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boscoriserva n° 15 del 10/7/19: arcobaleni sopra tua tristezza

Dopo un pezzo che era pura dinamite, come direbbe Tex Willer, visti gli effetti, molto oltre le aspettative, e soprattutto alla luce del fatto che nei giorni scorsi sono stato in una sarabanda di spostamenti e ragionamenti, l’imperativo è: rallentare.

Sllllooooooowwww dooooooowwwwwwwwwwwwwwnnnnnnn.

Iiiiiiiinspiraaaareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeesssspiraaaaaaaaaaaaaare.

Ripetere 5 volte le due righe sopra.

Bene. Ora che ci siamo un poco rilassati, passiamo al boscoriserva.

John Sebastian è un altro di quelli che ebbe l’onore e l’onere di stare da soli in faccia a un oceano di gente. Lo fece con una semplicità rassicurante. Si può fare. Punto.

E poi parla di arcobaleni, soggetto che mi ha sempre interessato (ne ho una collezione…di foto intendo…non di arcobaleni…oppure proprio di arcobaleni…eccone uno sopra la città di Milano, Italia, ripreso nel 2004 o 2005 più o meno da Baranzate di Bollate guardando verso la città.

I’ve been waitin’ my time, just to talk to you | mi sono dato il mio tempo, giusto per parlare con te
You been lookin’ all down at the mouth, and down at your shoes | te hai guardato la bocca e poi ti sei guardata le scarpe
Well bay – ee – aby, I come to give you the news | be’, ragazza, ti ho portato la notizia
I’ll paint rainbows all over your blues | dipingerò arcobaleni sulla tua tristezza

I heard you been spendin’ a lot of your time, up in your room | ho sentito che hai passato un sacco di tempo, lassù nella tua stanza
And at night you’ve been watchin’ the dark side of the moon | e che di notte sei stata a guardare il lato oscuro della luna
You don’t talk to nobody, if they don’t come to you | tu non parli con nessuno, se non vengono da te
So, Baby, I came up here to sing you a tune | e quindi, bimba, sono venuto quassù a cantarti una canzone

I give up, is all you’ve really got to say | “mi arrendo” è tutto quello che devi dire
Well, it’s time to find a new life style | be’, è tempo di trovare un nuovo stile di vita
‘cause this really ain’t the way | perché così com’è proprio non va bene

Let’s go for a bounce on my trampoline | Andiamo a tuffarci dal mio trampolino
I can show you the prettiest mountains that you’ve ever seen | ti posso mostrare le montagne più belle che tu abbia mai visto
You better run to your closet | ti conviene correre al tuo armadio
And fish out your blue suede shoes | e pescare le scarpe di camoscio blu [ntd: si fa probabilmente riferimento a queste scarpe qua]
I’ll paint rainbows all over your blues | e io dipingerò arcobaleni sulla tua tristezza

boscoriserva n° 14 del 9/7/19: amore marcia

Oggi viriamo verso il blu, o meglio il blues. A boscoriserva, in mezzo a tanti colori, c’era anche tanto blu(es).
Recentemente, reduci da un pranzo leggero in una nota località del Chianti fiorentino con gli amici Francesco e Maurizio, si ragionava del valore dei colori.
Uno zoologo mi spiegava che molti animali usano i colori, soprattutto quelli vivaci, come codici di comunicazione: il giallo-nero di api e vespe, i colori del pavone, il camaleonte, e così via. E lì siamo finiti a ragionare dell’uso del blu da parte della società. Non voglio aprire ora un simposio su questo…magari il tema si riprende, ma le considerazioni che si sono scambiate in 200 metri di passeggiata dopo un semaforo furono molto interessanti.

Il boscoriserva di oggi è una marcetta di cui però il grande tubo non propone versioni dove il gruppo si veda dal vivo…addirittura hanno messo un’immagine che secondo me è di Santana. Prima della canzone c’è un prologo parlato che è abbastanza divertente, sia per i contenuti che soprattutto per il tono e l’accento stralunato (tipo: “I got a lil’ som’thn’ I’d like to lay on yo’….”). Però è un po’ lungo da trascrivere e quindi lo lascio a chi è più bravo in inglese.

