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Litobag 33 del 17.5.20: Marginal Hills

Oggi facciamo un esercizio diverso. La notte ha portato “coniglio” e dopo il Litologia Partecipativa Làiv Show, mettiamo un brano che faccia un po’ staccare Jack O’Malley e Mauro Tirannosauro dalle fatiche degli scorsi giorni.

Per una volta dal 15 marzo…no sassi, no pietre, no minerali. Allora esci alle 6.25 per fare tre passi intorno a Tatti (dicono alla radio 209 residenti), con un po’ di musica nelle cuffie e le rondini che cominciano a fare i primi voli al sorgere del sole. Passando dai Raconteurs, ad Alanis Morrisette, tra un muretto a secco in via di cedimento e formicai nell’asfalto delle strade secondarie arrivi agli Weezer. Ti torna in mente Beverly Hills, e scendendo lungo la via Bernardini ti viene in mente un testo che può in qualche modo spiegare un altro tassello del mosaico. Da Beverly Hills, passiamo a “Marginal Hills”, le colline marginali.

Sotto il video, il testo originale, l’adattamento collinare in inglese, e accanto la traduzione in italiano. In 45 minuti. Per oggi basta (quasi). Riposo. A domani (micalosapevo@pibinko.org).

Where I come from isn’t all that greatWhere I came from is so greatDa dove vengo è veramente bello
My automobile is a piece of crapBut I realized not too lateMa mi sono reso conto non troppo tardi
My fashion sense is a little whackI felt I did not really fitChe non mi ci sentivo a mio agio
And my friends are just as screwy as meWhile my friends thought I lost my witMentre i miei amici pensavano che avessi perso la testa



I didn’t go to boarding schoolsI followed all the proper schoolsHo fatto tutte le scuole buone
Preppy girls never looked at mePreppy girls never looked at meLe ragazzine non mi guardavano mai
Why should they? I ain’t nobodyWhy should they? Who needs and engineerPerché avrebbero dovuto? Chi ha bisogno di un ingegnere
Got nothing in my pocketWho doesn’t look like Richard GereChe non assomiglia a Richard “Ghere”



Beverly HillsMarginal HillsNelle colline marginali
That’s where I want to be!That’s where I want to be!E’ lì che voglio stare!
Gimme gimme gimme gimmeGimme gimme gimme gimmeDammele, dammele…
Living in Beverly HillsLiving in Marginal HillsVivendo nelle colline marginali
Beverly HillsMarginal Hills
Rolling like a celebrity!Feeling Jesus on Day 3Sentendosi come Gesù al terzo giorno
Gimme gimme gimme gimmeGimme gimme gimme gimme
Living in Beverly HillsLiving in Marginal Hills



Look at all those movie starsLook at all those lined-up carsGuarda tutte quelle macchine in coda
They’re all so beautiful and cleanPeople there don’t feel sereneLa gente là non è serena
When the housemaids scrub the floorsOn the margins you get scarsAi margini ti fai qualche cicatrice
They get the spaces in betweenBut man you ought to live this sceneMa, ragazzi, dovreste viverci per davvero, in questa situazione



I wanna live a life like thatDon’t wanna live a life like thatNon voglio una vita come quella
I wanna be just like a kingDon’t really need to be a kingIn effetti non mi serve essere re
Take my picture by the poolAnd at some point I’ll lay my hatE a un certo punto poserò il mio cappello
‘Cause I’m the next big thing!In some fine valley with a springIn una bella valle con una sorgente



Beverly Hills

That’s where I want to be!

Gimme gimme gimme gimme

Living in Beverly Hills

Beverly Hills

Rolling like a celebrity!

Gimme gimme gimme gimme

Living in Beverly Hills




The truth is I don’t stand a chanceThe truth is you have little chance
It’s something that you’re born intoIt’s something that you’re born into
And I just don’t belongAnd you might not belong



No, I don’tWhile I do
I’m just a no-class, beat-down foolI’m just no-hope beat-down fool
And I will always be that wayAnd I will always be that way



I might as well enjoy my lifeSo I will enjoy my life
And watch the stars playAnd watch your cars go away



Beverly Hills

That’s where I want to be!

