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pibinko-archivio 25.5.2015: Lezione al Politecnico di Milano sulla BuioMetria Partecipativa, preceduta da 20 minuti alla radio

Il podcast di 23 minuti lisci come l’olio, compresi excursus su m(‘)appare Milano, intervista a Irene Ceccarini da Piloni, la questione sarda in Maremma ecc ecc… vedi questo articolo

Per la presentazione della lezione, vedi questo articolo. La foto di testa fu scattata durante la lezione.

Per altre informazioni e booking: bmp@pibinko.org o whatsapp 3317539228

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Il prossimo evento in evidenza è il Litologia Partecipativa Làiv Show, il 16 maggio 2020 dalle 18.30 alle 20.00, con Mauro Tirannosauro e la Jug Band Colline Metallifere.

Qualche anteprima sugli ospiti è disponibile da questa pagina.

N.B.: con la rete pibinko.org usiamo strumenti teleconferenza dal 2002, non dal 2020, ma se qualcosa dovesse andare storto nella diretta: avremo tutto registrato e si potrà rivedere dopo dai nostri canali. La cosa sarà utile anche a non sabato pomeriggio non si potrà collegare.

Per seguire il Litologia Partecipativa Làiv Show del 16 maggio 2020:

  • Da smartphone o tablet, se non lo avete già installato, scaricate e installatevi Jitsi (https://jitsi.org/downloads/). Eseguite questa operazione almeno entro le 18 del 16.5.2020.
  • Una volta installato, oppure se siete su PC fisso direttamente dal vostro browser, andate alla pagina https://meet.jit.si/LitologiaPartecipativaLive-bypibinko.organdJugBandCollineMetallifere
  • Se non avete confidenza con lo strumento, vi consigliamo di collegarvi tra le 18.15 e le 18.30, in modo da avere qualche minuto per ambientarvi.
  • Per venire incontro ai nuovi utenti di Jitsi: Mauro Tirannosauro e il suo staff tecnico saranno disponibili fra le 12.00 e le 12.30 di sabato 16 per chi volesse fare una prova tecnica di trasmissione.
  • All’avvio del collegamento Jitsi fra le 18.15 e le 18.30, disattivate webcam e microfono, in modo da usare e far usare meno banda (ci saranno varie persone collegate da zone rurali che non hanno collegamento “robusto”), e se voi siete in città con la fibra e per caso vi scordate di staccare la webcam in alta definizione, andrete a rallentare il collegamento di tutti gli altri.
  • Tenete Jitsi aperto da una parte, e aprite il collegamento alla diretta YouTube: https://youtu.be/3CHihOzEBlM
  • A un certo punto, Mauro Tirannosauro vi inviterà ad accendere webcam e microfono, e per qualche minuto ci potremo salutare, scambiare pareri e battute, ecc.
  • Come per gli spettatori semplici…se vi sarà piaciuto ricordatevi di lasciare qualcosa nel nostro cappello digitale.

Per altre informazioni: micalosapevo@pibinko.org oppure whatsapp 3317539228

Questa è la pagina facile da dire di pibinko.org, della Jug Band Colline Metallifere e di Mauro Tirannosauro. L’immagine di testa e i contenuti vengono via via cambiati.

Promemoria: 26.6.20 Pibinko.org con il DICATAM di Brescia al Festival dell’Architettura di Londra

Aggiornamento al 19.6: è disponibile il link per collegarsi il 26 https://meet.google.com/raf-mung-prq, dopo essere gentilmente preiscritti scrivendo a micalosapevo@pibinko.org

[musica di sottofondo consigliata: Keine Macht für Niemand dei Ton Steine Scherben, recentemente proposta dalla Jug Band Colline Metallifere nella rubrica Litobag]

Il Festival dell’Architettura di Londra è la principale rassegna mondiale di questo settore e si svolge tutti gli anni nel mese di giugno. Data la congiuntura COVID-19, l’edizione di quest’anno è stata riorganizzata per essere svolta online, con l’auspicio di potere tenere più avanti anche un evento “in presenza”. Come molti festival, ogni anno viene dato un tema che per il 2020 è il Potere.