Vai con la marcia, e poi magari vedi che John Lennon, sì era tanto bravo, ma scrivendo quella nota canzone sull’immaginazione non è che avesse proprio detto cose rivoluzionarie rispetto alla generazione di colleghi con cui conviveva.

Paul Butterfield Blues Band: Love March

Oh, yeah, there’s a love march going on here | oh, sì, qua c’è una marcia dell’amore
Bring your horn, brother | porta il tuo strumento a fiato
Get on in line | mettiti in fila
Hey, you, step in line | oh te, mettiti in fila
Oh, me, sir | io?
Oh, all right | va bene

Marching along | si marcia
Thinking as time goes by | ragionando mentre il tempo passa
Sing a glad song | si canta una canzone allegra
Sing all the time | si canta tutto il tempo
While I make all the people | e intanto rendo la gente
Feels so good | così felice
Treat all my brothers like I should | tratto tutti i miei fratelli come dovrei
See all the houses all in place | vedo tutte le case al loro posto
Living’s no longer an empty space | che vivere non è più uno spazio vuoto

Marching along | si marcia
Love as much as I can | amando più che si può
Try and be strong | si prova a essere forti
(non si capisce…my hand)
Good for the time that’s not too far | …è buon per un tempo che non è troppo lontano
Good while no jealousy and war |è buono senza gelosia né guerra
Aim my sad eyes into the sun | miro i miei occhi tristi verso il sole
Think of all people just as one | e penso della gente come una cosa sola
March | si marcia!

I said People think because my daddy did these things | dico, la gente sta a pensare perché il mio babbo ha fatto queste cose
Oh, yes, they say | sì, lo dicono
They say that I’ve got to wear a tie and be the same | dicono che mi devo mettere una cravatta e fare uguale
You know I got to treat my brother wrong | sai, che devo trattare male i miei fratelli
And kill him, what a shame | e ammazzarli..che peccato
Oh, yeah, what a shame, yeah, yeah | sì, che peccato
But I know, yes, I know | ma io so…lo so
What is it you know, right? | dài..che cosa sai?
What you know?
There’s got to be a change | che ci dev’essere un cambiamento

March all along
Love as much as I can
Try and be strong
(non si capisce)
Good for the time that’s not too far
Good while no jealousy and war
Aim my sad eyes into the sun
Think of all people just as one
Hep, two, three, four
Hep, two, three, four

Hep, two, three, four
Love march
Gonna be a change

Per vedere chi era che suonava, vi rimando appunto al Driftin’ blues (il blues di chi è alla deriva)

)

branobag del 7-8-19: Southern Cross

prima edizione 29-1-17

Questa la sentii per la prima volta su Videomusic, quando ritrasmise il quarantennale della Atlantic Records (dove comparivano sia vecchie glorie come loro o la Average White Band, e “mostri” assoluti come i Living Colour).
Che dire…dicono tutto loro, e stanno bene anche senza il quarto, canadese (ogni mille canadesi più simpatici degli statunitensoamericani, ne capita uno meno simpatico!). Buon ascolto.

[Intro. (Acoustic Guitars)]
Oooh …

Got out of town on a boat goin’ to Southern islands | son partito dalla città andando verso le isole del Sud
Sailing a reach before a followin’ sea | veleggiando col vento in poppa
She was makin’ for the trades on the outside | andando con gli alisei verso l’estero
And the downhill run to Papeete | e col vento in poppa per Papeete

Off the wind on this heading lie the Marquesas | fuori vento, in questa direzione ci sono le Marquesas
We got eighty feet of the waterline nicely making way | abbiamo una barca bella grossa che ci porta
In a noisy bar in Avalon I tried to call you | in un bar rumoroso di Avalon ho provato a chiamarti
But on a midnight watch I realized why twice you ran away | ma durante un turno di guardia di mezzanotte ho capito perché sei andata via due volte.

