branobag del 25-12-2016: La Collina dei Ciliegi

qua sul commento mi sono un po’ incartato…tutta colpa della colazione…ma uno dei pensieri era una cosa tipo “la collina ce ll’hai, le ciliege pure…allora vengo a correre pure io!”.

Curioso notare che nel 1973 un canzoniere ispirato parlava di “figli dell’immensità”, mentre nel 1977 un altro canzoniere ispirato parlava di “figli delle stelle”…come dire…l’orizzonte si era già ristretto (e gli anni 80 erano alle porte).

nella canzone si dice a un certo punto che le “anime non sono mie”, ma mio cuggino sostiene che si faccia riferimeno alle “sonomie”, anche se nei dizionari online non ritrova la “sonomia” come concetto. giuro che -quando internet non c’era- ricordo di aver trovato un riferimento del gente, ma dove sono ora non ho un vocabolario anni ’70 per controllare. ho trovato solo:

iṡonomìa s. f. [dal gr. ἰσονομία, comp. di ἴσος «uguale» e -νομία «-nomia»]. –

1. Eguaglianza di fronte alla legge, uno dei principî fondamentali della democrazia presso gli antichi Greci.
2. Nella medicina antica, completa armonia fra tutte le sostanze e gli umori che compongono il corpo umano, condizione che caratterizza lo stato di salute; è praticamente sinon. di eucrasia.

qualche classicista può aiutare ? grazie!

E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante
cancella col coraggio quella supplica dagli occhi
troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante
e quasi sempre dietro la collina è il sole
Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente
ma perché tu non vuoi spaziare con me
volando contro la tradizione
come un colombo intorno a un pallone frenato
e con un colpo di becco
bene aggiustato forato e lui giù giù giù
e noi ancora ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto né più un’età
e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là
se chiudi gli occhi un istante
ora figli dell’immensità
Se segui la mia mente se segui la mia mente
abbandoni facilmente le antiche gelosie
ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti
le anime non hanno sesso né sono mie
Non non temere tu non sarai preda dei venti
ma perché non mi dai la tua mano perché
potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina che giorno è
E dando un calcio ad un sasso
residuo d’inferno e farlo rotolar giù giù giù
e noi ancora ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto né più un’età
e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là
ora figli dell’immensità

Altri testi su: http://www.angolotesti.it/L/testi_canzoni_lucio_battisti_195/testo_canzone_la_collina_dei_ciliegi_10849.html