Gimme gimme gimme gimme

Living in Beverly Hills

Beverly Hills

Rolling like a celebrity!

Gimme gimme gimme gimme

Living in Beverly Hills

Litobag 31 del 12.5.20: Greystone Chapel

A cinque giorni dall’evento làiv con la Jug Band Colline Metallifere e Mauro Tirannosauro, un altro brano proposto da Elio di Cascina, sempre sia lodato.

Jack O’Malley conosce poco Johnny Cash. C’era Ring of Fire, poi rifatta anche da Frank Zappa, c’era il disco di cover dove rifaceva gli U2 (One) o i Depeche Mode (Personal Jesus) ecc. , ma questo litobag è un’ottima occasione per approfondire l’artista.

L’album “At Folsom Prison” è un disco dal vivo registrato nel carcere di Folsom, California, e pubblicato nel maggio 1968. Ebbe grande successo.

Una cosa curiosa di questo brano, che Cash spiega all’inizio, è che il pezzo era stato scritto da uno dei detenuti, tale Glen Sherley, che glielo aveva fatto conoscere la sera prima (e si legge che fra l’altro Sherley era in prima fila al concerto ma non sapeva che Cash lo avrebbe fatto il giorno dopo averci parlato). Johnny Cash si scusa in anticipo se l’esecuzione potrebbe non essere perfetta dato il poco tempo di preparazione, e fa una cosa ganza.

Con la rete pibinko.org abbiamo avuto modo di confrontarci con situazioni nello stesso settore (ma molto più soft) nel 2012 a Massa Marittima. Nello stesso filone, ci piace ricordare anche che nel 2013 gli Etruschi from Lakota suonarono al carcere di Volterra (qui il video de Il Politico Alternativo, che è anche nella scaletta della Jug Band CM).

Inside the walls of prison my body may be, | Il mio corpo potrà anche essere dentro i muri di una prigione
But my Lord has set my soul free. | ma il mio Signore ha reso la mia anima libera

There’s a grey stone chapel here at Folsom,| Qui a Folsom c’è una cappella di pietra grigia
A house of worship in this den of sin. | un luogo di adorazione in questo covo di peccatori
You wouldn’t think that God had a place here at Folsom, | non pensereste che Dio potesse avere un posto qui a Folsom
But he saved the soul of many lost men. | ma ha salvato l’anima di molti uomini perduti

Now this grey stone chapel here at Folsom, | ora, questa cappella di pietra grigia qui a Folsom
Stands a hundred years old made of granite rock. | è in piedi da cent’anni, fatta di roccia di granitica
It takes a ring of keys to move here at Folsom, | ci vuole un mazzo di chiavi per muoversi qui a Folsom
But the door to the house of God is never locked. | ma la porta della casa di Dio non è mai chiusa

Inside the walls of prison my body may be
But the Lord has set my soul free.

There are men here that don’t ever worship. | ci sono uomini che non stanno mai in adorazione
There are men here who scoff at the ones who pray. | ci sono uomini che sfottono quelli che pregano
But I’ve got down on my knees in that grey stone chapel, | ma io mi sono inginocchiato in quella cappella di pietra grigia
And I’ve thanked the Lord for helping me each day. | e ho ringraziato il Signore perché mi aiuta ogni giorno

Now this grey stone chapel here at Folsom, |ora, questa cappella di pietra grigia a Folsom
It has a touch of God’s hand on every stone. | ha un tocco di Dio su ogni pietra
It’s a flower of light in a field of darkness, | è un fiore di luce in un campo di oscurità
And it’s givin’ me the strength to carry on. | e mi sta dando la forza di continuare

Inside the walls of prison my body may be,
But my Lord has set my soul free.

