Renzo Rosso con la Jug Band Colline Metallifere

Smaltito il fuso orario dopo il rientro dalla missione in Germania, cominciamo a mettere ordine nel materiale raccolto durante il viaggio.

Qua abbiamo un cammeo del Prof. Renzo Rosso, ordinario di Costruzioni Idrauliche e Marittime e Idrologia nel Politecnico di Milano (nonché relatore di tesi di laurea e di dottorato di Jack o’Malley), che ha incrociato la JBCM in un momento di confronto artistico. Da un lato il “Larry Reds” con il suo nuovo CD “Figli di un rio minore“, e dall’altra il collettivo intergenerazional-internazional-geomusicale. Era il 30 maggio 2019, verso le 17.30.

Come assaggio musicale, per un maestro di idrologia e costruzioni idrauliche abbiamo proposto la nostra versione di “When the Levee Breaks” dei Led Zeppelin (“Quando l’argine si rompe…”). A latere, anche confronto chitarristico fra Renzo e Simone. Si può anche notare una correlazione fra personaggi col cappello e personaggi senza cappello.

Livin’ Milano – testo

Livin’ Milano – prima stesura circa 1991 terza stesura (ultima strofa ri-aggiornata): ottobre 2018

di Andrea Giacomelli / pibinko / Jack o’Malley

giro Blues classico in Mi

Mi La Mi

You live in Milano – the air is bad for your nose

La Mi

You live in Milano – the air is bad for your nose

Si

but let me tell you something baby

La Mi

you live in Milano you know how it goes

Mi – fisso

Monday morning – you get on the bus

You go to work in the same old fuss

Friday evening – a couple of beers

Mi7

You don’t see no women – and that has been going on for years

La Mi

but you’re living in Milano – the most beautiful town on the Earth

Si La Mi

You live in goddamned old Milano – but you don’t know what that is worth

Hey Baby, don’t you realize

you’re breathing shit, I ain’t tellin’ no lies

You are just sinking in that pool of regret

people call Milano, don’t you ever forget

but you’re living in Milano – the most beautiful town on the Earth

You live in goddamned old Milano – but you don’t know what that is worth

So girls, that’s how the story goes

I got out of town, it’s improving my nose

You wanna meet us, we’re up here in the hills

or we can come to Milano, but you’ve gotta pay the bills

…….

Adattamento in italiano:

Versione adattata in rima (seconda prova)

Tu vivi a Milano – l’aria lì fa male al naso

Tu vivi a Milano – l’aria lì fa male al naso

Ma sai te ne dico una, bella

tu vivi a Milano e non sei lì per caso

E’ la mattina, di lunedì

vai là in ufficio, e ti pare un sacrificio

Venerdì sera – due birre con gli amici

Di donne nun c’è ombra, ti dedichi alla bici

ma tu vivi lì a Milano, la più bella città del pianeta

stai questo cazzo di Milano, perché te l’ha detto il tuo profeta

Oh ragazzi, non vi rendete conto

respirate gas, non vi faccio lo sconto

lì nelle sabbie –– mobili di rimpianti

che chiamano Milano, e vi vedo, siete tanti

RIT

Via ragazze –– qui le storie son finite

Son partito da Milano, mi è passata la rinite

Per entrare in confidenza, dài venite giù in collina

O se no si vien su noi, a veder la Madonnina

La missione geomusicale in Germania della Jug Band dalle Colline Metallifere via Politecnico di Milano – com’è andata?

Fra il 30 maggio e il 3 giugno 2019 la Jug Band dalle Colline Metallifere, nella formazione Canal, Sandrucci, Scheibe, o’Malley ha compiuto una missione…musicale? di promozione territoriale? di gemellaggio? vabbe’…fate voi (volendo potete rivedere l’articolo di presentazione della settimana scorsa). E’ stato impegnativo, ma tutto molto scorrevole e di impatto molto positivo per chi ha potuto partecipare.

Con sette esibizioni in tre giorni e mezzo, 2650 km di spostamenti, misurazioni di qualità del cielo notturno, degustazione di prodotti tipici maremmani e vari momenti di interazione col pubblico (che ha potuto cantare, suonare e consultare mappe e articoli collegati alle attività del collettivo JBCM), si ritorna in Italia e si studiano le prossime situazioni.