Think about | pensa
Think about how many times I have fallen | pensa a quante volte sono caduto
Spirits are using me larger voices callin’ | gli spiriti mi stanno usando – sono voci superiori che chiamano
What Heaven brought you and me cannot be forgotten | il paradiso che ha portato te e me non può essere dimenticato

(Around the world) I have been around the world | sono dato in giro per il mondo
(Lookin’) Lookin’ for that woman girl | cercando quella ragazza-donna
(Who knows she knows) Who knows love can endure | che sa che l’amore può durare
And you know it will | e tu sai che lo farà

When you see the Southern Cross for the first time | quanto vedi la Croce del Sud per la prima volta
You understand now why you came this way | capisci subito perché sei venuto fin qui
‘Cause the truth you might be runnin’ from is so small | perché la verità da cui stai scappando è così piccola
But it’s as big as the promise, the promise of a comin’ day | ma è grande quanto la promessa, la promessa di un giorno che si apre

So I’m sailing for tomorrow my dreams are a dyin’ | allora sto veleggiando per il domani, i miei sogni svaniscono
And my love is an anchor tied to you tied with a silver chain | e il mio amore è un’ancora legata a te con una catena d’argento
I have my ship and all her flags are a’ flyin’ | ho la mia nave e tutte le sue bandiere sventolano
She is all that I have left and music is her name | lei è tutto ciò che mi rimane, e il suo nome è musica

Think about
Think about how many times I have fallen
Spirits are using me larger voices callin’
What Heaven brought you and me cannot be forgotten

(I’ve been around the world) I have been around the world
(Lookin’) Lookin’ for that woman girl
Who knows love can endure
And you know it will, and you know it will yes

[Instrumental (Electric Guitars)]
Oooh …

So we cheated and we lied and we tested | morale: abbiamo tradito e mentito e ci siamo messi alla prova
And we never failed to fail it was the easiest thing to do | e non abbiamo mai sbagliato a sbagliare – era la cosa più semplice da fare
You will survive being bested | sopravviverai a queste prove
Somebody fine will come along make me forget about loving you | e qualcuna che mi piacerà, verrà, e mi farà scordare di averti amato
At the southern cross |alla croce del sud

[Ending (Acoustic Guitars)]

boscoriserva n°12 dell’8/7/19: compleanno di il sole

Melanie…mi pare di ricordare che nella documentazione pre-internet del festival fosse inclusa come apertura del terzo disco (ovvero il primo del secondo doppio album). Magari sbaglio. Volevo evitare di inserirla nel bosco riserva, perché la memoria che ho del primo ascolto era di noia.

Si vede che le percezioni cambiano e ti cambiano. Sono andato a cercare “Beautiful people” (Bella ggente) e nel frattempo ho trovato questa. Che dire…ascoltate. Una persona verso centinaia di migliaia. Non era l’unica a proporsi a boscoriserva in questo modo, e “ce stava degnamente”, come dichiaro Ciarrapico quando diventò presidente d’aaa maggica nel 1991. Io non so parlare di calcio, parafrasando Bennato, ma certe cose calcistiche me le ricordo bene.

Pensando alla parte visiva di boscoriserva, mi viene il lecito sospetto che Francis Ford Coppola si sia ispirato ad alcune delle scene notturne del festival per alcune scene di Apocalypse Now. Si notano in alcuni punti del video delle linee di luci (sospese) che assomigliano un po’ a quando Charlie Sheen e il suo barchino di militari psichedelici raggiungono l’ultimo avamposto americano lungo il fiume.

[per i curiosi: la foto di oggi è nella “top ten” della sezione “alba” di un conco(r)so fotografico che organizzai nel fatidico 2010]

I’m the one | sono io quella che
I found the birthday of the sun | ha trovato il compleanno del sole
But all things change | ma le cose cambiano
And I think it’s the birthday of the rain | e io penso sia il compleanno della piogga

If I never said goodbye | se non dicessi mai arrivederci
To all that I’ve known | a tutto ciò che ho conosciuto
I would never be alone | non sarei mai sola
But still I will not cry | tuttavia non piangerò
I’m not finished yet, boy | non ho ancora finito, ggiovanotto
So wipe the smile from your eyes | per cui levati quel sorriso dagli occhi
Because if I were to hang my head | perché se mi impiccassi
I’d miss all the rainbows | mi perderei tutti gli arcobaleni
And I’d drown in raindrops instead. | e invece affogherei nelle gocce d’acqua

I’m the one
I found the birthday of the sun
And all things change
And I’m sure it’s the birthday of the rain.