Litobag 30 del 10.5.20: Gimme a Stone

Promemoria: sabato 16 maggio, orario aperitivo serale, Litologia Partecipativa Làiv Show

Il prossimo Litobag è stato proposto da Elio di Cascina. Lui ha mandato la versione dall’album, interpretata da Levon Helm e David Forman, che è ganza ma accompagnata da immagini inguardabili (per la noia del montaggio e alcuni soggetti un po’ trash). Per cui ho cercato una versione dal vivo, dato che il brano è stato reinterpretato da molti artisti, soprattutto in situazioni di “all togheter, everybody”, o in Fiandra direbbero “allemaal”, o “tottumpare” in Sardegna. Morale: qui la versione in studio, e sotto una coi Little Feat e amici:

They come to me and they start to cry | vengono da me e cominciano a urlare
Say ya gotta do something about that guy | dicono devi fare qualcosa con quel tipo là
They say take this sword I say thanks a lot | dicono prenditi ‘sta spada, io dico grazie mille
But I do allright with this sling I got | ma vado bene con la mia fionda

Someone gimme a stone gimme a stone gimme a stone | qualcuno mi dia un sasso
Someone gimme a stone gimme a stone
Stone that I can hold | un sasso che possa impugnare
Stone that I can throw | un sasso che possa lanciare
Someone gimme a stone someone gimme a stone

Never had to fight such a real big man | non ho mai dovuto combattere uno così grosso
Just gimme a stone and I’ll do what I can | basta che mi diate un sasso e farò quel che posso
See how he laughs when I put out his eye | vedi come ride quando lo accieco
And there he’ll fall and there he’ll die | e lì cascherà e poi morirà

Someone gimme a stone gimme a stone gimme a stone
Someone gimme a stone gimme a stone
Stone that I can hold
Stone that I can throw
Someone gimme a stone someone gimme a stone

Absalom Absalom |Absalom
Would I die for you my son | se morirei per te, figlio mio
I would have it all undone | vorrei che tornasse tutto come prima
The way it all came down | come è venuto tutto giù
When I look at you my son | quando ti guardo figlio mio
I see myself when I was young | vedo me stesso quando ero giovane
Saddest thing I ever done | la cosa più triste che abbia mai fatto
Was put you in the ground | è stato buttarti a terra

Someone gimme a stone gimme a stone gimme a stone
Someone gimme a stone gimme a stone
Stone that I can hold
Stone that I can throw
Someone gimme a stone someone gimme a stone

Someone gimme a stone gimme a stone gimme a stone
Someone gimme a stone gimme a stone
Stone that I can hold
Stone that I can throw
Someone gimme a stone someone gimme a stone

Litobag 29 dell’8.5.20: Rolling Stone

Questo Litobag è stato suggerito da Simone “Ciuffo” Sandrucci il 24 marzo scorso, quindi al giorno 3 della Litologia Partecipativa. Simone suona le chitarre nel brano “I have some rocks” cantato da Mauro Tirannosauro per spiegare la Litologia Partecipativa agli anglofoni e lo potete votare per Lit’ Parade. (ri)guardatevi il video con Mauro e Simone e se vi piace votatelo: cliccate qui.

Ma torniamo al brano. Leggendo il testo per la prima volta, mi è saltata all’occhio una licenza poetica, dato che il pesce gatto sta nell’acqua dolce…ma va bene così.

Da ormai oltre 50 anni, se sentiamo dire “Rolling Stone” pensiamo o al gruppo musicale dei Rolling Stones, o, fra gli addetti ai lavori, alla rivista omonima. Gli ancora più addetti sanno che poi i Rolling Stones hanno preso il nome dal gruppo da questa canzone di Muddy Waters….ma l’espressione “Rolling Stone” da dove viene?