Nel seguito una breve sintesi delle esperienze degli scorsi cinque giorni. Per informazioni e booking: jugbandcm@pibinko.org o 3317539228.

Giovedì 30-5 Partenza dalle Colline Metallifere, passaggio da Radio Popolare Milano a ritirare un buiometro, e seminario “Dall’ingegneria del suono all’ingegneria col suono” al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico (con evento inserito nell’ambito del Festival della sostenibilità 2019). Per la parte scientifica, in particolare, oltre all’intervento di Jack O’Malley sul versante buiometria e territorio, abbiamo avuto una presentazione di Wolfgang Scheibe sulla questione agricoltura biodinamica e, più in generale, sulla qualità dell’agricoltura.

Politecnico di Milano – seminario geomusicale in Aula Citrini (foto Vittorio Giacomelli)
Finale al Politecnico con il beatboxer-pittore Manuel Schianchi

Venerdì 31-5 Trasferimento da Milano a Sachsenheim e concerto al Tender IBISA Kulturtreff, la vecchia stazione ferroviaria, ristrutturata e adibita ad attività sociali e culturali. Goulash per tutti, e gradevole set al tramonto, con passaggio occasionale di treni passeggeri e merci (e, oltre al pubblico, alcuni viaggiatori che sbucando dal sottopassaggio si trovavano il gruppo in azione).

Prove al Tender di Sachsenheim
That’s all right, versione coi metri e il treno di passaggio (parte)
Giovani beatboxer con Dario Canal agli effetti speciali, a fine concerto

A fine giornata, spaghettata e jam session con il vulcanico Crissi, noto in Germania come mattatore musicale coi Dizzy Bee e altri progetti

Sabato 1

In tarda mattinata della piazza del mercato a Ludwigsburg, durante il mercato (foto Cristopher Mosselmann)
In piazza del mercato a Ludwigsburg (dettaglio, foto Christopher Mosselmann)
Allestimento del set per la festa della birra a Ludwigsburg (foto X)
Siamo andati a conoscere nuovi spazi culturali (con un po’ di ambasciata labronica secondo Simone).

La sera al ristorante Salento di Vaihingen an der Enz. Singolare episodio durante il finalone di jam session con That’s All Right, con collasso strutturale dello sgabello usato da Jack o’Malley, che però non ha smesso di suonare. A seguire, cena alla festa della birra di Ludwisgburg e annessa misura di buiometria in piazza (17.7 mag/arcsec^2 attorno alla mezzanotte).

Alta visibilità per abbassare il volume (foto di Crissi Mosselmann)

Domenica 2: Situazione post-prandiale al Caffé Bar Tatti, in centro a Stoccarda….molto, molto particolare e “groovy” (aspettiamo le riprese del concerto, girate con videocamera professionale):

…con tanti saluti dallo staff del Café Bar Tatti.

La sera di domenica 2, concerto nell’aia della fattoria Völkleswaldhof di Oberrot, con finale di misure buiometriche in mezzo al campo (registrata magnitudine per arcosecondo quadrato di 21.35 con il buiometro Scilla)

L’uccisione di Babbo Natale – inizio del concerto
Il tipico gatto da fine concerto in campagna

Lunedì 3, visita guidata alla fabbrica di biscotti Huober Brezel, attiva da oltre 60 anni, guidata dal contadino magro e biodinamico Wolfgang, che ha lavorato negli anni ’80 nella conversione a metodi biodinamici di questa particolare realtà (nella foto di testa il gruppo a fine visita), e viaggio di rientro, con Simone Sandrucci, l’avvocato Samoano, Bonfiglio, e varie suggestioni che vedremo di “mettere a sistema” nei prossimi mesi.

Ringraziamenti in ordine sparso: Romolo Chiari, Vittorio Giacomelli, Az. agricola Il Fontino, Az. vinicola Ampeleia, Az. Agricola Loriano Bartoli, Il DICA del Politecnico di Milano, Tatti Café Bar Stoccarda, Tender Sachsenheim, Ristorante Salento Vahingen am der Enz, Christopher Mosselmann, Pius, Andreas e l’azienda Völkleswaldhof bei Oberrot, Benni & Markus, Brigitte, Crissi, Theo & Anton, Andy, birrificio Rossknecht, la famiglia Huober e altri che ci torneranno in mente una volta recuperato il fuso orario.