If I never said goodbye
To all that I’ve known
I would never be alone
But still I’m gonna win | tuttavia, sarò io a vincere
I’m not finished yet, world | non ho ancora finito, mondo
So wipe the smirk from your chin | per cui levati quella smorfia dalla guancia
Because if I were to hang my head
I’d miss all the rainbows
And I’d drown in raindrops instead

But I’m the one
I found the birthday of the sun
And all things change
And now I’m sure it’s the birthday of the rain
And all things change
And now I think it’s the birthday of the rain
And all things change
And now I know it’s the birthday of the rain
And all things change
And now I’m sure it’s the birthday of the rain
And all things change
And now I’m sure it’s the birthday of the rain
All things change
Happy Birthday to the rain

boscoriserva n° 11 del 7/7/19: provare

Signore, Signori, fanciulli e fanciulle, anziani, zombi, protozoi, vertebrati, alberi, rocce, aria, forme di vita non ancora note alle scienze occidentali…

buongiorno –

il prossimo bosco riserva non è per tutti. chi ha seguito i brano bag 2012, la palla 2007, la buiometriapartecipativa, i film, le foto, ecc, ci provi, perché questo chiede il boscoriserva. Altri ci provino lo stesso, con la cautela richiesta da un’esperienza positiva ma inedita.

Oggi, nel mazzo di carte che è la scaletta del festival si cala un carico pesante. e una volta che il carico è sul tavolo, la mano gira, e chi ti segue sul tavolo deve decidere cosa fare. Segni di sopracciglio e colpi di tosse forzosi potrebbero non essere sufficienti a dare la dritta al compagno di gioco, o a indurre il bluff negli avversari.

Janis è qui, e l’altro carico pesante -chi mi conosce musicalmente meglio giù sa di chi parlo- è da qualche parte che attende di essere calato.

Tornando a Janis, si parte con “Try” (Provarci, pròvaci…boh).

Da guardare per prima vi propongo la versione contenuta nel documentario “When the music is over”, dedicato ai musicisti rock americani morti giovani, trasmesso a suo tempo -ma parecchio, visto che lo conservo registrato in betamax- da Mamma RAI quando si occupava di musica e quando se dicevi “talent” pensavi più a monete antiche che a show televisivi per giovani promesse.

La versione in studio si sente e si vede bene e dice tutto. C’e’ anche  quella del festival vero e proprio (che però è quasi tutta al buio).

Interessante notare che a quei tempi i fonici erano forse più fuori dei musicisti: nella versione tedesca e in quella del documentario è altissimo il livello del basso e delle voci secondarie. Strano, ma interessante sentire le parti.

Il testo…non sono sicuro che ci sia un allineamento perfetto tra versi trovati nella grande rete e quelli cantati, ma del resto, come dice Janis, ci si prova, in attesa di un aereo che per andare da Milano alla Francia passa per Roma (“sient’a mme, è la combinazione migliore” mi dice l’agente).

a domani.

………………
Try (Just A Little Bit Harder)”

Try, try, try just a little bit harder
So I can love, love, love him, I tell myself | sì che lo possa amare, mi dico
Well, I’m gonna try yeah, just a little bit harder | be’, ci proverò un po’ di più
So I won’t lose, lose, lose him to nobody else. | così da non perderlo per nessun altro
Hey! Well, I don’t care how long it’s gonna take you now, | ue’, non m’interessa quanto tempo ci vorrà
But if it’s a dream I don’t want No I don’t really want it | ma se è un sogno, non voglio , proprio non voglio…
If it’s a dream I don’t want nobody to wake me. | se è un sogno non voglio che nessuno mi svegli

Yeah, I’m gonna try yeah, just a little bit harder
So I can give, give, give, give him every bit of my soul. | così che gli possa dare ogni pezzo della mia anima
Yeah, I’m gonna try yeah, just a little bit harder
So I can show, show, show him love with no control. | così che gli possa mostrare un amore senza controllo
Hey! I’ve waited so long for someone so fine | ho aspettato così tanto, per qualcuno così bello (in senso generale)
I ain’t gonna lose my chance, no I don’t wanna lose it, | che non perderò questa possibilita, non la voglio perdere
Ain’t gonna lose my chance to make you mine, all mine. | non voglio perdere la possibilità di farti mio
All right, get it! Yeah!

