Dalle 18 alle 19 di venerdì 7 aprile pibinko, con l’assistenza di alcuni colleghi, terrà un seminario via web dal titolo Come la geomatica libera/open source si può integrare in una comunità rurale per migliorarne la resilieza e la qualità della vita. L’evento viene gentilmente ospitato dall’Associazione americana di fotogrammetria e telerilevamento e promosso dall’iniziativa Geo for all dell’Open Source Geospatial Consortium.
La presentazione offrirà una rassegna su dieci anni di progetti svolti prevalentemente con base nelle colline metallifere toscane, molto spesso in collegamento con realtà internazionali. Si mostrerà come le tecnologie geomatiche libere, integrate con altre competenze e una mano dagli amici -principalmente ma non esclusivamente residenti in zona- ci aiutano a stare dove stiamo e, a volte, a proporre spunti per lo sviluppo della zona. Gli esempi tratteranno casi tipici (biodiversità o mappe partecipate) a fianco di casi meno usuali in ambito FOSS (giochi antichi e inquinamento luminoso). Daremo poi alcune indicazioni sulle attività programmate dal gruppo di lavoro per il resto dell’anno, assieme a un invito.
Il relatore Andrea Giacomelli, noto pibinko – Ingegnere civile per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale e Dottore di ricerca al Politecnico di Milano. Dal 1993 lavora nel settore dei sistemi informativi territoriali (o Geographic Information Systems, GIS), utilizzando strumenti free/open source dal 1994, essendo stato uno dei primi utilizzatori di GRASS in Italia. Come sviluppatore ha partecipato con aggiustamenti alla libreria shapelib, ed è stato nel 1998 il creatore dell’estensione apr2html per ArcView, che produceva una versione HTML di un progetto, facilitando l’accesso alle viste e alle tabelle tramite un semplice browser web. Ha lavorato su progetti GIS in numerosi settori (ambiente, turismo, siti industriali, bonifiche, reti tecnologiche), occupandosi di tutti gli aspetti del ciclo di vita di un sistema. Tra il 2006 e il 2009 è stato tra i fondatori e quindi animatori dell’associazione italiana per l’informazione geografica libera (GFOSS.it), occupandosi in particolare di promozione e comunicazione, producendo tra l’altro video e ideando il progetto m(‘)appare Milano. Tra il 2010 e il 2012 è stato facilitatore per un dei gruppi di lavoro sulle specifiche dati nell’ambito della direttiva comunitaria INSPIRE.
Nel 2006 ha iniziato a proporre i suoi progetti originali, centrati sulla tutela e promozione di risorse minori o poco note nel campo della cultura, dell’ambiente e dell’innovazione libera. Dal 2011 opera con base in due piccoli centri della bassa Toscana, in provincia di Grosseto (Tatti e Torniella), organizzando spesso eventi e ospitando progetti nelle colline, in particolare in Val di Farma, a metà strada tra Siena e Grosseto.
Nell’ambito delle giornate FAI (come spiegato ieri, vedi articolo), con la situazione “pibinko+attivarti” vi aspettiamo al Castello del Belagaio dalle 17..intanto la nebbiolina dal torrente si leverà, e se il tempo non si copre stasera sarà serata ideale per fare qualche misura buiometrica (cfr. video).
Verso il finale della seconda giornata FAI di primavera al Castello del Belagaio (GR) si è teletrasportato da Plutone Pietro Crivelli, pittore e musicista, che imbracciando una LAG acustica casualmente appoggiata a fianco del punto informazioni di pibinko + Attivarti.org ha allietato i passanti con alcuni classici e composizioni originali.
Sotto una versione strumentale di “Nobody knows when you’re down and out”, cara a Bessie Smith e poi in tempi più recenti resa famosa da Eric Clapton, che però forse non ha mai suonato in un castello in mezzo ai boschi.
Tra i mille luoghi aperti in Italia in occasione delle giornate FAI di primavera (25 e 26 marzo 2017), potreste venire a vedere in Val di Farma, a metà strada fra Siena e Grosseto, la Ferriera di Torniella e il Castello del Belagaio.
Le visite sono organizzate dalla sezione FAI di Grosseto assieme alla Pro Loco Piloni-Torniella e la famiglia Cuccia (per la ferriera).
Domenica 26, dalle 17 (occhio all’ora legale!), in concomitanza con il rinfresco, sarà presente anche un banchetto informativo di pibinko.org+Attivarti.org con cui daremo informazioni su aspetti minori o poco noti della Valle, come la palla a 21, la BuioMetria Partecipativa, o la mappa di comunità, pubblicata da poche settimane in versione beta.
Per ulteriori dettagli sulle giornate FAI nel grossetano (compreso il come arrivare al Belagaio anche in bici o sperimentando il Nordic Walking): vedi articolo.