Secondo alcune fonti, nella cultura anglosassone c’è un modo di dire “A rolling stone gathers no moss”, ovvero “su una pietra che rotola non il muschio non attacca”. Pare che questo modo di dire sia però mutuato dal latino e attribuiti a un certo Publio Siro. Sarà così…quello che mi fa strano è che in italiano questo modo di dire non lo abbiamo, e di modi di dire latini abbiamo titolo di averne più degli anglofoni… ma non è un bene o un male, giusto una considerazione.

La seconda cosa importante di questo video è che è un estratto del festival di Newport del 1960, che fu una delle prime occasioni riconosciute dalla storia musicale in cui musicisti neri si esibivano per un pubblico bianco (il video fa un accenno a questo, anche se potrebbe essere un montaggio).

Il terzo elemento, che un poco mi inquieta, è che per vedere una pietra che rotola bisogna essere in condizioni mai troppo rassicuranti (frane, terremoti, slavine, alluvioni), e quindi chi sa Publio Siro come se la sarà pensata…. vabbé…buon ascolto:

Well i wish | mi piacerebbe
i was a catfish | essere un pesce gatto
swimmin in a oh, deep, blue sea | che nuota nel mare, profondo e blu
I would have all you good lookin women, | ci sareste tutte voi belle donne
fishin, fishin after me | che mi state a pescare
Sure ‘nough, a-after me | sicuramente a pescare me
Sure ‘nough, a-after me
Oh ‘nough, oh ‘nough, sure ‘nough | è sicuro

I went to my baby’s house, | sono andato a casa della mia bela
and I sit down oh, on her steps. | e mi sono seduto sulle sue scale
She said, “Now, come on in now, Muddy | lei ha detto “Dai Muddy, vieni su
You know, my husband just now left| sai, mio marito se n’è appena andato
Sure ‘nough, he just now left |
Sure ‘nough, he just now left”
Sure ‘nough, oh well, oh well

Well, my mother told my father, | be’, mia madre a detto a mio padre
just before hmmm, I was born, | poco prima che nascessi
“I got a boy child’s comin, | sto per avere un maschio
He’s gonna be, he’s gonna be a rollin stone, | e sarà una pietra che rotola
Sure ‘nough, he’s a rollin stone
Sure ‘nough, he’s a rollin stone”
Oh well he’s a, oh well he’s a, oh well he’s a

Well, I feel, yes I feel, | be’, sento
feel that I could lay down oh, time ain’t long | sento che potrei mettermi un po’ giù, non c’è molto tempo
I’m gonna catch the first thing smokin, | salirò sulla prima cosa che vedo sbuffare [riferito a quando i treni erano a vapore NdT]
back, back down the road I’m goin | e me ne tornerò indietro
Back down the road I’m goin
Back down the road I’m goin
Sure ‘nough back, sure ‘nough back

Fonte: https://www.letssingit.com/muddy-waters-lyrics-catfish-blues-vxc75zq
LetsSingIt – The Internet Lyrics Database

Litobag 28 del 7.5.20: Like a Rock

Votate per lit’ parade della Litologia Partecipativa Fase 1: entro il 15 maggio

16 maggio: Litologia Partecipativ Làiv Show

…questo è il quarto brano venuto in mente a Jack O’Malley nello scrivere la presentazione della Litologia Partecipativa. Serviva a bilanciare i due brani in italiano (Pietre e Sassi) assieme a I am a Rock. Il brano oggi si direbbe “So Eighties” ed era uno di quelli che passavano su Videomusic. Quando la ascoltavo allora, sentivo solo il ritornello. Avendo letto e tradotto il testo diciamo che è una ballata che rientra nel filone dello “Heartland Rock” che però ha dei livelli di kitsch che potrebbero competere coi neomelodici. Il brano era stato poi segnalato anche da Elena da Grosseto.

Curiosità: Bob Seger ha una festa comunale a lui dedicata. Il 17 novembre di tutti gli anni nell’amena cittadina di Lincoln Park, Michigan, festeggiano il “Bob Seger Day”. Like a Rock.