Try yeah, try yeah, hey, hey, hey, try yeah, | provarci…
Oh try whoa! Whoa, whoa, whoa, whoa,
Oh anybody, oh anybody, oh anybody, | tutti, tutti,
Try oh yeah (just a little bit harder) | provarci giusto con un po’ più di impegno
Whoa I gotta try some more,
I said try yeah, aw I said try,
I said try try try try try try,
Oh try oh yeah, try oh yeah!

Hey hey, I gotta talk to my man now, | devo parlare col mio uomo
You know I, I gotta feel for my man now, | devo provare qualcosa per lui
I said I, I gotta work for my man now, | devo lavorare per lui
You know I, I gotta hurt for my man now, | mi devo far male per lui
I think-a every day for my man now, |ci devo pensare tutti i giorni
You know it, every way for my man now. |lo sai, in tutti i modi
I say try, try yeah, oh try yeah,
Hey hey hey, try yeah-hey, oh, try…

boscoriserva n° 10 del 6/7/19: ballare a il musica

La fine degli anni 60 del secolo scorso già aveva tutte le basi (assieme a qualche acido) che poi portarono nei primi ’70 al proliferare del progressive rock, con tante belle canzoni, ma anche tante pallosissime suite da 18 minuti e oltre. Boscoriserva contiene quindi diverse esibizioni molto lunghe.
Nella seconda settimana di bosco riserva ho cercato brani brevi, pensando al fatto che ci sarà pure qualcuno che si trova la mail a inizio di giornata ufficio e vuole ascoltare, e magari se ti sparo “I’m going home” di Alvin Lee ti ruba tempo. Oppure no. Comunque, questa settimana sono stato sul corto. Sino a ieri.

Oggi è venerdì…se il sabato sera è il giorno della febbre, il venerdì è bene comunque preparsi spiritualmente, e comunque secondo le regole de fero del boscoriserva non potrei scrivervi sabato mattina.

Morales, come dicono in Messico, oggi vi toccherebbe un pezzo riempipista che però in versione boscoriserva dura sui 14 minuti.

Ne ho recuperato una versione televisiva che dura come il pezzo sul disco in studio, più o meno: sotto i quattro minuti. Come avrebbe detto il noto bluesman romano Robberto Ciotti, l’atmosfera che traspira dai fotogrammi che seguono è molto bbella e c’è mmolta energia positiva.

Di cose amene che si notano nel video: fra le tante cito il violinista in un gruppo soul/r&b, probabilmente zio di Kurt Cobain…un violinista in contesto soul non sono sicuro di averlo mai visto o sentito in svariati anni di giramento microsolchi e ascolto di altri supporti.

Ma, avendoci Wilson Pickett ricordato  che la musica è infinita (cfr. branobag del 16-3-2019), e ricordando che gli usi del violino sono molteplici (cfr. Meytal Cohen & friends), non potrei escludere che in questo momento in una parte del mondo con fuso orario pacifico ci sia un gruppo soul/r&b con un violinista in organico (organico/in organico…vabbe’…basta…).

Buon ascolto (con quattro brani al prezzo di uno!) e buon fine settimana.

Cynthia: Get up and dance to the music! | Tiratevi su e ballate con la musica
Get on up and dance to the fonky music!
All:Dance to the Music, Dance to the Music
Freddie: Hey Greg! | oh Greg?
Greg:What? | ‘osa voi?
Freddie: All we need is a drummer, | ci serve giusto un batterista
for people who only need a beat | per persone cui basta giusto un ritmo
I’m gonna add a little guitar | ci vado ad aggiungere un po’ di chitarra
and make it easy to move your feet | e ti renderò più semplice muovere i piedi
Larry:I’m gonna add some bottom, | io ci metto un po’ di basso
so that the dancers just won’t hide | così che i ballerini non si potranno nascondere
Sly:You might like to hear my organ | magari vi piacerebbe sentire il mio organo
playing “Ride Sally Ride” | che suona “Ride Sally Ride” (vedi ritornello a 1’14” di Mustang Sally)
You might like to hear the horns blowin’, | potreste gradire i fiati soffiare
Cynthia on the throne, yeah! | con Cynthia sul trono
Cynthia & Jerry got a message they’re sayin’: | Cynthia e Jerry hanno un messaggio che dice:
Cynthia: All the squares, go home! | tutti quelli un po’ troppo inquadrati, a casa!
All:Dance to the Music, Dance to the Music

