venerdì 7-12-2018 ore 10.30-11 – M(‘)appare la memoria del territorio a Roma

Venerdì 17-12 sarò a “L’isola della sostenibilità” all’Ex Mattatoio, al Testaccio (Roma) per una presentazione sul m(‘)appare , sulle mappe libere, e  sulle mappe di comunità – a partire dal caso della mappa realizzata a partire dal 2014 in Val di Farma (GR-SI).

La presentazione sarà fra le 10.30 e le 11.00 ed è orientata a ragazzi fra i 14 e i 19 anni (tutta la parte mattutina dell’evento è rivolta alle scuole).

Rimango poi in zona anche nel pomeriggio, per ulteriori approfondimenti e qualche esperimento sul campo.

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Questo il riassunto completo spedito agli organizzatori:

Pensare allo sviluppo sostenibile presuppone poter documentare e interpretare il territorio, avere una base informativa condivisibile in cui riportare dati su popolazione, acqua, geologia, aria, viabilità, attività produttive e tutti quegli elementi che rappresentato fattori di crescita, o gli elementi che possono essere messi sotto pressione da uno sviluppo dissennato.

Una delle chiavi di lettura in questo senso è il recupero della toponomastica locale, tramandata per lo più oralmente soprattutto nelle zone rurali (ma comunque anche in ambito urbano). La cartografia ufficiale di dettaglio, curata in Italia dalle Regioni, nelle edizioni più recenti sta gradualmente perdendo i riferimenti a manufatti e viabilità antiche, che sono comunque usate quotidianamente dai residenti di campagne e monti. A partire dal 2014 pibinko.org, in collaborazione con le comunità di tre minuscoli borghi al confine fra Grosseto e Siena (Torniella, Piloni e Scalvaia) ha avviato un’attività di documentazione della toponomastica locale (antichi orti, fonti, rifugi partigiani, ed essendo in zona boschiva, seccatoi di castagne, siti di carbonaie o legati alla logistica del legname). Un’attività simile viene svolta anche dai cartografici di alcune regioni (fra cui la Toscana, che ha digitalizzato catasti storici e altre fonti). Una differenza sostanziale sta però nel metodo seguito (interviste a boscaioli, cacciatori e cercatori di funghi) e nel valore aggiunto dato dal patrimonio di ricordi e storie che i residenti dei villaggi amano condividere durante gli appuntamenti di “mappatura”. I dati raccolti, digitalizzati e pubblicati anche come Open Data sul portale della Regione Toscana, sono stati anche citati in un report della Banca Mondiale fra 50 buone pratiche sull’uso da parte di comunità locali di open data governativi.

La presentazione ripercorrerà brevemente i passi fatti a partire dal 2014 e offrirà alcuni spunti per possibili attività 2019.