Stood there boldly | me ne stavo lì baldanzoso
Sweatin’ in the sun | sudando sotto ‘o sole
Felt like a million | mi sentivo come un milione di persone
Felt like number one | mi sentivo il numero uno
The height of summer | nel pieno dell’estate
I’d never felt that strong | non mi ero mai sentito così forte
Like a rock | come una roccia

I was eighteen | avevo diciotto anni
Didn’t have a care | nemmeno una preoccupazione
Working for peanuts | lavoravo per due lire
Not a dime to spare | non mi avanzava un centesimo
But I was lean and | ma ero agile e
Solid everywhere | solido in tutto
Like a rock

My hands were steady | le mie mani erano ferme
My eyes were clear and bright | il miei occhi puliti e luminosi
My walk had purpose | la mia camminata aveva un senso
My steps were quick and light | i miei passi erano lesti e leggeri
And I held firmly | e mi aggrappavo forte
To what I felt was right | a ciò che sentivo essere giusto
Like a rock

Like a rock
I was strong as I could be | più forte di così non potevo essere
Like a rock
Nothin’ ever got to me | non mi succedeva niente
Like a rock
I was something to see | bisognava vedermi
Like a rock

And I stood arrow-straight | e me ne stavo dritto come una freccia
Unencumbered by the weight | senza alcun fastidio del peso
Of all these hustlers and their schemes | di questi truffatori e dei loro trucchi
I stood proud, I stood tall | ero orgoglioso, ero alto
High above it all | sopra a tutto questo
I still believed in my dreams | credevo ancora nei miei sogni

Twenty years now | venti anni fa
Where’d they go? |dove sono andati
Twenty years
I don’t know | non lo so
I sit and I wonder sometimes | me ne sto seduto e a volte mi domando
Where they’ve gone | dove

And sometimes late at night | e a volte, nel cuore della notte
Oh, when I’m bathed in the firelight | quando sono illuminato dalla luce del falò
The moon comes callin’ a ghostly white | la luna, col suo bianco spettrale mi viene a chiamare
And I recall | e mi torna in mente
I recall

Like a rock
Standin’ arrow-straight
Like a rock
Chargin’ from the gate | caricando dai cancelli
Like a rock
Carryin’ the weight | portando il peso
Like a rock

Like a rock
The sun upon my skin | il sole sulla mia pelle
Like a rock
Hard against the wind | duro contro il vento
Like a rock
I see myself again | mi rivedo ancora
Like a rock
Oh, like a rock!

Litobag 27 del 6.5.20: Sassi

Questo è il secondo brano che venne in mente a Jack O’Malley verso la metà di marzo per creare un testo di spiegazione sulla Litologia Partecipativa. “Chi di voi non ricorda Sassi e Gino Paoli?“, come direbbe il porchettaro-tastierista che era alla cena del torneo di palla a 21 di Scalvaia di 7-8 anni fa (e Fabione gli rispose: “mi sa te“, perché non è che fosse proprio un mago…comunque: stima per il porchettaro-tastierista).

Tornando a noi. Il testo elaborato a partire da Sassi è stato interpretato da Liliana Cafiero in un brano di geojazz lanciato il 2 aprile scorso. Cliccate qui per il video….il testo dice

A Tatti dei sassi ho ritrovato | In Tatti I found some stones
Lì giù nella cantina del poro zio Renato
| Down in poor old Uncle Renato’s cellar

Forse li avrei buttati via | I might have thrown them away
data la mia ignoranza di gee-ooo-logia
| given my ignorance in geology

Poi venne l’ispirazione | Then I had an inspiration
metter le foto in rete per catalogazione
| to put their photos online to have them catalogued

Grazie agli amici in rete | thank to friends I have across the network
mi son fatta un elenco che in molti invidierete
| I eventually made a list that many of you will envy

Vi riproponiamo il brano di partenza. Per informazioni e booking (no di Gino Paoli) micalosapevo@pibinko.org.