(segue pezzo di I wanna take you higher, ma se ne riparla)

bosco riserva n° 9 del 5-7-19: Vabbe’, se n’è andata

Nella scaletta di boscoriserva comparve sul palco la Grease Band, che all’epoca faceva da gruppo di supporto a Joe Cocker, un po’ come dire gli Stadio con Lucio Dalla o la PFM con de André.
Narrano le cronache, che -aspettando che Joe si manifestasse al pubblico- il gruppo si trovò a eseguire alcuni brani strumentali…la domanda di oggi è “quali”?

Giochi proibiti? Due accordi che portarono Stanley Myers a comporre Cavatina nel 1970?? Qualche ragtime di Scott Joplin riarrangiato?

Non dico “non lo sapremo mai”, perché tecnicamente sarebbe possibile saperlo: basterebbe trovare una persona che sia andata al Festival e chiederglielo.
Se, come sostengono gli organizzatori, c’erano a un certo punto un milione di persone, che avranno avuto un’età media attorno ai 23 anni, si troverà in tutti gli U.S. of A. un cristiano (pardon, protestante) nato nel 1946 che all’epoca stava lì ed era in condizioni di intendere e volere tali da ricordarsi della loro esibizione?

Possibile, ma non facile. Nel frattempo, nella non facilità di reperire l’esibizione strumentale della Grease Band a boscoriserva, vi propongo volentieri un loro brano cantato: Let it be gone. E poi ti stupisci che c’erano i Rolling Stones, gli Who, i Faces ecc.: oh…metà della popolazione musicale occidentale suonava ‘ste cose qua!

Il brano è stato ripreso in tempi più recenti e in versione con vena leggermente più funky anche dai notevoli Black Crowes):

I puristi del boscoriserva mi scuseranno se non allego il testo a fronte per oggi (tempus fugit && festina lente, sed c’ho un appuntamento presto)

boscoriserva n° 7 del 4/7/19: male maniere

Carlos Santana è l’unico presente a Boscoriserva che ho avuto modo di veder suonare dal vivo. Era a Milano, non ricordo l’anno, ma mi ricordo che ero stato morso dal mio cane pochi giorni prima, per cui avevo un punto di sutura a una mano e non potevo applaudire. Per inciso: se “cane morde uomo” non è una notizia ma “uomo morde cane” sì, anche “cane morde padrone” può dare da pensare…

La cosa che non potrò scordare del concerto furono i primi cinque secondi. Gli artisti (una decina) arrivano sul palco. Prendono posizione ai rispettivi strumenti. I percussionisti si sgranchiscono le mani. Carlos guarda il tastierista. Il fonico dice “via” col pollice recto.

Poi comincia il count-down (o count-up) 1…2…3…4…

Nel primo secondo di musica il pubblico è stato investito da un’onda di pressione sonora che non avevo mai percepito prima: erano le percussioni. Per descrivere la cosa mi viene in mente -anche se non ho mai provato perché dicono sia pericoloso- lo spostamento d’aria quando un treno ad alta velocità esce da una galleria. Una cosa simile, anche se di magnitudine decisamente più bassa, mi è ricapitata anni dopo con Carlinhos Brown. Ma qua si esula dal contesto bosco riserva, e magari si andrà ad approfondire in altra occasione.

Male Maniere è uno dei pezzi brevi di Santana, che in genere si lascia trasportare sui tempi lunghi, complici gli assoli con note dal sustain infinito e facilmente riconoscibili: i veri chitarrofili rock sanno riconoscere almeno 10 chitarristi a partire da una nota sola, massimo due, e Carlos Santana è per me uno di questi.