Possibilità di pranzare e cenare in zona (Casa del Chiodo a Piloni, il Boscaiolo a Torniella o Sant’Uberto) – si prega di verificare dato l’invito a prenotare già circolato nei giorni scorsi.
Per informazioni sul banchetto di pibinko + attivarti di domenica 26: info@pibinko.org o 3511337020
NOTA: oltre all’articolo potete consultare la scheda sul film nella sezione approfondimenti. Lì trovate tutti i trailer, la sceneggiatura, l’intervista con il regista e quella con il chihuahua e le traduzioni del titolo in una ventinadi varianti ecc. ecc.
Il 23 marzo 2007…
…dopo circa quattro mesi di lavorazione tra la Zona 9 di Milano, Bollate, e soprattutto Rho si teneva la prima mondiale de “La Vendetta del Chihuahua Killer e degli zombi“, per la regia di Lucio Monocrom, coprodotto dallo stesso Monocrom assieme a pibinko, sotto l’etichetta “Quinto Quadrante”. La proiezione fu presso la Fornace di Rho, alla presenza di decine di cinefili: un pubblico di nicchia, ma volitivo e curioso.
L’opera pose le basi per un gruppo di lavoro che sotto la sapiente direzione di Lucio Monocom realizzò poi un altro cortometaggio lungo (Ermanno X: la notizia che uccide, nel 2009) e poi, con l’aggiunta di ulteriori elementi, il lungometraggio “Mostri di media dimensione” nel 2013, rimontato in sei episodi web nel 2016. In parallelo, il versante pibinko del Quinto Quadrante ha seguito il filone dei cortometraggi e delle docufiction senza bilanciamento del bianco, con quasi quaranta opere realizzate.
Che cosa abbiamo fatto
Lasciando ai critici cinematografici le recensioni, possiamo dire che tutte le opere, e in particolare “La vendetta…”, sono stati veri e propri laboratori che hanno messo in moto gruppi di lavoro su dei progetti: momenti di aggregazione finalizzata a un obiettivo.
Graziana Pagano (Lara) e Pietro Porro (Mario), dopo aver sentito un rumore sospetto.
Questi progetti misero a sistema energie creative, competenze più o meno professionali -con tutta la gamma da laureati in regia a attori pescati per la strada- spazi non inizialmente pensati per il cinema che diventavano set, musicanti e musicisti che rimettevano in funzione multieffetti per chitarra parcheggiati da anni, libri sepolti in vecchie cantine, e riflessioni su licenze innovative per la distribuzione di contenuti artistici (il film fu rilasciato con licenza Creative Commons).
Qualcuno scriveva di Matrix, uscito dieci anni prima, che va visto tre volte: la prima per gli effetti speciali, la seconda per la storia, e la terza per il significato. La Vendetta del Chihuahua Killer ha pochissimi effetti speciali, per cui proporrei di saltare la prima proiezione e di passare direttamente alla seconda.
Con questa potete seguire la storia, un po’ lenta ma significativa dell’epoca di stallo che erano i primi anni del terzo millenio. Poi potrete vedere il film per la terza volta, e scoprirete che non è fiction, ma documentario e che non è un film dell’orrore. Per alcuni aspetti, e volendo forzare il gioco di parole, si dovrebbe dire che è un film dell’errore, ma forse, senza sofismi, si può a tutti gli effetti dire che è un film dell’errare. Riflette infatti il punto di vista di un ricercatore che si trovava per un incidente dei sistemi di navigazione tra la Sardegna e la Maremma, ed era atterrato a Rho.
Sinossi (dalla copertina del DVD)
Lo scorrere placido della vita in una ridente cittadina dell’alto milanese viene sconvolta dalla comparsa di una creatura immonda dai poteri soprannaturali che neanche la mente di H.P. Lovecraft avrebbe potuto concepire.
Lara e Mario, ragazzi curiosi ma incauti, pagheranno con la vita la violazione di domicilio, in sintornia con i più recenti sviluppi della giurisprudenza locale.
Solo in non vivi non possono morire…solo in non morti non possono vivere…TUTTI pagano col bancomat.
Come fu distribuito il film
Università Statale di Milano
Nel 2007-2008 l’opera fu proiettata diverse volte, alternando spazi di Milano e hinterland a occasioni extra-metropolitane, come il Creative Commons Festival di Vigheffio (PR), il Grosseto Free Image Festival, la Notte Rosa a Meldola e alcune proiezioni in locali poco raccomandabili a Porto e Chicago, Illinois.
Creative Commons Festival 2008 – Vigheffio (PR)
Porto “aftershow” della conferenza INSPIRE (luglio 2007)
Si pose poi un caso abbastanza raro, se non inedito: nello stesso periodo delle proiezioni, l’opera circolò anche in un circuito home video.
