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Il Tirreno (Grosseto edition), Dec. 28, 2016

…in attesa della versione online…copie del Tirreno esaurite a Torniella entro le 8.30…commissionate copie cartacee a Follonica e Gavorrano.

NB: la foto grande in copertina è associata al titolo SOTTO la foto, e non al titolo SOPRA…

L’edizione di oggi contiene un articolo di sintesi dopo il Festival d’Inverno e un articolo con un’intervista a Elisabetta Vainigli, presidente della Banda di Torniella, nell’imminenza del concerto del 30-12 a Scalvaia e dell’avvicinarsi dell’anno che vedrà ricorrere il 140mo anniversario di questa realtà musicale che raccoglie attualmente elementi da Torniella, Piloni, Scalvaia, Roccastrada, Massa Marittima (e la presidente mi correggerà se ho dimenticato il domicilio di qualcuno).

About a week after the Farma Valley Winter Fest

[TO BE TRANSLATED]

Passato il Natale e pur il Natalino – riprende la routine, da Bolzano a Pachino…

A una settimana dal Festival, si comincia a condividere una sintesi che è all’interno del gruppo di lavoro cominciata dalla mattina dopo.

Personaggi

  • La giornalista (G)
  • L’ingegnere (I)
  • La barRista (B)
  • Il titolare del bar (T)

Interno giorno –  bar in orario non affollato. Potremmo essere al Caffé Olimpico di Grosseto, al Moderno di Roccastrada nella saletta laterale, o allo Stregatto di Montecerboli. Alla radio: versione lounge della Garota de Ipanema

I è seduto a un tavolo, vari fogli e foglietti sparpagliati

T sta pulendo il bancone, B la macchina del caffé

G entra

I: Buongiorno

G: Buongiorno a lei

I (facendo il gesto di invitarsi a sedere): Prende qualcosa?

G: Un caffé al vetro, grazie

I (al titolare): Un caffé e un altro panino coll’acciuga sottpesto, per favore

T (alla barRista, mentre lui va verso il reparto panini): unoooo al vetrooo

B (fulmina T con lo sguardo): sì caro!

G (a I, per tutto il seguito): Passato il festival, volevamo sapere un po’ com’era andata

I: bene, bene

G: Quanta gente da fuori VDF (Val di Farma)?

I: Prendendo il primo e il terzo giorno come giorni di avviamento e di coda, e concentrandosi piuttosto sulla domenica, abbiamo visto fra le 35 e le 40 persone “di fòri”, sommate a quelle dei paesi (non più di 400 residenti, di cui purtroppo non tutti abili a partecipare). Alla presentazione fotografica di lunedì sera a Grosseto (con pioggia battente tutto il pomeriggio) sono venute una trentina di persone, il che è buono secondo le statistiche dell’associazione Riflessi che ospitava l’evento.

G: 35-40 persone la domenica erano tante o poche?

I: Come diceva Roberto P. del Giambellino durante il servizio civile a Lainate: “il tanto o il poco dipende dal contenitore rispetto a cui si valuta“. Più o meno è il numero che si presentò alla Festa di Capo Danno in Piazza del Popolo del 2009-2010. Per un evento da fare nella sala musica di Torniella, se fossero venute 8 persone in più, ci si poteva stare bene …seduti all’inizio, a battere le mani dopo mezz’ora, a ballare alla fine….con 12 o 14 persone in più lo spettacolo diventava meno godibile.

Gli Etruschi from Lakota insieme a Peter Seeds in un momento dell’esibizione del 19-12 nella sala musica della banda di Torniella (foto di Luciano Massetti)

B: porta il caffé al tavolo – G ringrazia

G: (con leggero tono di sfida, ma non con ostilità)  Aveva senso fare tutto questo can can per meno di un autobus turistico di persone?

I (si gratta il mento): Come diceva Giancarlo M. di Baggio durante il servizio militare a Cuneo: “il senso è nell’occhio di chi vede”. Tralasciando le motivazioni personali (feste di compleanno ecc.), il Festival è stato un’esercitazione, un modo di vedere gli spazi -e in più di un caso anche le persone- della Valle e quelle “di fòri”. Voleva anche essere un prologo di un periodo che andrà dal prossimo 31-12 al 9 giugno 2018. Già nella somma di questi due elementi, aveva senso. Se poi ci riaggiungi le motivazioni personali…ci stava tutto. In ogni caso, i partecipanti arrivati da fuori equivalgono più o meno 10% della popolazione residente d’inverno in Val di Farma. Come se a Milano andassero centomila persone in un giorno…tipo al concerto di Vasco Rossi! (sorride).