Litobag 26 del 5.5.20: I am a rock

Per ridarci l’aire sui litobag, dopo le Pietre di Gian Pieretti/Antoine, fra i primi quattro brani pensati in relazione alla Litologia Partecipativa eccovi I am a Rock di Simon e Garfunkel. Questa ha ispirato il video I have some rocks, cantato da Mauro Tirannosauro per spiegare il progetto. Scorrendo sotto il video, trovate il testo originale e la versione riscritta in chiave litopartecipativa.

Ricordiamo che potete votare “I have some rocks” per la Lit’ Parade che si annuncerà il 16 maggio: cliccate su questa pagina, e scrivete “I have some rocks” nei commenti.

Original versionParticipatory Lithology ENItalian “plain” translation…no rhyming needed
A winter’s dayA late winter’s dayUn di’ di fine inverno
In a deep and dark DecemberIn the deep South of ToscanaGiu’ nel sud della Toscana
I am aloneI am at ho-o-meMe ne sto a casa
Gazing from my windowtidying up my cellarMettendo a posto in cantina
To the streets belowcontemplating stonesRimirando I sassi
On a freshly fallen, silent shroud of snowthat my uncle Enzo used to ownChe una volta erano del mi zi’ Enzo



I am a rockI have some rocksCi ho qua dei sassi
I am an islandI have some sa-a-mplesCi ho dei campioni



I’ve built wallsI called some friendsHo chiamato degli amici
A fortress, steep and mightywho are stuck around the countryBloccati in giro per il paese
That none may penetratewith a major in geo-logy-yCon una laurea in geologia
I have no need of friendshipthey might really help meLoro sì che mi potrebbero aiutare
Friendship causes pain.to give my rocks a nameA dare un nome ai sassi
It’s laughter and it’s loving I disdain.bring back Enzo’s passion once againFar tornare la passione dello zio Enzo



I am a rockI have some rocks
I am an islandI have some sa-a-mples



Don’t talk of loveOnce this is do-o-neUna volta fatto questo
Well, I’ve heard the words beforeyou can check it on our websiteLi potete vedere sul nostro sito
It’s sleeping in my memoryyou can reach it from your homeLi poteve trovare da casa
And I won’t disturb the slumberbut when things will be openMa quando le cose saranno aperte
Of feelings that have diedyou should come to see for realDovreste venire a vederli per davvero
If I never loved, I never would have criedwith our red wine, cool live music: it’s a dealCol vino rosso e la musica dal vivo: ci state?



I am a rockI have some rocks
I am an islandI have some sa-a-mples

Litobag 25 del 4.5.20: Pietre

Questo brano era stato il primo venuto in mente a Jack O’Malley durante la settimana di preparazione della Litologia Partecipativa (15-20 marzo) per dare il mood al progetto, poi era stato usato come base per il testo della prima presentazione in rima del P.E.L.P., interpretata dal grande Francesco Ceri dei Matti delle Giuncaie, che da ieri potete votare nella Lit’ Parade: la classifica dei sei brani prodotti dalla Jug Band Colline Metallifere & friends durante la Fase 1. Votate, votate, votate.

Il testo che Jack O’Malley aveva scritto diceva:

Sono a Tatti e fotografo le pietre | I am in Tatti, taking picture of stones
Sto a Torino e classifico le pietre | I am in Turin, and I am classifying stones
Dovunque sono, sai, dei minerali assai | wherever I may be, if there loads of minerals
li analizzo dalla rete senza guai | I analyze them on the net with no troubles
Sarà così – finché mi va – sarà così | this is how it’s going to be, as long as I want to
Quando ho fatto, a classificar le pietre | when I am done with classifying stones
ci faremo un bel sito con le pietre | we will make a nice site with our stones
Ma non solo in rete dài, se volete siamo qua | but, come on, not just on the web…if like we are here
ci verrete a visitar in Maremma | you can come and visit us in Maremma [i.e. Southern Tuscany]

In occasione dell’avvio della Fase bue abbiamo pensato di farvi riascoltare il brano originale, che tecnicamente non era ancora passato come Litobag, e soprattutto di farvi apprezzare le acconciature di alcuni dei personaggi di questo video.