La rete pibinko.org è stata invitata a contribuire alla preparazione di una proposta di convegno per il festival nell’ambito di una collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio e Ambiente (DICATAM) dell’Università di Brescia. Prima di questa esperienza, per il DICATAM avevamo organizzato il 16.5.2019 un convegno, e il 23.3 e 16.4 scorsi Andrea Giacomelli ha tenuto un corso integrativo di Applicazione di metodi partecipati alla progettazione di interventi di tutela e valorizzazione interdisciplinare del cielo notturno.

L’appuntamento online è per il 26 giugno 2020 dalle 17 alle 20 (ora italiana). Il tema che tratteremo è quello del potere culturale della Guerra Fredda.

La partecipazione all’evento è gratuita, ma è necessario iscriversi inviando una mail a micalosapevo@pibinko.org. Vi verrà data conferma dell’avvenuta iscrizione, e qualche giorno prima riceverete un secondo messaggio con le modalità per collegarsi il 26 giugno. I dati raccolti nell’iscrizione saranno utilizzati esclusivamente da pibinko.org, e solo per l’invio di notizie sul convegno.

Di seguito una presentazione del convegno:

La Guerra Fredda è stata la massima espressione del tentativo da parte di URSS e USA di imporre il loro potere a livello mondiale durante la seconda metà del ventesimo secolo.
Questo scontro si è espresso, tra l’altro, nella costruzione di reciproche linee fortificate tra Europa occidentale e orientale. In tale contesto, la NATO ha realizzato in Italia numerose architetture e installazioni per monitorare le attività del Patto di Varsavia.
Nella prima parte della conferenza, Olivia Longo presenterà i suoi studi sulla relazione tra l’architettura della Guerra Fredda e le teorie architettoniche nella seconda metà del Novecento. Nella seconda parte, Davide Sigurtà darà una descrizione delle architetture militari nel nordest dell’Italia. Nella terza parte, verrà presentato un esercizio di mappatura partecipativa. Questo considererà una serie di installazioni e architetture campione sui quali cittadini da tutto il mondo saranno invitati a fornire pareri e impressioni. Tramite varie tecniche di facilitazione (fra cui la musica) fornite dalla rete pibinko.org, i riscontri ricevuti dalla comunità a proposito degli aspetti storici, o del futuro, di questi siti saranno raccordati con il punto di vista degli architetti, arrivando così a suggerire nuove forme di collaborazione in questo campo fra il potere degli esperti e quello dei cittadini.

Per altre informazioni: micalosapevo@pibinko.org

P.E.L.P. ep. 6: Liturgia Partecipativa?

Se non potete andare oltre, come notizia della settimana trascorsa dovete vedere il lancio dell’ultimo brano della Jug Band Colline Metallifere: Rock a Milano, blues alla Rocca, realizzato in modalità distanziamento sociale e lanciato ieri in occasione del convegno su ambiente e lavoro di Roccatederighi: http://www.pibinko.org/jugbandcollinemetallifere/rock-a-milano-blues-alla-rocca-1-5-2020/. Il brano è anche disponibile su Bandcamp. Il brano parla un po’ di noi, e un po’ di voi.

se avete più tempo… prego:

La degradazione del segnale telefonico che si ha parlando da Tatti (GR) è tipica di molti borghi e zone rurali. La peculiarità di stare a Tatti è che si può fare un gioco di parole che non funziona in nessun altro posto d’Italia (o quasi..conosco altri due “Tatti”, ma non so come è lì la copertura telefonica mobile). Comunque, il grande classico è

Esempio di conversazione telefonica con qualcuno a Tatti (GR)