(G guarda in alto a destra, come quando ragioni su una cosa)

I: Certo, se portassimo il 10% di Vasco Rossi in Val di Farma…

(stacco sulla barRista, che sentendo nominare il Blasco alza lo sguardo mèmore dei quattro live seguiti negli anni scorsi)

I,…che so, una scarpa…

(stacco sulla barRista, allarmata – altro stacco sul Titolare, che pure lui inizia a seguire il discorso mentre prepara il panino)

I (rivolto per un momento alla barRista): …senza piede dentro…

I (continua, rivolto a G): forse verrebbe più gente…ma non ragioniamo con queste logiche e non invitiamo a farlo. Coi numeri eravamo a posto, per essere un’iniziativa inedita dove non c’era da mangiare o bere gratis. Poi ci sono gli aspetti di qualità: una coppia è venuta a pernottare sabato sera, per poi andare la mattina a camminare, oltre che seguire il concerto…un’altra coppia è arrivata domenica mattina da Prato, perché aveva letto l’articolo sul Tirreno del 17 dicembre, e un paio di altre chicche del genere.

G: La cerimonia di consegna dei buiometri com’è andata?

Luigi Ciampini, noto Roccia, degli Etruschi from Lakota, prende in custodia il buiometro “Fungoagnello” – Castelnuovo Val di Cecina, 21-12-2016 (foto di un parente di Roccia)

I (portandosi le mani al capo, come a indicare “testa vuota”): Alla grande: ce ne siamo scordati! In piena onda di jam session al bar della Combriccola.

Il tutto si è comunque recuperato due giorni dopo, con il passaggio di testimone avvenuto a Castelnuovo Val di Cecina (campo base degli Etruschi from Lakota). Dal pomeriggio del 21-12 scorso il buiometro soprannominato “Fungoagnello” è nelle valide mani di Luigi Ciampini, meglio noto come Roccia, il batterista degli Etruschi, che quando non suona costruisce aeroplani di balsa, cucina ottime pizzette, focacce e altre specialità di finger food e progetta percorsi di rally: insomma…ha tutti i requisiti di base per essere un ottimo buiometrista!

G: Altre variazioni al programma?

I: Ci sono state delle cose in più -in parte irripetibili, purtroppo per chi non c’era- e delle cose in meno, ma recuperabili.

G [stringendo tutti e due i pugni, come a dire “in sostanza?”]: Ci può fare qualche esempio?

I  (con sguardo nostalgico) “In più” abbiamo registrato…

  • …una “stazione” del lunedì ore 19 al Caffé Ricasoli di Grosseto, già sede di eventi Attivarti.org in passato, come situazione “aspettando la serata per m(‘)appare Maurizio Bacci”.
  • Simone Sandrucci (lead guitar degli Etruschi) che attorno alle 12.30 di domenica 18, aspettando parte della comitiva per andare a pranzo alla Casa del Chiodo, è stato invitato a suonare una Eko X27 dei primi anni ’60 del secolo scorso (in dote alla famiglia Giacomelli) al bar della Combriccola. Ha intonato That’s Alright, ed è stato raggiunto alla seconda strofa da Wolfgang Scheibe (noto microstampatore di Tatti, autore del logo del festival) al basso monocorda.
  • Guglielmo Eboli, percussionista campano residente da quasi dieci anni nelle colline metallifere e attivo con vari progetti musicali (tra cui i Maremma Strega), che nel dopo cena di taglieri alla Combriccola ha prodotto un cajon e un tamburello gigante, con cui ha prima accompagnato Peter Seeds e Jack O’Malley in varie improvvisazioni e poi ha trascinato la quindicina di presenti al tavolo in una taranta-pizzica-lo-sa-solo-lui accelerando da 80 a 160 BPM in un minuto.
  • Una sorta di mini-workshop estemporaneo di educazione musicale tenuto da Dario Canal il lunedì mattina con un bimbo di Torniella.

    Dario Canal degli Etruschi from Lakota con un giovane allievo di Torniella, all’inizio del “Buongiorno con gli Etruschi” (verso le 12.30 del 19-12-2016 –  foto di Andrea Giacomelli)
  • Un intervento di Roberto Gelli detto Mariano detto Sandokan, barzellettiere della Valle (e resident al Festival della Barzelletta che si tiene ai primi di maggio a Scalvaia), che ha fulminato Dario, Roccia e Peter Seeds poco prima della partenza con un paio di gag.

    Roberto Gelli, detto Mariano, detto Sandokan, di Scalvaia, racconta una barzelletta dal suo vasto repertorio (foto di Andrea Giacomelli)

G [alzando le mani, come a dire “vabbe’, abbiamo capito”]: Vabbe’, siete stati bene e le cose in meno?

