida “bimba, devi essere impazzita”
What happened to the sweet love you and me had? | “Cosa e’ successo all’amore dolce che avevamo”
Against the door he leans and starts a scene, | si appoggia alla porta e comincia a fare una scenata
And his tears fall and burn the garden green | e le sue lacrime cadono e bruciano il pratino

And so castles made of sand fall in the sea, eventually | e cosi’ I castelli di sabbia cadono in mare, prima o poi

A little Indian brave who before he was ten, | un giovane indiano, che prima di avere dieci anni
Played war games in the woods with his Indian friends | faceva giochi di guerra con I suoi amichetti indiani
And he built up a dream that when he grew up | e sognava che quando sarebbe cresciuto
He would be a fearless warrior Indian Chief | sarebbe diventato un impavido capo indiano guerriero

Many moons passed and more the dream grew strong until | passarono molte lune, e il suo sogno si fece piu’ forte fino al giorno in cui
Tomorrow he would sing his first war song and fight his first battle | domani avrebbe cantato il primo canto di gurerra e combattuto la sua prima battaglia
But something went wrong, surprise attack killed him in his sleep that night | ma qualcosa ando’ storto e un attacco di sorpresa lo uccise nel sonno quella stessa notte

And so castles made of sand melts into the sea, eventually

There was a young girl, who’s heart was a frown
| c’era una ragazza con il cuore triste

Cause she was crippled for life, | perche’ era storpia per sempre
And she couldn’t speak a sound | e non poteva parlare
And she wished and prayed she could stop living, | e desiderava e pregava di smettere di vivere
So she decided to die | per cui decise di morire
She drew her wheelchair to the edge of the shore | porto’ la sedia a rotelle verso il bordo della riva
And to her legs she smiled you wont hurt me no more | e sorrise alle sue gambe “non mi farete piu’ del male”
But then a sight she’d never seen made her jump and say | ma poi una visione che non aveva mai avuto la fece saltare e dire
Look a golden winged ship is passing my way | guarda, una nave dalle ali dorate sta passando dalle mie parti

And it really didn’t have to stop, it just kept on going… | e non si dovette nemmeno fermare, continuo’ ad andare

And so castles made of sand slips into the sea, eventually | e cosi’ I castelli di sabbia scivolano in mare, prima o poi

Gente che cammina sull’acqua… (notizie pibinko.org del 14/1/19)

Cose che capitano nella Valle che non c’e’ (foto di Pietro Guiggiani).

…cammina sull’acqua, ma con rispetto per altri precursori, con cautela, e con la supervisione del padre Pietro, detto “Il Matto”, autore della foto.

Alla vostra destra, Giacomo Guiggiani di Torniella, aspirante enologo e centrocampista centrale dell’Alta Maremma calcio (nonche’ mandatore di palla a 21 con il Torniella, cfr. foto X dell’articolo su Langscape) sul torrente Farma sabato 12 gennaio, verso le 9 di mattina.

Non fate queste cose da soli, e dove l’acqua e’ piu’ fonda di mezzo metro.

Nel frattempo: la settimana corrente sarebbe stata positivamente tranquilla sul versante pibinko.org. Stiamo mettendo ordine su vari dossier, preparando presentazioni e proposte, e un po’ riposando. In particolare, e’ ripresa la pubblicazione dei branobag, partendo da quelli del 2011, travasandoli dal vecchio sito a quello nuovo, e aggiungendo qua e la’ qualche rifinitura o nuovo commento. Oggi, per esempio e’ uscito il “branobad” del 18-5-2015 (All I really want di Alanis Morrissette, con testo a fronte)….ci sono ancora circa 400 branobag di ritrasmettere.

…sarebbe stata una settimana tranquilla, se non fosse che e’ venuta fuori la settima giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali promossa dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) per giovedi’ 17 gennaio. Fatta una rapida consultazione con alcuni soggetti di riferimento, abbiamo deciso di aderire con un evento che ha assunto l’enigmatico titolo “…e ora questa ‘un si rimanda!!!”. Si parlera’ comuque di palla a 21 (o palla eh!). L’evento e’ di giovedi’ 17, a Torniella (GR) e’ spiegato in questa pagina.

Sabato 19 al Circolo ARCI di Torniella, serata con panino con lampredotto e prodotti affini, che personalmente non mi appassionano (I gusti son gusti), ma fanno la gola di tanti. Estote parati.

Ricordo anche che sono aperte le iscrizioni alla lista di discussione su protezione e promozione del cielo notturno in italiano (proprocieno-it), come spiegato in questo articolo. Le discussioni vere e proprie cominceranno fra qualche settimana, ma intanto vi potete iscrivere. La cosa non e’ solo per addetti ai lavori e fa parte di una collaborazione fra BuioMetria Partecipativa, CNR IBIMET di Firenze e Universita’ di Pisa. L’iscrizione e’ libera e gratuita via mail a bmp@pibinko.org. A seguito della mail il vostro indirizzo viene aggiunto a un gruppo di discussione google e da li’ in poi potete interagire con proprocieno-it.