[interno giorno, fuori vento che soffia, a volte bufera che fischia. squilla il cellullare, appoggiato con angolo cabalistico sul mobiletto del bagno dove in genere si vedono più tacche. Flavio va a prendere il telefono, ma parlare nel bagno fa brutto, e quindi si sposta alla finestra della camera da letto, lato strada]
F: Pronto?
L: Ciao Flavio, come stai?
F: Ciao Luisa, qua tutto bene, grazie, te?
L: hai detto “tutto rene”? non capisco
F: no, “tutto bene”
L: “rutto bene?” come ti permetti!
F: no. ho detto…
L: ti sento a tratti
F: no, mi senti a Tatti.
L: ecco, hai ragione, potresti spostarti?
ecc…

Insomma, questo per dire che in una delle conversazioni avute negli scorsi giorni, introducendo la Litologia Partecipativa a qualcuno che non la conosceva, mi ferma e dice “Liturgia” partecipativa? No, no…ma mi ha fatto riflettere come a volte la comunicazione resa difficile espone concetti nuovi.

Comunque: il sommario della settimana scorsa è presentato qua sotto… non ho capito perché di alcuni articoli wordpress riporta la foto in anteprima e di altri no…

Per quanto riguarda la Litologia Partecipativa: confermato evento di chiusura del prototipo. Data venerdì 15 o sabato 16 maggio, orario da definire, ma non prima delle 18.30. Modalità online. Da qui al 9 maggio avremo tutti i dettagli di ospiti, scalette, contenuti, premi e cotillon.

Per informazioni e booking: info@pibinko.org oppure 3317539228 (SMS o whatsapp)

30.4 nuova edizione dell’articolo Poeti estemporanei sardi e toscani dalla nonna Andreina a Scansano (GR), del 30.4.2011, arricchito con un vero e proprio racconto musicato.

30.4. Mauro Tirannosauro partecipa a una teleconferenza europea sulla citizen science (e interviene)

30.4 Esce la versione online del documentario sui maggerini di Tatti (con pibinko.org abbiamo curato la versione online della cosa): Un viaggio con in maggerini di Tatti

La rete pibinko.org, per anno e mese

http://www.pibinko.org/la-rete-pibinko-org-per-anno-e-mese/

La rete pibinko.org, per anno e mese

Eccovi una sorta di “sintesi temporale” del numero di articoli presenti nel blog della rete pibinko.org. Alcune note:

  • Per ciascun mese e anno le barre colorate vi danno un’idea del movimento.
  • Cliccando su un “mese-anno” verrete portati all’elenco corrispondente degli articoli.
  • Nel marzo 2019 abbiamo avviato il sito della Jug Band Colline Metallifere (ci serviva un sito separato perché parte dei contenuti sono in tedesco). Le attività che svolgiamo sono comunque combinate, per cui dal 2019-03 in poi il numero di articoli per mese viene sommato, e potete andare al blog di un sito o dell’altro.
  • Nei blog si sommano fatti ed eventi legati alla rete, segnalazioni, e schede che possono essere riferite anche o alla “loro data” (ad esempio l’anno di pubblicazione di un libro), o alla data in cui l’oggetto è stato “censito” nella rete. Via via ragioniamo sul modo migliore per rappresentare questi dati, e ci piacerebbe averli più ordinati, ma per ora, considerate le risorse in campo, si fa così. Se siete interessati a contribuire a migliorare questo aspetto della rete, scrivete a info@pibinko.org.

#IoRestoaBosa

Il lancio della campagna per l’aumento delle tesi di archeologia in provincia di Grosseto (#ioRestoaCosa) non è stato vano. Grazie al sistema di trasferimento delle menti, è stato intercettato da alcuni amici sardi che hanno una stazione di ascolto a Capo Marrargiu. Solo che nella trasmissione è saltato qualche bit, e quindi loro hanno recepito “io resto a Bosa“.

E’ un po’ che non ci passo, e chissà se dopo il ponte,a destra scendendo verso, sud c’è sempre “La Farmacia dei sani” (un’enoteca).

Per altre informazioni http://www.pibinko.org/mappe/. Booking: maurotrex@pibinko.org

Condividere la percezione della credibilità nelle indagini partecipative

DOI: 10.13140/RG.2.2.31544.90884

Colonna sonora consigliata: Everything is everything.