Il tutto avvenne con il protocollo DMIM (“di mano in mano”). Eravamo nell’epoca dei programmi dei siti e delle cose il prefisso e- (eMule, edreams, eGovernment), prima dell’epoca dei programmi e di sito con il prefissio you-, poi affiancato ai programmi e i siti con il prefisso “I”. Era la stagione in cui il peer-to-peer la faceva da padrone, e c’erano personaggi che da quanto tempo passavano a scaricare venivano chiamati “camalli”. Per ovviare al problema che mette in crisi qualsiasi produzione non-major (siano libri, dischi, o fagioli secchi) ovvero la distribuzione, il passo più semplice sarebbe stato caricare il film su eMule e “bona lé“.
Cristian Cucinelli legge “Un Mondo Misterioso”
Ma i produttori non vollero fare questo passo: uno disse che passavano già abbastanza tempo al computer e non vedevano valore né per sé ne per il potenziale pubblico nel fatto che il film fosse scaricabile, né soprattutto di passare mezz’ora a fare l’upload. L’altro non disse di no (e anche lui era abbastanza impegnato su vari fronti). Fatta la somma si convenì che la proiezione doveva essere un momento sociale, e così fu, sia per la parte di proiezioni che di home video.
Mediazione linguistica
Come ricordò più volte Lucio Monocrom: “nel cinema italiano il regionalismo è un aspetto fondamentale“. Fondendo questa istanza con una visione non regionalistica delle cose, il film fu da subito sottotitolato in inglese, con la traduzione realizzata da un nativo americano di nove anni, ed ebbe la traduzione in tedesco dei sottotitoli (da montare in postproduzione). Ma soprattutto ebbe la traduzione del titolo in ventinove tra lingue e dialetti. Tra le perle, il geroglifico egizio. Tutte le traduzioni furono reperite, come esercizio di stile, senza ricorrere a internet: no mailing list di traduttori, no siti di traduzioni e così via: solo contatti di persona nel mondo fisico.
La traduzione in geroglifico egizio del titolo (grazie a Susanna Moser)
La Musica
Come si sa, la musica è importante in tutta la produzione pibinko.org, e anche qui lo fu. La colonna sonora, oltre a un cameo di Xabier Iriondo (poi rientrato negli Afterhours ma dieci anni fa in una pausa di riflessione in cui vendeva strumenti vintage e/o customizzati nel quartiere Isola di Milano), abbiamo contributi di Lucio Gentilucci al piano, Luca Guerrieri DJ, e dello stesso pibinko in alcuni riff inquietanti grazie ai multieffetti di Elio “Stone” Altese.
Il grande MA della digitalizzazione
Nell’imminenza del decennale le piattaforme sono cambiate, le serie web sono quasi più di quelle televisive, e i limiti sulla durata dei video che possono essere caricati sono stati azzerati dai provider, nel nome del 5G, della banda larga, e della pervasività dei contenuti digitali.
Cristian Pogliani: quattro ore seduto in un armadio e non sentirle
La prima cosa da fare, fino a tre mesi fa, doveva quindi essere quella di rendere “La Vendetta del Chihuahua killer” disponibile in streaming, poi fare un comunicato carino, e invitare tutta la nostra rete sociale a guardarlo.
Ora: è vero che pibinko ha realizzato anche un cortometraggio che ha superato le centomila visualizzazioni in rete…è vero che Lucio Monocrom nella Milano che sconta ha un pubblico di aficionados ormai attrezzati di WI-FI e tutte le periferiche del caso.
Ma il grande “MA” si ripropone: ma quale sarà il valore aggiunto, nella catena di iniziative ed eventi che si sono snodati dall’inverno 2006-2007 a oggi, e di quelle che ci piacerebbe sviluppare per i prossimi dieci anni, di avere una persona che passa mezz’ora in rete a caricare un film e qualche centinaio, mettiamo anche qualche migliaio, di persone che poi, in rete, passeranno al massimo 27 minuti (se vogliono arrivare in fondo) a riguardarlo?
Se mi riuscite a spiegare che questo valore sarà superiore alla possibilità di organizzare nei prossimi cinque-sei mesi tre o quattro proiezioni in spazi pubblici, con amici, conoscenti e pubblico pogante allora pubblicheremo il film su una piattaforma di streaming.
Miller, il chihuahua killer, in un atteggiamento particolarmente minaccioso
Altrimenti: rimanete sintonizzati su questo blog e sul calendario per sapere quando sarà il prossimo spettacolo, oppure contattateci per tagliare la testa al toro e organizzare una proiezione in un vostro spazio.
Ultimo, ma non ultimo: stiamo meditando di ristampare alcune copie del DVD, e comunque ci fa piacere nel corso dei prossimi mesi di riproporre alcune proiezioni…se vi interessa una copia autografata e con contenuti speciali, fatevi vivi.
Prevista la partecipazione (già dalle ore 19) di elementi con cui ci siamo combinati in varie situazioni dal Festival d’Inverno in Val di Farma in poi: