Nella foto di testa: Jefferson, l’emù punk, coaudiuvato da Mauro Tirannosauro, Pasquale il maiale e Marcello l’asinello, alle prese con un quesito reeferendario (la doppia “e” non è un refuso) sulla riunificazione delle carriere tra gente che lavora con le mani e gente che lavora con la testa. Giova ricordare, come dice la nota che si legge male in fondo alla scheda, che chi lavora con le mani, in genere tende anche a usare la testa (tipo il contadino, scarpe grosse e cervello fino). Non è invece detto che chi ha lavorato a lungo soprattutto con la testa sappia anche lavorare con le mani.
Svolgendosì nel metà-verso della rete pibinko.org, il quesito oltre al sì e al no prevede anche altre risposte, presentate in modalità frattàle: ni, so, ra, 1-X-2 (con possibilità di combinarle, però il voto vale meno), e poi altre opzioni che richiedono livelli connessione col mondo che portano a superare le porte della percezione fisica del pubblico medio nel 2026 AD.
Riparte con la luna calante di questi giorni la nuova campagna di BuioMetria Partecipativa, che il 9 giugno 2026 compirà 18 anni. Per avvicinarsi alla maggiore età di questo progetto svolgeremo, assieme a chi vuole partecipare, misure di qualità del cielo notturno con il “buiometro”, e altre osservazioni per capire meglio come funziona l’inquinamento luminoso, come si riduce (senza compromettere la qualità della vita), e come utilizzare la luce in modo più consapevole.
Le attività di quest’anno si inseriscono nel co(r)so su “Paesaggi notturni e diurni“ della uni*rural*, il programma di educazione non-formale della rete pibinko.org in collaborazione con vari soggetti sul territorio. Chi partecipa in modo attivo acquisirà crediti formativi, che in alcuni casi (è successo in passato) potranno essere “spesi” con le vostre istituzioni di formazione.
Per avviare il discorso, nei mesi scorsi abbiamo già preso contatti con alcuni nuovi aspiranti “buiometristi”, in particolare nelle zone di Pisa, Livorno e Grosseto. Poi, come sapete, nelle attività della rete pibinko.org siamo aperti a contatti da qualsiasi territorio, per cui se siete interessati scrivete a segreteria@unirural.org o 3317539228.
Nel febbraio 2008 aveva inizio, a partire da una telefonata fra due ingegneri ambientali su opzioni per fare una vacanza a tema astrofilo in Maremma, incrociata con un programma di marketing territoriale basato su aspetti poco noti di cultura e territori della bassa Toscana, il progetto della BuioMetria Partecipativa, o BMP.
All’epoca il progetto era il secondo a livello globale (e il primo nell’emisfero occidentale) a proporre di prestare sensori ai cittadini per eseguire misure di brillanza artificiale del cielo notturno. Senza finanziamenti esterni iniziali (e non avendone avuti granché nemmeno dopo), il progetto ha avuto inizialmente un impatto mediatico notevole (RAI Radio 2, TG2 Costume e Società, Topolino “Speciale Cacciatori di Buio” ecc.) e iniziò a intessere collaborazioni con moltissimi settori della società (vedi questo articolo del 2017).
Nell’inverno 2010-2011 la BMP promosse la creazione del primo coordinamento nazionale per la raccolta di dati sull’inquinamento luminoso da stazioni fisse, in collaborazione con Veneto Stellato, l’Università di Roma Tre e altri astrofili, curando in particolare la scrittura del codice di acquisizione dei dati da stazioni con protocolli diversi, l’aggregazione dei file di monitoraggio in un database web, e l’interfaccia per la consultazione dei dati. Il sistema arrivò a ospitare una decina di stazioni da varie zone d’Italia e rimase attivo tra il 2011 e il 2019.
La dimensione europea
Tra il 2013 e il 2016 la BMP ebbe anche un ruolo di raccordo fra realtà italiane e la dimensione della ricerca europea, essendo Andrea Giacomelli stato nominato come referente per l’Italia nella rete COST “Loss of the Night” e avviando, nello stesso periodo, la collaborazione con l’Università di Pisa e l’Istituto di Biometeorologia (ora Bioeconomia) del CNR di Firenze. Tra il 2016 e il 2018 la BMP ha avuto poi collaborazioni con il progetto HORIZON Stars4all.