I: Volevamo dare un’anteprima del programma 2017 di Attivarti.org, e raccontare un po’ cosa faranno le altre realtà che hanno partecipato alla creazione del festival, e spiegare come sostenere queste attività. Però, per come si è sviluppata la situazione, un po’ ci è passato di mente, e un po’ si è valutato che sarebbe stato un momento “istituzionale” -per quanto interessante- che si legava poco bene all’atmosfera: all’inizio sarebbe stato una cosa “a freddo”, a metà non aveva senso, e alla fine non ce n’era bisogno.

G: e ora come farete a condividere queste informazioni con chi è venuto al festival?

I: Be’: con quelli “di qui”, li ritroviamo tutti i giorni o quasi…e quelli “di fòri” sono tutti utenti consapevoli di internet. Più, ci sono quelli che ci leggono (oltre 9000 e-mail, radio, tv e web, e un po’ di social e qualche contatto stampa).

G: Nelle opzioni del Festival c’era un modulo chiamato “Vorrei ma non posso”

I: Come suggerisce il nome, era per chi avrebbe voluto esserci ma era impedito per motivi logistici o altro. Abbiamo avuto sia indicazioni di persone che potrebbero venire a visitare la Valle che non c’è (da Alghero, Parma, Pontedera e Mascate – capitale dell’Oman, e dal Nord Europa), sia proposte per andare a proporre situazioni simili altrove (nell’hinterland di Milano).

G: Ma sui programmi 2017 non ci dite proprio niente?

I: A parte che siamo già a più di 5000 battute spazi inclusi e rischiamo di passare più  tempo a scrivere delle cose che a farle, c’è ancora tempo (prima di metà gennaio non succede nulla). Per il momento pensiamo a vedere chi viene alla panfortata ai Piloni (29-12), al prossimo concerto della Banda di Torniella (il 30-12 a Scalvaia), e al veglione a Torniella con Ricky DJ. Tranquilli che tutto si snoda e si comunica per tempo, dato che sono iniziative in via di definizione da fine settembre e che non si fanno se non hanno almeno 4-6 settimane di anticipo.

G: Ma nemmeno un cicinìn?

Preparativi per uno dei prossimi eventi di cui il Festival d’Inverno è stato il prologo

I (sorride): …che dire: come il Festival d’inverno (e come tutte le storie fatte dal 2006 a ora): saranno iniziative fatte un po’ con gente “di qui” e un po’ con gente “di fòri”…ma per una decina di giorni -personalmente- cercherò di rilassarmi e stare fuori dai giochi. La stagione è stata impegnativa, e da metà gennaio rimetterà in pista vari personaggi che avete conosciuto attraverso il festival, e altri che ancora non sono entrati in scena (ma ganzi uguale)

G: Grazie per la disponibilità!

I: Grazie a lei, auguri di buon anno se non ci si vede prima!

T (a I): il panino è pronto!

I (a T): mi ci metti anche un cinquino rosso?

DISSOLVENZA

TITOLI DI CODA .es…”Ramble on” dei Led Zeppelin, “Happy Trails” versione Van Halen, o “Sulla Strada” **di Eugenio Finardi

 

** …che, riascoltata oggi e scremati un paio di cliché Seventies è forse una delle più belle canzoni che parlano della vita del musicista che abbia sentito finora.

[tra le 5.30 e le 7.30 del 27-12-2016]

 

The photo set by Federico Giussani on the Farma Valley Winter Fest

[TO BE TRANSLATED]
Federico Giussani, con cui ho iniziato a collaborare nel 2014 su questioni di paesaggi notturni, tra un matrimonio, una sfilata di moda e un backstage è venuto a trovarci nel pomeriggio di domenica 18 dicembre a Torniella. Ha prodotto una documentazione interessante per la parte fotografica sul concerto con Peter Seeds e gli Etruschi from Lakota.

Più avanti comparirà anche qualche video – intanto ecco gli scatti di quella calda domenica di dicembre (segui link a un noto social network)

Farma Valley Winter Fest – Summary of Day 3

[TO BE TRANSLATED]

Per avviare la giornata:

La terza giornata del festival d’inverno in Val di Farma -sintesi:

Un’anteprima del pomeriggio di domenica 18 con Peter Seeds e gli Etruschi from Lakota:

Grazie a Luciano Massetti, che oltre a fare ricerca sulla biometeorologia è anche un discreto fotografo, detto da un ignorante.

Dopo un sonno ristoratore, il Buongiorno con gli Etruschi si è svolto grosso modo tra le 12 e le 14.15.

