La Palla 21 (o Palla Eh!) è un antico gioco di strada, oggi praticato in sei piccoli borghi fra Grosseto e Siena: Torniella, Scalvaia, Piloni, Ciciano, Vetulonia, Tirli.
E’ un antenato del tennis, giocato a squadre, nelle piazze, a mani nude. Tutti gli anni, fra luglio e settembre, le squadre dei vari paesi indicono tornei in cui il gesto atletico (la pallina viene scambiata col palmo della mano a 40-50 metri di distanza) si unisce alla furbizia e al bercio (chi urla di più), non essendoci un un arbitro per dirimere eventuali controversie.
La pallina, cinque centimetri di diametro, è fatta a mano, con materiali di recupero, pelli di divani, gomitoli di lana, e usando l’imboccatura di un barattolo di caffé solubile come calibro per verificarne la misura .
Il gioco, le cui tracce si ritrovano in varianti simili in tutta Europa a partire dal 1500, in Toscana non è una rievocazione: vive nei paesi, è praticato da grandi e piccini, e caratterizza in modo forte lo spirito dei luoghi.
Nel 2007 la Palla 21 è improvvisamente rimbalzata dai muri delle vecchie case di piazza toscane ai grattacieli circostanti il Millennium Park di Chicago, Illinois: per una settimana una rappresentativa di giocatori ha proposto il gioco nell’ambito del calendario estivo organizzato dall’assessorato alla cultura della città, denominato “The Art of Play“.
La trasferta è culminata con la creazione di una squadra USA, formata in modo estemporaneo. Dei ragazzi di passaggio nella via sono stati attratti dal gioco, si sono presentati in campo, e si sono cimentati contro i giocatori toscani, creando per un momento un confronto fra culture di continenti diversi, anziché paesini collinari, il tutto nella chiave del gioco.
L’idea di proporre il gioco negli USA è nata da un ingegnere ambientale di origini maremmane, alla ricerca delle proprie radici, e di modi nuovi per leggere e spiegare il territorio. In sei mesi, partendo da zero, si è creato un gruppo che ha combinato aspetti di comunicazione, promozione e animazione sociale per costruire dal basso il progetto, e lo ha portato a termine.
Sono stati coinvolti come stakeholder alla pari soggetti estremamente variegati di qua e di là dall’oceano: dal bar di Torniella, a federazioni sportive dell’Illinois, dall’Istituto italiano di cultura, al giocatore ottantenne con le sue memorie.
Al di là dell’idea di partenza, da molti giudicata originale, il valore dell’esperienza è stato nella dinamica con cui le comunità locali hanno risposto, creando un momento di confronto fra locale e globale del tutto inaspettato, e positivo.
Non ultimo: l’idea che ha posto le basi di questa storia si è nel frattempo integrata con altri spunti nati nel corso del progetto, legati ad altre specificità del territorio e alle persone.
Vedremo dove la pallina “del 21” ci porterà a rimbalzare nel futuro, sempre sforzandosi di rispettare i luoghi e lo spirito che la animano.
La storia della rocambolesca missione di diffusione dell’antico gioco della palla a 21 (o palla eh!) a Chicago nel luglio 2007 fu ripresa anche, non sappiamo come, da Cronaca Vera. Interessante la collocazione nel “Servizio Emigrazione”.
Per ripercorrere la storia della palla a 21 a Chicago: https://www.pibinko.org/tag/chicago-it (con trailer video, il documentario intero, varie interviste radionifiche e articoli di giornale)
52 minuti – montato tra il ritorno da Chicago (21 luglio 2007) e la cena del torneo di palla a Torniella (seconda o terza domenica di agosto 2007) per essere proiettato come sottofondo in quell’occasione. Riguardandolo anni dopo, si potrebbe accorciare di almeno un quarto d’ora, ma ci sta tutto.
Colonna sonora interessante, presa dai Lubriphonics (ormai non più attivi) con permesso del chitarrista e leader. Buona visione. Per informazioni: info@pibinko.org
Sabato 21 luglio 2007. Fabio Massellucci di Scalvaia al “mando” nella partita dimostrativa di palla a 21/palla eh! al Millennium Park di Chicago. Era l’ultimo giorno della missione “Palla a 21 dalla Toscana a Chicago e ritorno”.
Durante la missione della palla a 21 a Chicago, una troupe di Comcast Sports News venne a fare un servizio sulla cosa. Promisero che avrebbero fatto avere copia del reportage, ma non la mandarono mai.
Casualmente, e in modo un po’ garibaldino, riuscimmo a FILMARE il servizio dalla televisione di un pub mentre eravamo là…il servizio sta a 22’47” del documentario, che potete anche guardare tutto…non è male.