Premi e riconoscimenti in Italia e all’estero
Come riconoscimenti, la BMP ha vinto nel 2009 un premio per la “passione scientifico-tecnologica” nel concorso nazionale “La Seconda Luna” (quarto classificato su oltre 120 partecipanti, con premio di una categoria non esistente nel regolamento iniziale del concorso), è stato invitato nel 2015 ad Abu Dhabi alla conferenza Eye on Earth (risultando essere l’unico progetto italiano presente su oltre 600 partecipanti) e nel 2019 Andrea Giacomelli ha avuto il premio della International Dark Sky Association come “dark sky defender” per il lavoro di divulgazione svolto nei dieci anni precedenti.
A parte i riconoscimenti “seri o seriosi”, la BMP ha avuto anche un impatto diciamo “emozionale”. Ad esempio, nel 2020 nella raccolta di racconti “Il Buio” (Erasmo Libri) è stato pubblicato un racconto ispirato dal progetto (e che tra l’altro ha vinto un premio letterario).
La BMP, le normative e le politiche
La BMP ha avuto anche un ruolo attivo come supporto alla governance (non casuale, avendo anche uno dei due ingegneri esperienze a livelli di scrittura di direttive comunitarie): nel 2012 il progetto inviò otto osservazioni alla revisione delPiano Ambientale ed Energetico della Regione Toscana, cinque delle quali furono accolte (fra cui quella che ha portato al paragrafo del cielo notturno come risorsa turistica nel documento), e gli esperti della BMP sono stati via via chiamati a dare pareri e indirizzi su questioni di illuminazione ed efficientamento energetico a vari livelli amministrativi.
Nel 2018-19, facendo seguito al simposio “Capria Night Sky” (co-organizzato con UNIPI e CNR IBIMET), la BMP ripropose l’idea di avviare un coordinamento tra vari enti di divulgazione, amministrazione e ricerca, che potrà essere ripreso in qualsiasi momento.
Dal 2020
Con la pandemia del 2020 le attività “partecipative” si dovettero fermare (era difficile portare avanti un progetto basato sul passaggio di mano di sensori), ma il motore della BMP fu adattato per funzionare anche durante il lockdown, con il progetto della Litologia Partecipativa (ottenendo con questo l’invito a partecipare alle attività degli alumni della Fondazione Robert Bosch).
Negli scorsi cinque anni la BMP ha funzionato essenzialmente come progetto “a chiamata”, ma non si è fermata l’attività di creazione di connessioni fra soggetti spesso slegati, ma che vivono tutti sotto lo stesso cielo, tra l’altro consolidando l’utilizzo della musica, oltre alla fotografia, come strumento di divulgazione e facilitazione nel dialogo tra soggetti diversi, e sempre utilizzando le mappe come minimo comun denominatore di analisi e comunicazione, e arrivando a osservare la Via Lattea di giorno (cfr. video sottostante).
I crediti formativi
Nel tempo la BMP ha anche avuto un ruolo effettivo a livello di educazione, con attività per scuole primare, secondarie (fra cui due alternanze scuola-lavoro), università (lezioni e tesi ERASMUS), ordini professionali (architetti, ingegneri, guide ambientali) ed erogazione di crediti formativi. Per sapere come acquisire crediti formativi con la BMP: segreteria@unirural.org o 3317539228
Il secondo pomeriggio a m(‘)appare Tilane è stato soprattutto il momento esplorativo di Guimarães, l’emù brasiliano, che nel corpo principale della biblioteca ha trovato alberi di Natale a uncinetto, giochi di società, strumenti musicali a rischio (di essere suonati da lui stesso). Nel frattempo pibinko, in coordinamento con John Mojoles, il chitarrista classico che suona la 12 corde, hanno iniziato a condividere la mappa di base e a sollecitare gli utenti fra i 14 e i 35 anni (alcuni per gamba) a rispondere. Sono iniziati a uscire fuori punti e percorsi di interesse che avremo modo di riprendere nel terzo appuntamento, venerdì 16 (e poi sabato 17) gennaio p.v. dalle 15 alle 19 nel Digital Lab di Tilane (al primo piano).
Ricordiamo che per partecipare a m(‘)appare Tilane è necessaria l’iscrizione: https://www.mappare.org/tilane-partecipa/. L’iscrizione può essere fatta anche sul posto.
Ricordiamo che la partecipazione agli episodi di m(‘)appare Tilane vale anche come crediti formativi per il corso di “Educazione Fisica Avanzata” del corso uni*rural* 2025-2026 (si veda https://www.unirural.org/progetto/).