Questo articolo è lo sviluppo di una bozza presentata “dal vivo” a Noisy-Champs, vicino a Eurodisney, nel febbraio 2019. Il poster “live” era stato proposto come un modo per formalizzare il “come condividere la percezione di credibilità nelle indagini partecipative”.

Un report dello workshop in cui il poster fu presentato è disponibile qui. La relazione include una foto del poster, ma non ne parla, per cui può essere utile aggiungere che il poster derivò da una discussione a uno dei tavoli di lavoro. Il sotto-tema del tavolo era “le traiettorie delle indagini partecipative”. Il poster fu elaborato in circa 15 minuti, mentre i relatori degli altri tavoli presentavano le conclusioni degli altri sottogruppi. Il metodo presentato nel poster fu giudicato originale e innovativo da parte dei partecipanti al workshop (una ventincinquina di persone da varie nazioni europee, e con vari ruoli fra ricerca e gestione di organizzazioni in ambito culturale e scientifico).

Il poster completo è visibile in testa a questo articolo, e lo ritrovate in fondo. In mezzo, diciamo qualcosa sulle varie parti.

NB: Gli esempi fatti nell’articolo sono inventati, ma comunque ispirati da vari casi osservati lavorando in progetti interdisciplinari e con gruppi di lavoro molto eterogenei, dal 1994. L’articolo è stato inoltre sottoposto a beer review di vari collaboratori della rete pibinko.org network, oltre che di alcuni esperti esterni. E’ stato accettato (con l’accetta) per essere pubblicato sul blog di pibinko.org il 27.4.2020. L’originale è in inglese, e nella versione italiana alcune parti sono state adattate. Invitiamo chi legge l’inglese a vedere anche l’originale per apprezzare le differenze.

Gli autori del poster erano Andrea Giacomelli (info@pibinko.org), C. Van Reeth, A. Vargiu, N. Zimmermann. Lo schema a destra indica come erano sedute le persone durante l’ultima sessione di discussione. CG è Claudia Goebel, la facilitatrice.
Ipotizziamo anche che le capacità di investigatore e di “partecipatore” siano “ortogonali” (cioè, il miglior ricercatore è il peggio “partecipatore”).

Identifichiamo due attori per l’indagine partecipativa (IP). Un “investigatore” (I) e un “partecipatore” (P).

Nel contesto IP, gli investigatori sono tipicamente ricercatori, accademici, ecc.

I tipici “partecipatori” sono persone capaci di coinvolgere altri in attività coordinate. Potrebbero essere fondatori di un gruppo rock, allenatori di squadre di gruppi sportivi di provincia, o manager di grandi eventi.

Possiamo rappresentare il loro livello di capacità lungo un asse. L’orientamento degli assi e il punto di intersezione devono ancora essere definiti (potete ruotare lo schermo, se vi viene meglio).

Esempi di livello di capacità per P e I:

  • Investigatore “0”: uno che non conosce la materia.
  • Investigatore con valori via via crescenti… impara…al massimo, premi Nobel.
  • Partecipatore “0”: uno che non ha nemmeno mai invitato due amici per un aperitivo
  • Partecipatori ad alti livelli: tutti i grandi politici, Hugh Hefner, ecc.

Si ragiona anche se gli assi debbano partire da zero, o possano avere valori negativi. Come rappresentare altrimenti attività di indagine che dopo anni non portano ad alcun ritorno per la società? o soggetti che scoraggiano le relazioni fra le persone?

Introduciamo il concetto di credibilità.

La credibilità deve essere riferita a un soggetto che la percepisce. Chiamiamo CP la credibilità percepita dal “partecipatore”; e CI quella percepita dall’investigatore.

Inoltre, la credibilità percepita da qualcuno deve riguardare qualcosa. CP(P) è la credibilità del partecipatore così come la percepisce lui/lei. CP(I) è la credibilità dell’investigatore così come percepita dal partecipatore…analogamente si definiscono CI(I) and CI(P).

Esempi:

Viene organizzato un incontro pubblico in cui dei ricercatori propongono un’indagine partecipativa in una nuova regione. I ricercatori stanno spiegando la logica di questo progetto, e stanno dando alcune informazioni introduttive.