Per informazioni e booking: micalosapevo@pibinko.org

Tu sei buono e ti tirano le pietre. | you’re a good guy, and they throw stones at you
Sei cattivo e ti tirano le pietre. | you’re a bad guy, and they throw stones at you
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, | Whatever you do, wherever you go
sempre pietre in faccia prenderai.| you will always get stones in your face
Tu sei ricco e ti tirano le pietre | you’re rich, and they throw stones at you
Non sei ricco e ti tirano le pietre | you’re not rich, and they throw stones at you
Al mondo non c’è mai qualcosa che gli va | In this world there is never anything ok
e pietre prenderai senza pietà! | a without pity stones you will get
Sarà così finché vivrai Sarà così | so it will be, until you live
Se lavori, ti tirano le pietre.| if you work, they throw stones at you
Non fai niente e ti tirano le pietre. | if you’re idle, they throw stones at you
Qualunque cosa fai capire tu non puoi | whatever you do, you cannot understand
se è bene o male quello che tu fai. | if it is good or base
Tu sei bello e ti tirano le pietre. | you’re handsome, and they throw stones at you
Tu sei brutto e ti tirano le pietre. | you’re ugly, and they throw stones at you
E il giorno che vorrai difenderti vedrai | and the day that you will want to defend yourself, you shall see
che tante pietre in faccia prenderai! | that you will get a load of stones in you face!
Sarà così finché vivrai Sarà così.

Lit’ Parade

Tra il 21 marzo e il 30 aprile 2020 con la Jug Band Colline Metallifere e la collaborazione di alcuni colleghi abbiamo prodotto sei video che in modo diverso sono esempi di “geomusica”. In vista dell’evento sulla Litologia Partecipativa di metà maggio [1], vi proponiamo di aiutarci a stilare una classifica che abbiamo chiamato Lit’ Parade, visto che è come una hit parade applicata alla fase iniziale del “piccolo esercizio di litologia partecipativa” (o P.E.L.P.). Sotto trovate i brani per data di pubblicazione. Potete commentare questo articolo indicando una preferenza per un pezzo, oppure dando pareri [2].

Inoltre: se i brani vi piacciono, potete lasciare qualcosa nel “cappello digitale” della Jug Band Colline Metallifere (la somma raccolta da qui al 15 maggio sarà ripartirà fra gli artisti e i tecnici impegnati nella produzione).

Si ringraziano, oltre agli interpreti: Alberico Mattei, Martina Busonero, Federico Giussani, Luca Guerrieri.

Per altre informazioni e booking: micalosapevo@pibinko.org

[1] Data effettiva e programma dell’evento saranno pubblicati entro qualche giorno dal 3.5.20

[2] I commenti inviati sono soggetti ad approvazione da parte degli amministratori del sito pibinko.org. Se per qualche motivo un commento dovesse essere respinto, vi ricontatteremo via mail con una motivazione (comunque tenete presente le regole che usereste per fare commenti su una qualsiasi piattaforma social).

Litobag del 24.4.20: Sticks and Stones

sempre e comunque: visitate il sito della Litologia Partecipativa e aiutate a sostenere il progetto

brano proposto da Jack O’Malley, che conobbe musicalmente Jamie T nei paraggi de Roma nel 2010. Il pezzo più accattivante era Chaka Demus, ma non parla di sassi, e quindi vi tocca Sticks and Stones, che comunque non è male.

Il testo non riesco a tradurvelo in diretta perché è un po’ lungo…comunque è un po’ un romanzo di formazione, a cavallo fra Trainspotting, Rozzi di Paky e “Brutti, sporchi e cattivi”. Da notare l’accento londinese abbestia (del resto, è nato a Wimbledon, ma no sul centrale). Se volete fare un corso magistrale dell’inglese non proprio della regina, consiglio per questo i due film di Guy Ritchie Lock & Stock: pazzi scatenati e Snatch in edizione originale.