Dopo avere pubblicato le f(r)asi salienti del nostro anno trascoro (vedi link), in preparazione delle prossime iniziative continuiamo a dare qualche semplice statistica sulla nostra presenza in rete. Qui sotto (o sopra nell’immagine di testa) avete un colpo d’occhio dei paesi da cui qualcuno ha seguito almeno uno dei nostri articoli negli scorsi 12 mesi, in ordine alfabetico:
Se si estende l’analisi agli anni indietro (i nostri registri partono dal 2019, anche se il sito è attivo dal 2006), al momento nel mondo ci sono solo una dozzina di stati in cui le nostre storie non siano state viste.
Tra il 12 e il 14 dicembre in Val di Farma, a metà strada fra Siena e Grosseto, si è tenuta la “seconda quarta”[1] edizione del Festival d’Inverno in Val di Farma. Sono state tre giornate piuttosto intense, sempre di sole e con la presenza di diversa gente, anche “di fuori”. Abbiamo già pubblicato, giorno per giorno, dei resoconti soprattutto fotografici dei vari eventi, per cui non stiamo qui a creare nuovi collage e vi rimandiamo agli articoli già scritti durante l’evento:
In sintesi, avevamo previsto una giornata più scientifica e di confronto fra esperti di livello internazionale e cittadinanza (a proposito di Gestione interdisciplinare e partecipata di zone rurali marginali) il venerdì e poi due giornate di animazione con visite sul territorio e momenti conviviali fra Torniella, Scalvaia e la Riserva del Belagaio[2].
La colonna sonora per la manifestazione è stata curata da Songmelier, vinili in purezza, con DJ set da Roma, poi Dario Canal, Simone Sandrucci, Gianmarco Bonnici e Giacomo Biancalana con il loro progetto “Dalla parte di Dalla” e, per chiudere, la Jug Band Colline Metallifere.
Tutti gli eventi del festival davano diritto a crediti formativi nell’ambito della uni*rural*, il corso non-formale della rete pibinko.org & friends: https://www.unirural.org/progetto/ (chi avesse necessità di certificati in questo senso può contattare segreteria@unirural.org).
Ricordiamo inoltre che potete scorrere tutta la linea dei Festival d’inverno della rete pibinko.org, fino al dicembre 2016 con il tag dedicato: https://www.pibinko.org/tag/fdi-vdf/
Fare una sintesi di tutte le situazioni è un po’ complicato, ma mi viene da dire che è andata molto bene (qualcuno dei partecipanti ha detto “molto oltre le aspettative”). Al di là dei pareri personali, un elemento che mi è rimasto impresso è la quantità di “incroci” e connessioni positive che ci sono state fra personaggi e organizzazioni che in genere non si trovano a interagire. Davvero tanta roba e vediamo quante situazioni si potranno sviluppare a partire da questo contesto.
Il festival ha rappresentato per il 2025 della rete pibinko.org la “ciliegiona” sulla torta di un anno piuttosto animato (si veda il resoconto per immagini: https://www.pibinko.org/2025-con-pibinko-org-frasi-salienti/) e la prosecuzione di una line di lavoro sulla tutela e promozione di risorse poco note nel campo della cultura, dell’ambiente e dell’innovazione libera che pibinko porta avanti dal 2007 (cfr. https://www.pibinko.org/chi-sono/).
Un momento della visita guidata nella zona del Belagaio, domenica 14 mattina.
Prossimi appuntamenti
In effetti già dal 18 dicembre ci sono già stati eventi e passaggi radiofonici a Milano e dintorni, subito dopo il festival. I “prossimi” appuntamenti sono quelli dopo la pubblicazione di questo resoconto.
Fra altre cose, stiamo valutando di tenere un evento di “restituzione” per spiegare meglio cosa abbiamo combinato in Val di Farma a metà dicembre. In ogni caso i prossimi eventi (che comunque costituiscono lo “svolgimento” delle materie della uni*rural*) li trovate qui: https://www.unirural.org/calendario/
Per altre informazioni o richieste di eventi
Avete bisogno di altre informazioni? Vi piacerebbe ospitare uno dei prossimi eventi della rete pibinko.org/uni*rural*? scrivete a segreteria@unirural.org o contattate il 3317539228.
