Capraia Night Sky 2018: com’è andata?

Dall’incontro di due giorni sulla piccola isola dell’arcipelago toscano, un invito a pensare meglio a quale illuminazione utilizzare, prima di montare una nuova lampada, per ridurne gli effetti negativi e allo stesso tempo favorire opportunità in campo turistico, soprattutto per le zone rurali.

Nella suggestiva cornice dell’isola di Capraia (LI) Si è tenuto fra il 13 e il 14 settembre un simposio sul tema della promozione e promozione del cielo notturno. L’evento è stato organizzato da CNR IBIMET in collaborazione con Università di Pisa, progetto BuioMetria Partecipativa, fondazione Clima e Sostenibilità, con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Capraia Isola e associazione Osservatori Meteorologici Storici Italiani e il parziale sostegno del progetto europeo Stars4all.

Gli argomenti affrontati spaziavano da aspetti tecnici legati alla misurazione della qualità del cielo notturno e allo sviluppo di sensori innovativi, agli impatti dell’inquinamento luminoso in campo ecologico, a iniziative di sensibilizzazione e di citizen science per la raccolta di dati, a casi di promozione integrata del territorio e di peculiarità culturali dello stesso. Per quanto alcuni di questi temi possano suonare complessi, gli effetti negativi legati all’eccesso di luce artificiale notturna in campo ecologico, energetico, paesaggistico e della salute umana sono sempre più percepiti, anche dal grande pubblico (cfr. ad esempio  o Repubblica 2016, Le Scienze 2017 o RAI 3 Prima dell’Alba, 2018).

Il simposio ha visto la presenza di 32 interventi provenienti -oltre che da varie regioni italiane- anche da Ungheria, Spagna, Austria, Germania, Turchia, Canada, Malesia e Corea del Sud: si trattava in effetti del primo incontro internazionale tenuto su questi argomenti in Italia da più di quindici anni a questa parte.

Nelle due giornate si è confrontato un interessante assortimento di competenze, con la presenza di personaggi di riferimento a livello mondiale in questo settore,  e di gruppi che da poco hanno iniziato a interessarsi al tema, ma hanno comunque un ruolo in campo ambientale e naturalistico, o della divulgazione in campo astronomico.
Dal sito del convegno è possibile scaricare il libretto con i riassunti delle presentazioni e i contatti con gli autori per eventuali approfondimenti.

In parallelo alla parte convegnistica, si sono svolte attività in notturna, in cui gli addetti ai lavori hanno potuto eseguire osservazioni di qualità del cielo. Queste sono andate a integrare l’attività di rilievo già avviata sull’isola nel 2017 dalla collaborazione di CNR IBIMET, Università di Pisa e progetto BuioMetria Partecipativa con misurazioni e fotografie eseguite con strumentazione dedicata a riprese in notturna.
Ultimo, ma non ultimo, nella serata di venerdì 14, si è tenuta un’escursione in collaborazione con le guide del Parco, in cui la cittadinanza e i turisti presenti sono stati invitati a una serata di osservazione delle stelle e di misurazioni di inquinamento luminoso.

Panorama notturno dell’Isola di Capraia. Oltre al cielo stellato e la via lattea è evidente l’effetto dell’inquinamento luminoso derivante dal villaggio, e sulla destra, le luci della costa riflesse dalle nubi all’orizzonte. Foto di Zoltan Kollath.

La possibilità di ospitare numerosi esperti dall’estero ci ha aiutato a vedere da una prospettiva diversa quelle che in Italia sono alcune criticità legate all’eccesso di illuminazione in alcune zone, così come le opportunità di valorizzazione e creazione di un indotto economico nel settore turistico e dell’educazione ambientale.

L’auspicio è che il simposio, oltre a essere servito a fare il punto sul tema protezione e promozione del cielo notturno e sulla rete di soggetti che se ne sta occupando, rappresenti uno spunto verso soggetti pubblici e privati che hanno a che fare con l’illuminazione: che si possano tenere in maggior considerazione nelle installazioni di nuovi impianti di illuminazione le indicazioni che si stanno via via consolidando sul piano scientifico. In particolare per quanto riguarda gli effetti negativi della componente blu della luce artificiale e al contenimento del flusso luminoso negli spazi e negli orari in cui serve effettivamente a garantire sicurezza e qualità dell’ambiente urbano.

I prossimi appuntamenti sul tema:

Per ulteriori informazioni: info@pibinko.org