You’ve got to change your evil ways… baby | e bisogna tu cambi le tue maniere moleste, bimba
Before I stop loving you. | prima che smetta di volerti bene
You’ve go to change… baby | bisogna tu cambi
And every word that I say, it’s true. | ed è vera ogni parola che dico
You’ve got me running and hiding | mi fai correre e nascondere
All over town. | in giro per tutta la città
You’ve got me sneaking and peeping | mi fai
And running you down | a cercare di rincorrerti
This can’t go on… | ‘un si pole continua’ ccosì
Lord knows you got to change… baby. | lo sa il Signore che bisogna tu cambi

When I come home… baby | quando arrivo la sera
My house is dark and my pots are cold | la casa è buia e le pentole fredde
You’re hanging around… baby | e te te ne stai in giro
With Jean and Joan and a who knows who | con Jean e Joan e chissà chi
I’m getting tired of waiting and fooling around | sono stanco di aspettare e perder tempo
I’ll find somebody, who won’t make me feel like a clown | mi troverò qualcuna che non mi faccia sentire un pagliaccio
This can’t go on…
Lord knows you got to change

Organ Solo:

(Repeat 2nd verse)

Yeah … Yeah … Yeah …

boscoriserva n°6 del 7/7/19: mia generazione

Oggi stiamo sul facile. Gli Who non hanno bisogno di troppe presentazioni, mentre possiamo introdurre -dopo il mito della reinmusicazione-
quello della reincanzonazione. Così come la reinmusicazione è il passaggio dello spirito musicale di un gruppo o di un artista a un altro in epoca diversa (casi acclarati: Janis Joplin e Bjork, oppure i Dexys Midnight Runners e gli Of monsters and Men), la reincanzonazione è quando lo spirito di una canzone si ritrova in un’altra. “My generation” è necessariamente la reincanzonazione di “Dio è morto” di Grancesco Fuccini, pardon, Francesco Guccini.
La reincanzonazione non implica concordanza di generi o di storie, così come la reinmusicazione.

Nella “My generation” suonata a Boscoriserva, chissà come mai, nel finale la canzone si fonde per un con il ritornello di “io vado da con un piccolo aiuto dai miei amici”, un po’ più sfatta di quella di Joe Cocker, ma sempre con un alone dell’arrangiamento a canzoncina dell’originale beatlesiano.

Suggeriamo anche una versione in studio (televisivo) in cui, saltato il prologo abbastanza inutile, è possibile apprezzare meglio l’esibizione di tutti i componenti del gruppo, sopra tutti il bassista John Entwhistle con uno degli assoli che è diventato riferimento per le quattro corde nella storia del dondola.

Dei quattro, l’unico che interpretò appieno lo spirito della canzone fu Keith Moon, il batterista, deceduto all’età di anni 32, dopo avere distrutto un numero indeterminato di tamburi e avere ispirato il personaggio del batterista pazzo del Muppet Show. Gli altri più o meno “ci sono stati dentro”. John ci ha lasciato un paio di anni fa, e Pete e Roger ancora si vedono in giro, con discrezione. Sarei curioso di vederli seguire un esibizione degli Who di oggi…che so…i Maximum the Hormone  (attenzione: il link rimanda a un brano non adatto a tutte le generazioni)

People try to put us d-down (Talkin’ ‘bout my generation) | la ggente cerca di buttarci giù (parlo della mia generazione)
Just because we get around (Talkin’ ‘bout my generation) | solo perché si va in giro
Things they do look awful c-c-cold (Talkin’ ‘bout my generation) | le cose sembrano proprio freddine
I hope I die before I get old (Talkin’ ‘bout my generation) | spero di morire prima di diventare vecchio

This is my generation | questa è la mia generazione
This is my generation, baby

Why don’t you all f-fade away (Talkin’ ‘bout my generation) | ma perché non sparite
Don’t try to dig what we all s-s-s-say (Talkin’ ‘bout my generation) | non cercate di apprezzare quello che diciamo
I’m not trying to ‘cause a big s-s-sensation (Talkin’ ‘bout my generation) | non sto cercando di destare grande sensazione
I’m just talkin’ ‘bout my g-g-g-generation (Talkin’ ‘bout my generation) | sto solo parlando della mia generazione