Ringraziamenti
Pro Loco Piloni-Torniella, Circolo ARCI Torniella, U.S. Torniella, Associazione Filarmonica Popolare Torniella, Circolo ARCI “Il Barbicone” di Scalvaia (SI), Biblioteca Civica Rita Ganozzi di Scalvaia, Micromuseo della falegnameria di Roberto Serragli, Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica (GR), Associazione Scacciapensieri Roccastrada (GR), A.P.S. Terre Sospese di Tatti (GR), Punto Digitale Facile di Torniella, Amministrazione Separata Beni Usi Civici di Tatti (GR), Ristorante Il Boscaiolo, Punto Euronics di Torniella, Comune di Roccastrada (GR), Riccardo Franchini, Irene Pellegrini APS La Murciaiola, Murci (GR), Elena Maggi, Università di Pisa, Maurizio Bacci, IRIS Ambiente, Col. Giovanni Quilghini, Luciano Massetti, CNR, Istituto di Bioeconomia di Firenze, Fabio Bettio CRS4 Cagliari, Antonio Biagioli, Simona Pieri, Regione Toscana, Claudio e Fabiano Spinosi, Marcello Corbelli, Tutto per il suino (Grosseto), EURIT, Maria Giovanna e Francesco Mussio, Anna Giacomelli.
Un ringraziamento anche ad Angelo Ferrara, Luca Moschini e Niccolò Donati che -pur non facendo parte del gruppo di lavoro iniziale- hanno dato un contributo sostanziale allo svolgimento del festival.
Note
[1] In effetti nel 2023 la rete pibinko.org aveva organizzato un programma di attività sempre nel fine settimana precedente a Natale e con il format del festival d’inverno, però in modalità molto più itinerante (praticamente da Pontedera a Manciano, per cui era meno connotato sulla Val di Farma come sede di proposte anche da territori diversi).
[2] Di concerto con i referenti di Piloni, per questa manifestazione si è optato per non svolgere eventi in questa frazione, tenendo conto della difficoltà di avere spazi idonei al chiuso nel periodo del festival.
[3] Se non siete indicati nei ringraziamenti ma ci dovreste essere, vi preghiamo di scrivere a segreteria@unirural.org o 3317539228 e provvederemo a integrare l’articolo.
Prosegue, un po’ sottotraccia ma nemmeno troppo, la distribuzione della GuidAgenda 2026 [1] a cura della rete pibinko.org [2] in modalità “Jug Trading dalle Colline Metallifere” [3] nell’ambito del progetto uni*rural* [4], in particolare in preparazione per il 18° compleanno della BuioMetria Partecipativa [5].
Ieri è toccata allo Scornabecchi di Montescudaio (PI), a un tiro di schioppo dietro Cecina, più o meno sulla linea che definisce il lato nord della Maremma [6] secondo Dante Alighieri e un po’ anche secondo noi.
Lo Scornabecchi è un punto stappa [7] che pibinko utilizza dal 31-12-2016 (codice: PSTPSRNBCCMRTDLL025F640X). Iniziato ad apprezzare per il panino con l’acciuga sottopesto con aggiunta di fetta di mortadella, negli anni è diventato tappa praticamente obbligatoria nei transiti verso l’interno della Valle che ha dato i natali ad alcuni dei personaggi più interessanti delle storie della pibnet [8].
Nella photo opportunity di testa, Ema con l’agenda appena consegnata sullo sfondo dell’ingresso del locale. A fianco, in rosso gli altri punti stappa selezionati da pibinko per la Guidagenda 2026, ricordando che comunque in questa zona con la rete pibinko di cose se ne sono fatte diverse (ogni pallino verde almeno un evento) e di conseguenza di punti stappa ce ne sono anche altri.
Lo Scornabecchi è chiuso la domenica pomeriggio. Come musica di sottofondo: sempre e solo rock (comunque a volumi giusti per consentire la conversazione tra gli avventori). Disponibili posti anche in gazebo esterno, con vista sul padule e d’estate, possibilità di fare il censimento del traffico verso il mare (la mattina) o verso l’interno (la sera), in cui noterete che le vetture straniere sono per il 90% con targa olandese. Ottima selezione di vini della zona, spaziando da etichette popolari a situazioni più ricercate, sempre abbinabili a specialità salate e dolci da degustare sul posto, o da incartare prima di dirigervi verso il vostro pic nic al Tombolo di Cecina piuttosto che sui poggi di Riparbella o dove pare a voi.
Se passate allo Scornabecchi a partire da questa segnalazione, ditelo a Ema o Vanda, e poi fateci sapere com’è andata.
Per altre informazioni sulla bassa Val di Cecina, o per ordinare la vostra GuidAgenda 2026 tramite la rete pibinko.org: micalosapevo@pibinko.org o 3317539228.