Aspettando Andrea B. per andare a pranzo (e facendo nel frattempo ripartire Irene, che doveva andare a accende la caldaia) un gruppo estemporaneo composto da Dario e Roccia (voce e batteria degli Etruschi from Lakota), Edward noto Busisi (giovane allievo di Dario dalla sera prima), Peter Seeds e un membro dell’organizzazione del festival hanno avviato una sorta di workshop/jam session…tra le altre, si sono sentiti pezzi di Dio mio no, Aulin, Nella vena di vino, Elenoir, We will rock you, ‘na tazzulella ‘e café, Rosita  con intermezzi country. Roccia ha suonato la chitarra come chitarra, la chitarra come batteria e poi una sedia come batteria (per We will rock you, se no la chitarra la troncava).

Dopo un caffé (di circa mezz’ora) i musicisiti sono partiti per le rispettive prossime tappe.

Il Festival è proseguito verso Grosseto. Dopo una stazione di un’oretta al Caffé Ricasoli, tra le 21 e le 23.15 si è avuta la presentazione di m(‘)appare Maurizio Bacci, con excursus fotografici vari e stanchezza montante di chi scrive, per cui il resoconto si fa più vago.

L’appendice scansanese, pensata ieri sulla base di sviluppi dei giorni scorsi, è rimandata causa chiusura di qualsiasi spazio pubblico alle 00.23 di lunedì notte, orario di arrivo in paese.

Il Festival finisce qui, ma la storia continua…

  • Il programma era piuttosto denso, e abbiamo saltato alcune presentazioni (maglie ufficiali e attività produttive/associative, per esempio)…nessuno del pubblico ne ha sentito la mancanza, ma nelle prossime settimane senz’altro riprenderemo gli argomenti.
  • Per un reportage completo, aspettiamo a dopo le feste: a parte i telefonini, erano in azione almeno tre soggetti con foto (e in particolare attendiamo al tempo l’opera di Federico Giussani, video e altri supporti di registrazione.
  • Se il Festival vi è piaciuto: scriveteci.
  • Se il Festival non vi è piaciuto: scriveteci, e spiegateci perché.

Come scritto da qualche parte, il Festival d’inverno voleva essere un prologo a un periodo che si apre a fine anno e grosso modo porta al 9 giugno 2018, in cui ricorreranno i decennali di vari progetti avviati tra l’Altomilanese e la Val di Farma.

 

Farma Valley Winter Fest – Summary of Day 2

[TO BE TRANSLATED]

Per avviare la giornata:

Gli articoli sul Tirreno di ieri

 

 

Non c’entra niente col Festival d’inverno in Val di Farma, ma mi è sembrata una bella notizia da condividere e abbiamo detto che tutta questa operazione non è strettamente “pro loco” (pur essendo sicuramente “pro un loco”…o qualche spagnolo potrebbe dire “para unos locos“)

La seconda giornata del festival d’inverno sintesi:

Arriva una coppia sui 65 anni da Prato, che ha letto l’articolo sul Tirreno di ieri e vuole fare un itineriario trekking.

Dopo Roccia pervenuto sabato pomeriggio, con una puntualità quasi Svizzera è arrivato Simone Sandrucci (lead guitar degli Etruschi) con folta rappresentanza da Montecerboli.

L’aperitivo al bar, in stile icebreaker party, è subito sfociato in una jam session tra Wolfgang di Tatti e Simone (basso e chitarra).

Superato in snellezza un pranzo alla Casa del Chiodo, gli Etruschi assieme a Peter Seeds sono approdati alla sala della Banda di Torniella alle 16.

Prima delle 18.15 è cominciata la musica, terminata prima delle 20.

La presentazione della mappa di comunità della Val di Farma si è svolta tra le 21 e le 21.30 nella saletta della microbiblioteca/museo geologico del circolo ARCI.

La cerimonia di consegna dei buiometri assieme alle anticipazioni sui programmi 2017 di Attivarti.org e delle altre realtà associative partecipanti all’evento è stata spostata alla giornata di lunedì, dato innesco completamente volontario di una jam session al bar della Combriccola..cominciata attorno alle 22 con Peter Seeds e circa 20 presenti, si è conclusa quasi alle 02.00 di lunedì con Dario Canal e un altro che analizzavano Elderly Woman behind the Counter of a small Town.

Ricordiamo gli appuntamenti rimanenti.

NB: Vale sempre l’invito a leggere la guida al Festival.

Lunedì:

ore 12: buongiorno con gli Etruschi a Torniella (luogo da definire)

ore 15 circa – spostamento da Torniella a Grosseto via Roccatederighi

ore 19: Grosseto: Caffé Ricasoli –  – buonasera con il Festival d’inverno in Val di Farma

ore 21: Grosseto: centro commerciale Gorarella per m(‘)appare Maurizio Bacci

la chiusura del Festival è prevista attorno alla mezzanotte e si svolgerà a Scansano (ma non era un festival in Val di Farma e a Grosseto????)

per essere più sicuri di trovarsi: scrivete a mappare@attivarti.org

Comunicazione di servizio (facendo riferimento a quella di ieri)

Babbo Natale esiste ed è passato in anticipo: Roccia ha ricevuto 5 litri di benzina in tanichetta rossa.