My generation
This is my generation, baby

Why don’t you all f-fade away (Talkin’ ‘bout my generation)
And don’t try to d-dig what we all s-s-say (Talkin’ ‘bout my generation)
I’m not trying to ‘cause a b-big s-s-sensation (Talkin’ ‘bout my generation)
I’m just talkin’ ‘bout my g-g-generation (Talkin’ ‘bout my generation)

This is my generation
This is my generation, baby
My my my generation

People try to put us d-down (Talkin’ ‘bout my generation)
Just because we g-g-get around (Talkin’ ‘bout my generation)
Things they do look awful c-c-cold (Talkin’ ‘bout my generation)
Yeah, I hope I die before I get old (Talkin’ ‘bout my generation)

This is my generation (Talkin’ ‘bout my generation)
My generation (Talkin’ ‘bout my generation)
This is my generation, baby (Talkin’ ‘bout my generation)

boscoriserva n° 6 del 2/7/19: volontari

I Jefferson Airplane sono l’ennesimo gruppo rock psichedelico nato nella West Coast nella seconda metà degli anni 60 del secolo scorso (cioè sono gruppi “coetanei a me”).
Una delle cose che mi sono rimaste impresse dei Jefferson Airplane è che a un certo punto della loro storia -ma nemmeno troppo avanti…era nel 1974- il gruppo cambiò nome e diventò “Jefferson Starship”. Da aeroplano ad astronave.

Chi sa se ciò accadde perché avevano uno zio che era passato a lavorare per la NASA, perché nel 1973 avevano ricevuto una partita di LSD particolarmente spaziale, o perché…perché…non so perché (come diceva Raz Degan quando era ne’ su’ cenci e faceva il testimonial di un noto liquore).

Queste cose dei nomi inglesi, che agli italiani fanno sempre esotico, così come agli anglofoni fanno molto esotico i nomi italiani (“bellou, bambinooou, M’lanouu, F’renssiiihh“), fanno riflettere se uno li riporta al contesto italiano. E’ come se -che so- i “Banco del Mutuo Soccorso” a un certo punto si fossero ribattezzati “Assicurazione medica”.

Se poi passi ai nomi delle persone, anche lì trovi dei percorsi.

Roger Nelson diventò Prince, poi per un certo periodo “Tafkap” (The artist formerly known as Prince, l’artista una volta noto prince), poi ancora Prince. Lorenzo Cherubini diventò Jovanotti, e lì rimane. Rosario Paci diventò Roy. Terence Trent d’Arby ora passa per Sananda Maitreya. Cat Stevens all’anagrafe nacque Steven Demetre Georgiou ma ora è Yusuf Islam. Molare, come dicono i dentisti: voi quanti nomi avete? Potete anche scriverlo per e-mail: Se tu dici un nome a me, poi io dico un nome a te.

La cosa più interessante sono poi i nomi che vi danno gli altri…ma questo diventa un  boscoriserva diverso. Intanto si è fatta una certa, e devo partire. Per cui: parole alla musica e musica alle parole.

Look what’s happening out in the streets | Bada lì che succede per le strade
Got a revolution Got to revolution | C’hai una rivoluzione – devi fare una rivoluzione (in senso “fisico”?)
Hey I’m dancing down the streets | Oh, sto ballando per le strade
Got a revolution Got to revolution
Ain’t it amazing all the people I meet | non è forte, tutta ‘sta gente che incontro
Got a revolution Got to revolution
One generation got old | una generazione è invecchiata
One generation got sold | una generazione è stata venduta
This generation got no destination to hold | questa generazione non ha una destinazione da mantenere
Pick up the cry | raccogli il grido

Hey now it’s time for you and me | oh: ora è il tempo per te e per me
Got a revolution Got to revolution
Come on now we’re marching to the sea | vieni, ora, si marcia verso il mare
Got a revolution Got to revolution
Who will take it from you | chi è che lo (o la?) prenderà da te
We will and who are we | noi…e chi siamo noi?
We are volunteers of America | siamo volontari dell’America