  • CI(I): Lavoro per una grossa organizzazione di ricerca. Ergo, sono un buon ricercatore. Illuminerò questa comunità con la mia scienza. Loro hanno bisogno di noi.
  • CP(I): Ma che stanno a dire…’un ci si capisce una [OMISSIS]. Eh…li porterei con me a taglia’ la legna (ma solo a sramicciare, ché se no si fanno male). Questi durano più sott’acqua che al lavoro.
  • CP(I): Ma che dici…questi so’ dell’univerZità. So’ professori. Seguirò acriticamente tutte le preziose indicazioni che mi daranno, perché io so’ un contandino e non so’ laureato. (in effetti i relatori sono dottorandi forse al secondo anno, facenti funzione del professore che si era scordato della partita di tennis).
  • CP(P): Il mi’ babbo e il poro nonno Impavido sono sempre stati su queste terre, e hanno sempre usato l’acqua del torrente per irrigare. Si sa come funziona. Perché ci serve un “modello idrogiologico”? (si dice così?)

Chiaramente, ci sono anche un sacco di casì che suonano meglio, ma aiuta sempre evidenziare gli estremi negativi.

Voglio, voglio, voglio davvero fare un’indagine partecipativa?

Avendo introdotto questi concetti. Prima di andare oltre, una conditio sine qua non è che ci sia effettivamente la volontà di avviare un’indagine partecipativa. Se no, meglio stare a casa.

Ipotizzando che ci sia la volontà delle parti di avviare un’indagine partecipativa…prima di qualsiasi altra cosa P e I devono trovarsi d’accordo sulle rispettive percezioni di credibilità, nelle due combinazioni: CP(P) deve ragionevolmente concordare con CI(P) e CP(I) deve ragionevolmente concordare con CI(I)

La verifica di questa concordata deve avvenire…

  • …in un tempo finito (usando una quantità finita di risorse)
  • …con tempo e risorse di almeno un ordine di grandezza inferiore rispetto alla durata e alle risorse previste per l’indagine partecipativa.

Esempio di “allineamento delle percezioni” su scale diverse: un aperitivo (in cui fra una chiacchiera e l’altra di decide dove andare a mangiare una piazza), una riunione di mezza giornata (prima di avviare un rilievo di reti tecnologiche con ditte di georada in subappalto per due mesi) e così via.

Alla fine del momento di “allineamento delle percezioni”…P e I saranno d’accordo?

NO. Se P e I non si trovano d’accordo, cioè se CP(I) e CI(I) e/o CP(P) e CI(P) sono molto diverse, si prospettano due vie: (1) Quella della ragionevolezza, e (2) quella del “ve la siete cercata”.

Ragionevolezza (la “via della ragionevolezza”). P e I possono convenire che quando si sono incontrati non era forse il miglior momento per avviare una collaborazione. Potrebbero decidere di aspettare e ritentare in futuro. Oppure potrebbero decidere che non hanno alcun reciproco interesse a collaborare, in nessun caso. Ci sarà allora la dichiarazione di un “nisba”, “nada”, “non ce n’è”, “no go” (come dicono gli ammerigani), o “ma gandu mmaaii” (a Cagliari) da parte di uno dei due. Come in tutti i confronti a due, ci sarà sempre una parte con motivazioni più forti per un “no go”. Queste possono essere esternate in modo più o meno delicato.

“no go” delicato:

[giornata uggiosa – interno giorno. alla TV stanno passando Er Califfo. Manolo sta svogliatamente sfogliando la rivista “Indagini partecipative oggi”. Squilla il telefono. E’ Luisa. Manolo risponde]

L: Ciao Manolo
M: Oh, Luisa, come stai?
L: Bene. Ti ricordi che mi avevi invitato al cinema a vedere La vendetta del chihuahua killer e degli zombi?
M: Come no, ho preso i biglietti due mesi fa! Ti vengo a prendere alle otto, si diceva…
L: Be’, vedi…è che mi è venuto un gran mal di testa…magari la prossima settimana, va bene?
M: Luisa, non ti preoccupare..l’importante è che tu ti rimetta
Epilogo: Luisa riaggancia il telefono, indossa un cappotto e scende di casa. Sotto l’aspettava Ulrich, che la porta a vedere il documentario sulla Palla a 21 dalla Toscana a Chicago, mentre Manolo resta a casa e si guarda otto puntate di Spazio: 1999, prima serie, “mommo”, e poi a letto..