Per il resto, maggiori aggiornamenti lunedi’ prossimo. Potete sempre scrivere a info@pibinko.org per domande, commenti e proposte.

Giovedì 17-1-19 “Ora questa ‘un si rimanda” a Torniella (GR) per la giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali

La Pro Loco Piloni-Torniella, in collaborazione con pibinko.org e le comunità dei giocatori di palla a 21 invita i giocatori degli altri paesi in cui è attualmente praticato il gioco della palla a 21 (o palla eh!) per una serata a registrare modi di dire tipici di questo antico gioco. Inevitabilmente la stessa occasione sarà la sede per rievocare, una volta di piu’, storie e aneddoti legati a questo microcosmo culturale.

Un primo ritrovo “di riscaldamento” sarà dalle 18 alle 19. Poi, anche per agevolare chi non è residente, l’appuntamento vero e proprio sarà dalle ore 21. Una volta tanto, abbiamo la possibilità di non dover pensare da prima a una sede: in paese ci sono vari spazi riscaldati utilizzabili, e si valuterà dove andare sulla base del numero dei presenti.

La manifestazione si svolge nell’ambito della settima giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, promossa dalla Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI).

Per informazioni e adesioni: info@pibinko.org oppure 3317539228

Parte la riedizione della rubrica “branobag” di pibinko.org, per accompagnare quasi tutto il 2019 con musica e concetti.

Momenti di una partita di palla a 21 (Piloni, settembre 2018).

Chi di voi non ricorda di Dik Dik?” disse il pianobarista la sera della cena del torneo di palla a 21 a Scalvaia 5-6 anni fa. E Fabione gli rispose, in mezzo a 120 persone: “mi sa te!“, dato che nell’ora precedente l’artista si era esibito in una serie di pezzi tutti molto famosi e alltugederevribodi, ma suonati non proprio bene. Per capirsi: sembrava Rocco Tanica quando fa i pezzi un po’ con la metrica a caso e le stonature di un semitono, con la differenza che Rocco Tanica fa apposta, mentre il pianobarista della cena di Scalvaia no.

Dunque, la musica è importante per molti di noi, ma l’effetto che la musica ha su di noi cambia sia in funzione di chi la propone che del contesto. Quello che doveva essere un tappeto musicale un po’ lounge per allietare la conversazione di una cena di paese è diventato un tormento.

Ragionando sul senso della musica per me, nel 2011 ho iniziato a condividere con un pubblico aperto un esercizio che avevo iniziato già nel 2000 in circoli di colleghi e amici, cioè far ascoltare musica spiegandola secondo me e accostandoci altri elementi affini.

Questa idea si è gradualmente strutturata in una rubrica pubblicata tramite blog, che ha avuto varie serie, come spiegato in questa pagina. Può anche essere utile vedere la sezione “Musica e poesia” di pibinko.org per capire meglio il contesto.

Il logo dei branobag di pibinko.org

La cosa ha un suo seguito, e via via incontro persone che chiedono quando ricominciano i brano bag. Con il 2019, ho deciso di fare un piccolo sforzo editoriale e ripubblicare gli episodi branobag usciti finora sul nuovo sito di pibinko.org. Seguendo lo schema “dal lunedì al venerdì” l’operazione dovrebbe coprire buona parte dell’anno in corso, e sarà l’occasione per riascoltare, rileggere e rivedere brani, testi e immagini che molti avranno scordato, e molti altri ancora non conoscono. Alla vostra destra, il nuovo logo della rubrica.

I branobag saranno dunque reperibili nella sezione notizie di pibinko.org, con il tag branobag.

Ma perché i branobag si chiamano così?

Per ulteriori informazioni: info@pibinko.org

Al via la lista di discussione su “promozione e protezione del cielo notturno” (proprocieno-it)

Via lattea dalla bassa Toscana. Foto di Federico Giussani

Con l’inizio dell’anno il progetto BuioMetria Partecipativa, l’Istituto di Biometeorologia del CNR e il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa hanno avviato una nuova iniziativa di comunicazione sul tema della protezione e promozione del cielo notturno.

L’idea è nata un paio di mesi fa, sull’onda di una serie di iniziative di divulgazione e rilancio di alcuni dei contenuti discussi nel simposio internazionale sullo stesso tema, tenuto sull’isola di Capraia a metà settembre 2018.

La lista di discussione, che costituisce uno degli sviluppi dell’attività di divulgazione e ragionamento sul tema inquinamento luminoso avviato nel 2008 dalla BuioMetria Partecipativa, è presentata in questa pagina. Per partecipare è necessario inviare un e-mail per chiedere l’iscrizione all’indirizzo bmp@pibinko.org. Allo stesso indirizzo è possibile chiedere delucidazioni o fornire commenti.