Mappatura interdisciplinare per la tutela e la promozione del cielo notturno: diciotto anni di esperienze con la BuioMetria Partecipativa, e possibili sviluppi.

Eccovi una versione interattiva, purtroppo senza il paraverbale e le interazioni con Mauro Tirannosauro e Jefferson l’emù punk, della presentazione del 23-2 a “Mappe di Luce”. Grazie ancora agli organizzatori per l’invito. Per altre informazioni e booking: micalosapevo@pibinko.org o 3317539228.

Nel febbraio 2008 aveva inizio, a partire da una telefonata fra due ingegneri ambientali su opzioni per fare una vacanza a tema astrofilo in Maremma, incrociata con un programma di marketing territoriale basato su aspetti poco noti di cultura e territori della bassa Toscana, il progetto della BuioMetria Partecipativa, o BMP. All’epoca il progetto era il secondo a livello globale (e il primo nell’emisfero occidentale) a proporre di prestare sensori ai cittadini per eseguire misure si brillanza artificiale del cielo notturno.

Senza finanziamenti esterni iniziali (e non avendone avuti granché nemmeno dopo, almeno pubblici), il progetto ha avuto inizialmente un impatto mediatico (RAI Radio 2, TG2 Costume e Società, Topolino “Speciale Cacciatori di Buio” ecc.) e iniziò a intessere collaborazioni con moltissimi settori della società. Sotto vedete una mappa delle misure raccolte dai “cittadini scienziati” che hanno collaborato tra il 2008 e il 2025.

Nell’inverno 2010-2011 la BMP promosse la creazione del primo coordinamento nazionale per la raccolta di dati sull’inquinamento luminoso da stazioni fisse, in collaborazione con Veneto Stellato, l’Università di Roma Tre e altri astrofili, curando in particolare la scrittura del codice di “harvesting” dei dati da stazioni con protocolli diversi, l’aggregazione dei file di monitoraggio in un database web, e l’interfaccia per la consultazione dei dati (il sistema arrivò a ospitare una decina di stazioni da varie zone d’Italia e rimase attivo tra il 2011 e il 2019 – https://www.pibinko.org/it/?s=cordilit)

Tra il 2013 e il 2016 la BMP ebbe anche un ruolo di raccordo fra realtà italiane e la dimensione della ricerca europea, essendo Andrea Giacomelli stato nominato come referente per l’Italia nella rete COST “Loss of the Night” e avviando, nello stesso periodo, la collaborazione con l’Università di Pisa e l’Istituto di Biometeorologia (ora Bioeconomia) del CNR di Firenze (vedi articolo). Tra il 2016 e il 2018 la BMP ha avuto collaborazioni con il progetto HORIZON Stars4all.

Come riconoscimenti, la BMP ha vinto nel 2009 un premio per la “passione scientifico-tecnologica” nel concorso nazionale “La Seconda Luna” (quarto classificato su oltre 120, con premio di una categoria non esistente nel regolamento iniziale del concorso), è stato invitato nel 2015 ad Abu Dhabi alla conferenza Eye on Earth (risultando essere l’unico progetto italiano presente su oltre 600 partecipanti) e nel 2019 Andrea Giacomelli ha avuto il premio della International Dark Sky Association come “dark sky defender” per il lavoro di divulgazione svolto nei dieci anni precedenti.

La BMP ha avuto anche un ruolo attivo come supporto alla governance (non casuale, avendo anche uno dei due ingegneri esperienze a livelli di scrittura di direttive comunitarie): nel 2012 il progetto inviò otto osservazioni alla revisione del Piano Ambientale ed Energetico della Regione Toscana, cinque delle quali furono accolte (fra cui quella che ha portato al paragrafo del cielo notturno come risorsa turistica nel documento), e gli esperti della BMP sono stati via via chiamati a dare pareri e indirizzi su questioni di illuminazione ed efficientamento energetico a vari livelli amministrativi. Nel 2018-19, facendo seguito al simposio “Capraia Night Sky” (co-organizzato con UNIPI e CNR IBIMET), la BMP ripropose l’idea di avviare un coordinamento tra vari enti di divulgazione, amministrazione e ricerca, che potrà essere ripreso in qualsiasi momento.

Con la pandemia del 2020 le attività “partecipative” si dovettero fermare (era difficile portare avanti un progetto basato sul passaggio di mano di sensori), ma il motore della BMP fu adattato per funzionare anche durante il lockdown, con il progetto della Litologia Partecipativa.

Negli scorsi cinque anni la BMP ha funzionato essenzialmente come progetto “a chiamata”, ma non si è fermata l’attività di creazione di connessioni fra soggetti spesso slegati, ma che vivono tutti sotto lo stesso cielo, tra l’altro consolidando l’utilizzo della musica, oltre alla fotografia (come la collaborazione col fotografo Federico Giussani, o il concorso Fra il tramonto e l’alba, con oltre 600 partecipanti da 52 nazioni), come strumento di divulgazione e facilitazione nel dialogo tra soggetti diversi, e sempre utilizzando le mappe come minimo comun denominatore di analisi e comunicazione. Con questa presentazione, proporremo un possibile quadro di sviluppo della buiometria partecipativa nel contesto della uni*rural*, un corso di formazione non-formale lanciato nell’ottobre 2025 e che vedrà i primi “diplomati” nel giugno 2026.

Per il programma completo della conferenza: https://societageografica.net/wp/2026/02/13/mappe-di-luce-esplorazioni-geografiche-del-cielo-e-della-terra-lunedi-23-febbraio-2026/

Sigla (il cielo è di tutti, versione JBCM):