“no go” meno delicato: Prego la regia di mandare il video di repertorio

Il velasietecercata (la via del “ve la siete cercata”)

…ci possono anche essere situazioni in cui, nonostante l’assenza di un allineamento delle rispettive percezioni di credibilità, P e I decidano comunque di avviare l’indagine partecipatica. Esempi di motivazioni:

  • Be’, tanto ci già hanno dato il finanziamento.
  • Oh, non è che sia proprio convinto che questi siano in grado di sviluppare questa app, ma Gennaro, che è il responsabile informatico di questo spinoff di Udine con sedi a Singapore, Berlino e Vidigulfo (PV) mi ha detto che sono in gamba, per cui devono essere in gamba.
  • Sono in pensione e ho tempo. Anziché fare qualcosa di utile per famiglia o amici, siccome il futuro è nell’intrante of things, voglio dedicarmi a questo progetto

In casi tipo questi, P e I “se la sono cercata”, e si troveranno a dover decidere il concorso di colpa nel seguito.

L’indagine partecipativa comincia. Le cose andranno bene finché andranno bene. Ma, come in tutte le cose umane, ogni tanto qualcosa succede sul lavoro. In questo frangente, in assenza di un allineamento sulle rispettive credibilità, entreranno in gioco altri fattori. Per esempio

  • speranza (le conclusioni della riunione non mi hanno convinto. Speriamo che la prossima volta vada meglio, e che non piova durante la cena sociale)
  • amplificazione della gerarchia (Io sono il coordinatore del progetto, ho due dottorati di ricerca e sono membro di un sub-comitato di un’organizzazione internazionale, per cui si fa come dico io)
  • amplificazione di pregiudizi e perdita di fiducia (Mi ricordo che vi dicevo che questo tipo non era bravo a fare rilievi…ecco: sicuramente cucina pure male!)
  • una volta venuta meno la speranza…la fede (Oh potente Belushandir, signore di tutte le indagini partecipative: fa’ sì che il nostro report venga consegnato in tempo)

Di nuovo, queste sono (parziali) esagerazioni di possibili situazioni negative. Fortunatamente, capita altre e tante volte che il partecipatore e l’investigatore si riescano a trovare in buon accordo sulla percezione di credibilità.

Come si può confermare questa condizione? Be’ in modo analitico o con un protocollo rigido non è semplice…ma ci sono un sacco di indicatori che danno delle idee. Che so, risposte alle email entro 48 ore anziché dopo 4,8 settimane, capacità di incontrare la controparte in modo schietto e sereno, manifestazione di interesse a rivedersi quanto prima, ecc.

In queste condizioni, l’indagine partecipativa dovrebbe partire quanto prima.

La percezione condivisa di credibilità dovrebbe anche essere trasmessa agli altri soggetti che avranno in qualche modo a che fare con il lavoro (i famosi “stakeholder”). Per esempio, pubblicate un comunicato stampa in tutte le lingue che servono al vostro progetto, o magari scrivete un articolo a quattro mani (ma non per una rivista che poi ci metta un anno nel processo di revisione), scrivete qualcosa sui muri.

Tutta la situazione dovebbe essere ri-analizzata periodicamente. Soprattutto per indagini partecipativa che vadano oltre i sei mesi..

Ringraziamenti: il progetto DITOs, Claudia Goebel, Colangelo.

Questo articolo viene pubblicato sotto licenza ancora-‘unnosobbene-ma-sicuramente-libera.

Ricomponendo il quadro:

Commenti e booking: info@pibinko.org