[….continua]

p.s. la cosa che più mi ha colpito: la varieta di umori durante il concerto degli Etruschi

p.p.s. a fine festival seguirà foto reportage, con qualche estratti video

Farma Valley Winter Fest – notes from Day 1

[TO BE TRANSLATED]

Per avviare la giornata:

Gli articoli sul Tirreno di ieri

 

La prima giornata del festival d’inverno sintesi:

Code di piccoli e grandi preparativi, tra la preparazione del palco per i gruppi della sera, la stampa della bozza di mappa di comunità della Val di Farma, la realizzazione di una gigantografia di dimensioni 60×80 cm dell’articolo uscito nella pagina “Cultura” del Tirreno di sabato 17 e una trasferta a Grosseto per procurare una muta di corde phosphor bronze per Peter Seeds.

I Regars e gli Officina hanno poi allietato la serata, unendo la freschezza di ventenni appassionati di Rino Gaetano all’amarcord intramontabile dei più maturi ma sempre mordaci chiusdinesi, affiancati da Stefano Lanforti di Torniella alle tastiere.

Nel pomeriggio si è manifestata un’avanguardia degli Etruschi from Lakota: Luigi Ciampini, detto Roccia, è stato paracadutato “oltre le linee amiche” verso le 18.10. Ha quindi avuto modo di iniziare a conoscere più da vicino alcuni dei personaggi della Val di Farma, distribuire a giovani e meno giovani qualche adesivo del gruppo, e avviare un profondo dibattito musicale con Peter Seeds.

La serata si è conclusa attorno alle 02.40 di domenica con un nuovo soprannome da assegnare a Luigi: Bob ha proposto di chiamarlo “Sasso” anziché “Roccia”. Durante il proseguimento dei lavori si valuterà il da farsi.

Ricordiamo gli appuntamenti rimanenti.

NB: Vale sempre l’invito a leggere la guida al Festival.

Domenica

La valle, fresca ma soleggiata, vi aspetta per escursioni e passeggiate a tema libero. Per suggerimenti di itinerari, una volta arrivati potete chiedere alla Casa del Chiodo a Piloni, o al Bar la Combriccola di Torniella.

Dalle 16 circa sarà possibile visitare la sala musica della Banda di Torniella dove, in parallelo al sound check dei gruppi del pomeriggio, alcuni componenti della banda saranno felici di raccontare la storia passata e recente di questa interessante realtà, attiva dal 1887.

Alle 18 si comincia con la musica, e dalle 21 si terranno, in parallelo a eventuali sessioni musicali improvvisate che si potrebbero sviluppare:

la presentazione della mappa di comunità della Val di Farma
la consegna dei buiometri
le anticipazioni sul calendario 2017 di Attivarti.org e delle altre realtà associative operanti sul territorio (e qualche nota su come sostenere queste realtà).

Lunedì:

Un programma più rifinito sarà pubblicato lunedì mattina, dato che vogliamo tener conto dell’andamento della domenica.
Si prega quindi di fare riferimento per il momento alla locandina ufficiale del festival, con l’aggiunta alle ore 19 di lunedì di una sosta di un’oretta bòna (o “di un’oretta, bòna”) al Caffé Ricasoli di Grosseto, eccezionalmente aperto di lunedì e con addobbi natalizi che fanno concorrenza a Macy’s di New York,

Comunicazione di servizio

Roccia è quasi senza benzina. A meno che non decida di stabilirsi in Val di Farma dopo questa esperienza, lunedì dovrà prima o poi tornare verso Castelnuovo Val di Cecina con il suo mezzo. Se qualcuno avesse voglia e tempo di procurare una tanichetta da 5 litri e portarcela, gli si paga e intanto noi ci si concentra sui preparativi della giornata.

[….continua]

p.s. la cosa che più mi ha colpito: l’espressione, tra l’incuriosito e l’attento, di chiunque abbia visto leggere gli articoli a pag. 23 del Tirreno….che ora sono anche disponibili online: vedi

p.p.s. a fine festival seguirà foto reportage

Our Festival, at Last (Il Tirreno, Dec. 17, 2016)

This is the translation of an article published on page 23 (Culture) of Il Tirreno on Dec. 17, 2016. Il Tirreno is one of the two main newspapers published in Tuscany (the other one being La Nazione). This article was requested as a sidebar post to the main article about the Farma Valley Winter Fest by Giovanna Mezzana.