When there’s no one left to fight, boys like him don’t shine so bright,
Soon as I see the dust settle, he’s out on the town tryin’ to find trouble.
When there’s no one left to fight, boys like him don’t shine so bright,
Soon as I see (LIGHTWEIGHT PRICK!) the dust settle, he’s out on the town tryin’ to find trouble.

I take a train again away from shame and blame a city pained to see, a friend I hadn’t seen since I was drinking underage.
I was a ten a day, how’d you say, little shit, white lightning, heightening all my courage, quick wit.
We wore checkered season wallabies, buttoned shirts and whiskey, mutton dressed as lamb, a fan of bands like The Jam Jam Jam Jam,
I don’t know who I am, he said I dunno if I can, I said yeah man, you can-can.

When there’s no one left to fight, boys like him don’t shine so bright,
Soon as I see the dust settle, he’s out on the town tryin’ to find trouble.
When there’s no one left to fight, boys like him don’t shine so bright,
Soon as I see the dust settle, he’s out on the town tryin’ to find trouble.

Drunk and being sick, I feel like shit, I gotta quit.
I hope I haven’t missed the last train gonna be stuck in Hampton Wick,
With the boys across the platform shouting “lightweight prick!”
I’m a featherweight champion, cheap to get pissed, wish Candy were here with me, she’d deffa deal with it, tell ‘em all to shut their mouths and go suck their mommas dicks, coz she ain’t no she ain’t that low, three fingers down, or the other two up, and I’ll sing this proud.

Runnin’ with believers, no time for fever, and I haven’t got time for you either, with your sticks n’ stones, sticks n’ stones, I take ‘em home on my own.
Runnin’ with believers, no time for fever, and I haven’t got time for you either, with your sticks n’ stones, sticks n’ stones, I take ‘em home on my own.

As I travel down the track all my memories flood back.
We were runnin’ at ease from enemies, and rushed back to your momma’s flat, it’s the only place but home I feel relaxed enough to crap, I know it sounds crude, but there’s something in that.
How’s danny doin’? Hear he’s high flyin’ and that, stockbroker in the city with a lady and a baby.
And Fee, is she free from the demons she had? Was it two months clean, routine to relapse.

Runnin’ with believers, no time for fever, and I haven’t got time for you either, with your sticks n’ stones, sticks n’ stones, I take ‘em home on my own.
Runnin’ with believers, no time for fever, and I haven’t got time for you either, with your sticks n’ stones, sticks n’ stones, I take ‘em home on my own.

She smoked all of your weed that’s why the loved ones out to leave,
Why when you take the lead they stab you in the back ‘till you can’t breathe,
When you’re bleeding on the floor, and no one hears your call at all, she screamed out to the party ‘you are sheeps and cattle!’

I was hanging out with Louie in the shooting gallery, when the news got through to me about you and Jeremy.
Pat on my back, and a swig on my brew, you’re still my friend, it’s impossible to hate you.
Cradle to the grave, I know we always misbehave, people latch down and then they rain on our parade.
Girls we love leave when we want them to stay, like today, remember, what shall we say?

When there’s no one left to fight, boys like us don’t shine so bright,
Soon as I see the dust settle, let’s go out and find some trouble!

Runnin’ with believers, no time for fever, and I haven’t got time for you either, with your sticks n’ stones, sticks n’ stones, I take ‘em home on my own.
Runnin’ with believers, no time for fever, and I haven’t got time for you either, with your sticks n’ stones, sticks n’ stones, I take ‘em home on my own.

Runnin’ with believers, no time for fever, and I haven’t got time for you either, with your sticks n’ stones, sticks n’ stones, I take ‘em home on my own.
Runnin’ with believers, no time for fever, and I haven’t got time for you either, with your sticks n’ stones, sticks n’ stones, I take ‘em home on my own.