Mentre Jack O’Malley intervistava Roberto Serragli, il curatore del micromuseo della falegnameria di Scalvaia (SI), Jefferson l’emù punk e Mauro Tirannosauro si intrattenevano con Sergio Massellucci, Fernando Vegni, Lio “Brucione” Ganozzi e Claudio “Bob” Spinosi. Qui si parla di funghi, logistica per pranzi da Pino, dell’età di Mauro Tirannosauro…e altre amenità invernali a cavallo tra Val di Farma e Val di Merse.
Oggi ho trovato sulla spiaggia di Calambrone (PI) una bottiglia chiusa senza un messaggio dentro. Potrebbe essere l’ispirazione per un brano che prosegue la storia di Message in a bottle?
Avvicinandosi al Natale “siamo tutti più buoni”…dicono. E nel metà-verso della rete pibinko.org? Eccovi una carrellata il cui ascolto integrale è valevole come 1 credito uni*rural* per la materia di “Acustica Molto Applicata” (vedi https://www.unirural.org/unirural-si-parte-presentazione/). Se avete altre segnalazioni su questo tema: micalosapevo@pibinko.org o 3317539228.
La terza e ultima giornata del quarto festival d’inverno in Val di Farma si è aperta verso le 06.10 e si è chiusa attorno alle 23.
Tutto bene: visita alla Riserva Nazionale del Belagaio con una quindicina di partecipanti (con età da pochi mesi a 82, oltre a due cani, due emù e un tirannosauro) e poi il pomeriggio dalle 15 con il micromuseo itinerante della rete pibinko.org & friends.
Chiusura musicale dalle 18 fino alle 20.30 con Dario Canal, Simone Sandrucci, Giacomo Biancalana, Gianmarco Bonnici, Wolfgang Scheibe e Jack o’Malley in una formazione a geometria variabile che ha spaziato fra la reinterpretazione di alcuni classici di Lucio Dalla, inediti di Dario Canal e una selezione del repertorio 2025 della Jug Band Colline Metallifere. Il tutto registrato dai Junkyard Dog Studios di Uliveto Terme (PI) per il cosiddetto “Io, te, perdi e paga live in Torniella 2025”.
Diamo a questo punto tempo agli organizzatori di respirare. Durante le feste (degli altri) prepareremo un reportage dettagliato del progetto e lo condivideremo.
When I walk beside her | Quando cammino a canto a lei i am the better man | sono l’uomo migliore when I look to leave her | quando cerco di lasciarla I always stagger back again | arretro sempre once I built an ivory tower | una volta ho costruito una torre d’avorio so I could worship from above | per poter adorare dall’alto and when I climbed down to be set free | e quando scesi per essere liberato she took me in again | lei mi riportò dentro
there’s a big | c’è un grande a big hard sun | un grande e duro sole beating on the big people | che batte sulle persone grandi in the big hard world | nel grande e duro mondo
when she comes to greet me | quando viene a salutarmi she is mercy at my feet | lei è la pietà ai miei piedi when I see her pin her charm | quando vedo che vuolte intrigare she just throws it back again | poi te lo rinfaccia once I sought an early grave | una volta ho cercato una tomba to find a better land | per trovare un paese migliore she just smiled and laughed at me | lei mi ha sorriso e poi ha riso di me and took her blues back again | e si è ripresa la sua tristezza
there’s a big a big hard sun beating on the big people in the big hard world
there’s a big a big hard sun beating on the big people in the big hard world
when I go to cross that river | quando vado ad attraversare quel fiuume she is comfort by my side | lei è al mio fianco come conforto when I try to understand | quando cerco di capire she just opens up her eyes | lei apre gli occhi e basta
there’s a big a big hard sun beating on the big people in the big hard world
once I stood to lose her | una ero lì lì per perderla when I saw what I had done | quando ho visto cosa avevo fatto bound down and flew away the hours | legato giù e feci passare le ore of her garden and her sun | del suo giardino e del suo sole ** so I tried to warn her | per cui provai ad avvisarla i’ll turn to see her weep | mi girerò per vederla piangere 40 days and 40 nights | 40 giorni e 40 notti and it’s still coming down on me | e ancora non mi è passata
there’s a big a big hard sun beating on the big people in the big hard world
there’s a big a big hard sun beaten on the big people in the big hard world
there’s a big a big hard sun beaten on the big people in the big hard world
there’s a big a big hard sun beaten on the big people in the big hard world
** l’ultima strofa non è chiarissima, nemmeno nell’originale…se avete suggerimenti per il significato corretto, scrivete: micalosapevo@pibinko.org.