Andrea Giacomelli, creator and founder of Attivarti.org, explains how the three-day event hosted by the Farma Valley was born

by ANDREA GIACOMELLI*,  MS in Environmental Engineering, PhD in Hydrology

A three-day event with a foundation of music and pillars of science and culture is an idea we were thinking about since 2010. This was the time of the first New Year’s Eve party in Piazza del Popolo.
Back then we hired a psycho-garage-beat band to commemorate three years of stories, which had started with the Palla a 21 in Chicago project, and to give a meaning to a turning point in a journey which is continuing since then. In addition to several residents, some forty people from out of Tuscany attended: these were not just fans of the band, but also people who were following our initiatives and was curious of getting to know our base camp.

Once the group had left, the first question by Antonella Pocci, who was at the time the owner of the bar la Combriccola in Torniella, was: «When are we re-doing this?». The answer was the idea of a three-day festival, to be called Bosco Riserva. This name on one side represented the intentional mis-translation of the word Woodstock, and on the other side hinted to the vastness of the woodlands in the Farma Valley, and to the natural reserves it hosts. Once the project was written, we just needed to find the right opportunity to perform it.

The conditions appeared three weeks ago. We found ourselves with: a birthday party shifted by two weeks to wait the arrival of a colleague who could not miss the event; the lack of a secretary for Etruschi from Lakota, so that a date originally set for Dec. 17 needs to be moved to Dec. 18 because Simone Sandrucci [lead guitar]forgot about his students’ end-of-year performance in Pontedera; the urge to go live by some folks in Chiusdino (but with a keyboard player from Torniella); an evening scheduled with a photography association in Grosseto, which always proposes events on Mondays; a draft map compiled by Enzo Panerati from Torniella and Paola Bartalucci from Piloni, laying there since months, which we wanted to share with folks from the villages more or less during Christmas time.

In case of rain, the Valley has premises to host a group of friends, so we said: «This looks like our festival». Some see in this a line of serendipity, others an upstream journey going on for ten years and counting. It would be really interesting to know what you think about the case: write to mappare@attivarti.org, and the most original answer will receive a gift from “the Valley that’s not there”.

 

[translation by pibinko]

Come to measure the dark skies in the “Valley that’s not there” (Il Tirreno, Dec. 17, 2016)

The Farma Valley Winter Fest was launched by Il Tirreno (one of the two newspapers published in Tuscany) on page 1, with a clip inviting people to read the article on page 23 (Culture). The translation of the full article is provided below, with some added hyperlinks and notes to provide some context to the reader. 

As a sidebar item, I was invited to write a short article explaining how the Festival was conceived. This article is also on the same page, and an English translation is provided in a separate blog post.

 

 

 

“Between the Farma and the firmament”

Come to measure the dark skies in the “Valley that’s not there”

Half way between Grosseto and Siena, in the hamlet of Torniella, the Winter Festival about mapp(ear)ing – by Giovanna Mezzana

GROSSETO. Saturday, Dec. 17, 2016 a Winter Fest is starting in the “Valley that’s not there“. This may be found, provided you have the right map. The key is m(’)appare [an Italian neologism created by the pibinko in 2008, combining mapping and beholding], i.e. to look with an eye going beyond geographic, social or cultural conventions. The Valley that’s not there is the Farma Valley, which is no more in the province of Siena, but not quite yet in Maremma.

The Band of Torniella during the traditional First of May celebrations in Torniella (photo by Andrea Giacomelli)

If you take a map of Tuscany and you draw a line joining Grosseto to Siena, half way you will find Torniella. This is a tiny hamlet, part of the municipality of Roccastrada. It all starts from here. The first reunion is today, but the Festival will continue tomorrow and Monday in Piazza del Popolo. The main premises for the festival are the Torniella Band headquarters, because in this event musicians provides a soundtrack, but also significant organizational support.
WHERE IS IT. One life ago, travellers could reach these places by following the old State Road connecting Arezzo to Siena and proceeding South to Grosseto. Nowadays [following the opening of the new state road in 1974, which bypasses the hamlets] tourists come here by accident.

Besides: why delve in this desolate moor, where orientation is provided by hand-painted signs made by residents, when close by you have San Gimignano? Still, somebody decided to hold in this spot, and in full Winter, a festival. All the events unwind between  Torniella, Piloni, and Scalvaia – three hamlets where hunting and ancient traditions have not been lost. These settlements all lie in the range of a few kilometers, but the Valley covers approximately 120 square kilometers.

The hamlets of the Farma Valley. The photo is taken from Piloni. Torniella is in the centre and Scalvaia at the horizon (photo by Andrea Giacomelli)

THE FESTIVAL. There will be three days of live music, with five sets including a concert by Etruschi from Lakota (Sunday, Dec. 18); hiking around the valley, and meals with local delicacies. The closing of the festival will be an evening lecture on photography, on Monday Dec. 19 in Grosseto. Hosted by the Riflessi Photo Club there will be a presentation on “40 anni of shooting environment and territory”, i.e.  “m(’)appare” Maurizio Bacci.

In addition, the festival will have more presentations and ceremonies a little out of the box. For instance, on Sunday Dec. 18, at 10PM, in Torniella you will find the handover of the dark sky meters. Wanna monitor some dark skies? You couldn’t find a better place: the Valley that’s not there is one of the darkest locations in Bella Italia, or -if you prefer- the place where the sky reveals all of its firmament given the very low levels of light pollution compared to other locations.

For more information, you may visit www.attivarti.org, the site of the association promoting the three-day event, and check out the Farma Valley Winter Fest section. Reservations can be made on +39 351 133 7020, or you may write to mappare@attivarti.org. This also applies in the case that you may not be able to attend, but are interested to past and future activities of this type.
BEHIND THE SCENES. The three-day event is a birthday party. It celebrates ten years of activities by a team active since 2006, whose non-profit operations have converged into Attivarti.org, aka the m(‘)appare association, created in 2011 in Torniella. The creator and founder of the association is an environmental engineer with a PhD in hydrology: Andrea Giacomelli.

Let us rewind the tape: in 2006 Andrea Giacomelli has an idea spinning in his mind: to bring to Chicago, Illinois, the game of Palla a 21 (or palla eh!), an ancient game still played in the hills South of Siena and in the northern fringes of the Tuscan Maremma. He calls his uncle, Augusto Cerreti -from Torniella- and asks him to help him to set up a team. On January 4, 2007, at La Combriccola (the bar in Torniella), we find: Mario Straccali, electrician at Lucchini in Piombino, Claudio Spinosi aka Bob, construction guy, both from Torniella. We then have Alessio Serragli, 25,  anni, surveyor from Scalvaia; Andrea Bartalucci, the bartender, from Piloni. And Palla 21 will eventually land in the US of A.

This is the model of all activities by Attivarti.org è questo: the expertise of engineers, ICT specialist, geographers, and archaeologists merge with traditional knowledge and local heritage, in this case from the three Farma Valley hamlets. The result is amazing.

The shadow of the Torniella bell tower cast in the sky, captured by Zoltán Kolláth,  a Hungarian astronomer. The picture was taken during the 2015 intercomparison campaign of the Loss of the Night Network.

M(’)APPARE. The association has created and distributed digital content, photo exhibitions, citizen science campaigns,  ottava rima workshops, and coverage of events. This is how it investigates with an “alternative” eye the dynamics of areas unknown to most, and it promotes their cultural and environmental assets.  It recognizes the “breath” of a place, somebody might say its Genius loci.

An example? At 9PM, on Sunday Dec. 18, in Torniella there will be the presentation of the Farma Valley community map. The official cartography of the area has been given to hunters and mushroom seekers of the Valley, who have been asked to integrate the maps. This has led to a bottom-up mapping exercise, where place names which were precisely known just by a handful of people are now documented and available to all the community and future visitors of the Valley.

All set for the Farma Valley Winter Fest: three days of Pici, Love, and Music

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Ci si avvicina al Festival d’inverno in Val di Farma: Sei momenti musicali, cinque soggetti organizzatori, quattro locali per mangiare, tre giorni di eventi, due versanti di una valle e un ombrello che pare non dovrebbe servire.

A dodici giorni dal lancio ufficiale, avvenuto il quattro dicembre, in Val di Farma (a metà strada tra Siena e Grosseto) i circa quattrocento residenti invernali di Piloni, Torniella e Scalvaia si preparano per l’avvio di un evento inedito, almeno per quanto ne sanno quelli che abbiamo invitato: un festival d’inverno in un posto dove le cose succedono, quando va bene, d’estate.

Non che in Val di Farma d’inverno non succeda nulla, oltre alla routine casa-lavoro anzi: funghi, caccia, campionati di calcio amatoriale, partite di carte infinite e passeggiate o pedalate nei boschi…ce n’è un po’ per diversi i gusti.

Ma è vero che per sentire musica e conoscere gente nuova bisogna come minimo andare a Roccastrada o Monticiano (rispettivamente 14 km a sud e a nord), e una volta conosciuti tutti quelli che trovi lì, andare a Grosseto, Follonica o Siena, od oltre.

Il programma del festival è sintetizzato nella locandina/invito diffusa il 4 dicembre scorso. Diamo sotto qualche dettaglio in più.

Vari servizi meteo prevedono sole per tutti e tre i giorni, e quindi vale l’invito che trovate sulla locandina a venire in Val di Farma prima delle performance musicali per fare due passi e magari mangiare un boccone. Per indicazioni sul come/dove/quando vi invitiamo nell’ordine a:

  • consultare la breve guida che è stata predisposta per l’occasione
  • fare riferimento ai punti informazioni che troverete segnalati a Torniella e Piloni una volta arrivati
  • scrivere a mappare@attivarti.org

I momenti di ricreazione cominceranno sabato dopo cena, con due cover band dalla Val di Merse: i Regars e gli Officina.

Domenica si riprende attorno alle ore 16, con una visita agli archivi della Filarmonica di Torniella, contenenti strumenti antichi, fotografie a partire dagli anni ’20 del secolo scorso e altre testimonianze di questa piccola ma dinamica realtà musicale.

Per le 18 si vuole cominciare con la parte musicale del secondo giorno: aprirà Peter Seeds alias Pietro Crivelli, chitarrista folk-country residente dal 2011 a Piloni, ma con alle spalle 40 anni di peregrinare tra Seattle, Bali, India e Firenze. Seguiranno gli Etruschi from Lakota, gruppo emergente sul panorama nazionale, da Montecastelli Pisano e in procinto di lanciare il loro terzo album.

Attorno alle 20 chi avrà fame potrà andare a cena, e chi per mezza giornata vivrà non di solo pane potrà entrare in uno spazio non programmabile di bis e jam session. Considerando che i concerti si svolgono nella sala musica di una banda filarmonica non siamo in grado di determinare questa parte del programma, ma la sensazione è che possa essere interessante.

Indipendentemente dagli sviluppi musicali dopo le 20, alle 21 l’appuntamento sarà sempre nello stabile della Filarmonica, per presentare la prima versione della mappa di comunità della Val di Farma, realizzata a partire dalle indicazioni di fungaioli e cacciatori.
La chiusura di domenica sarà attorno alle 22, con il prestito di due “buiometri” a persone che nel corso dell’inverno eseguiranno misure di inquinamento luminoso nell’ambito della BuioMetria Partecipativa progetto di citizen science attivo in ambito europeo dal 2008 e nato proprio in Val di Farma.

Per chiudere, verrà data un’anteprima del programma 2017 dell’associazione Attivarti.org.

Durante tutto il festival sarà attivo un punto informazioni sulla Valle e sulle varie realtà partecipanti alla realizzazione del Festival

Siamo a lunedì: attorno a mezzogiorno è previsto un “buongiorno con gli Etruschi”, tutto da inventare. Al momento sappiamo solo che a quell’ora dovremo essere svegli e presenti. Chi ci sarà, vedrà, e gli altri vedranno le foto, dopo.

La manifestazione poi nel corso del pomeriggio si sposterà su Grosseto, con stazioni in vari punti della città che verranno annunciati lunedì stesso, per chiudere presso il centro commerciale di Gorarella con una presentazione a tema fotografico.

La pagina: http://attivarti.org/v2/festival-dinverno-in-val-di-farma/ offre diverse informazioni sulla programmazione musicale, le opzioni per mangiare, dormire e usufruire di altri servizi nella valle, e altre informazioni di carattere generale. Queste saranno utili soprattutto ai non residenti per godere appieno della tre giorni.

E’ sempre consigliata la preiscrizione al Festival (libera e gratuita); inoltre si invita chi non può venire a segnalarcelo, se fosse interessato a future iniziative analoghe.

Il Festival è organizzato da un’associazione temporanea interessante di varie realtà associative e imprenditoriali: pibinko.org, attivarti.org, il progetto BuioMetria Partecipativa, la Filarmonica di Torniella, la Pro Loco Piloni-Torniella, l’associazione fotografica Riflessi di Grosseto, l’agriturismo Casa del Chiodo e gli Etruschi from Lakota.

Gli organizzatori invitano i partecipanti a bere responsabilmente (saranno disponibili alcuni etilometri monouso), guidare con prudenza, e rispettare l’ambiente dei paesi, così come quando vanno a fare le escursioni nelle aree del Belagaio o dei Canaloni vedono l’invito a rispettare la Natura. Nella breve guida alla Val di Farma scritta per il Festival troverete indicazioni pratiche in questo senso.

Vi aspettiamo.

 

Per informazioni: mappare@attivarti.org

The “alpha” release of the Farma Valley Winter Guide (for the Winter Fest, but not only)

…the beta version will be released around Dec. 20.

The current version is mainly targeted at participants to the upcoming Winter Fest. For the moment it is in only Italian, so please bear with if you are interested in an English version (or other languages…we normally work also in French and have locals with German, Spanish, Portuguese, etc.)

For inquiries: info@pibinko.org

Breve guida alla Val di Farma