Il seminario “Dall’ingegneria del suono all’ingegneria COL suono” della JBCM al Politecnico di Milano (30-5-19): com’è andata?

Oltre al “consueto” intervento di pibinko aka Jack o Malley aka Andrea Giacomelli su temi di resilienza rurale, mappe libere, buiometria partecipativa e affini, in cui si spiegava come la musica (e in particolare vari brani degli Etruschi from Lakota) aiutano a leggere alcune questioni ambientali e territoriali, per l’occasione abbiamo avuto anche un intervento del Prof. Wolfgang Scheibe, bassista, stampatore e da cinquant’anni praticante di biodinamica che ha spiegato un “ciclo della materia” legato all’agricoltura. Per rivedere la presentazione della storia: leggete qui.

Il Prof. Scheibe spiega. I Proff. Canal e Sandrucci, oltre al pubblico fuori campo, seguono con interesse

Fra un’analisi di dati ISTAT sulla densità di agriturismi e una mappa di comunità, occasionali brani tipo “Il contadino magro” o “mezzogiorno di grano” (che pubblicheremo appena possibile, essendo or ora (ore 8.09 del 31-5) in procinto di partire per Stoccarda.

A chiudere, piccola jam sessione rock-blues-beatobox con l’ingresso di Manuel Schianchi

La Jug Band dalle Colline Metallifere con Manuel Schianchi: “Polijam”

Al termine del seminario “Dall’ingegneria del suon all’ingegneria COL suono“, a cura della Jug Band dalle Colline Metallifere, tenuto il 30-5-19 al Politecnico di Milano come prologo della missione geomusicale in Germania si è manifestato in cattedra il giovane professor Manuel Schianchi, laureato in beatxboxolgia applicata (nonché poliedrico artista figurativo). Ne è nata una situazione ibrida tra rock-blues e ritmica vocale che potete vedere qui rappresentata:

Da Tatti (GR) alla Germania: onde “geomusicali” dalle colline metallifere per parlare -e non solo- di territorio

Domattina, giovedì 30 maggio, prenderà il via da Tatti, piccola frazione di Massa Marittima, una piccola impresa. Piccola, ma parecchio impresa.

Immaginate un settantenne, un cinquantenne e due under 30 che da oltre due anni si confrontano quasi quotidianamente sulla base delle rispettive esperienze professionali (chi agricoltura, chi ingegneria, chi musica) per spiegare alcune questioni per loro importanti, riguardanti lo sviluppo -o il possibile degrado- di una zona rurale.

Oppure: immaginate due ragazzi originari della Val di Cecina, cresciuti a pane, salame, e geotermia, e due “meno ragazzi” nati in Germania (anche se uno è geneticamente maremmano) che per anni hanno girovagato e lavorato fra varie lande europee e non, per poi ritrovarsi in a quota 400 metri sul livello del mare, attorno al 43esimo parallelo tirrenico a provare a far convivere idee e proposte “di fòri” con idee e proposte locali.

Il risultato netto, a oggi, è un progetto interdisciplinare che partendo dal minimo comun denominatore che unisce questi personaggi la musica moltiplicata per l’interesse a fare un uso attivo in ambito ambientale e territoriale, sintetizzato dal termine geomusica– ha preso la forma del collettivo chiamato “Jug Band dalle Colline Metallifere“, o JBCM in breve.

Il quartetto base della Jug Band Colline Metallifere: da sinistra a destra, Dario Canal, Wolgang Scheibe, Jack o’Malley (Andrea Giacomelli), Simone Sandrucci (foto di Liliana Cafiero).

L’impresa consisterà nel tenere in quattro giorni cinque performance, in cui si combineranno musica, narrazione, pianificazione territoriale, agraria, citizen science sull’inquinamento luminoso, mappe libere e altre suggestioni (fra cui qualche degustazione di prodotti dalle zone metallifere/altomaremmane), con tappe al Politecnico di Milano, e zona di Stoccarda (oltre al capoluogo del Land Baden-Württemberg, Ludwigsburg, Vaihingen-Enz, Sachsenheim e Oberrot). Il programma dettagliato degli appuntamenti è spiegato in questo articolo.

Il collettivo ha iniziato a esibirsi a fine settembre 2018. Nei mesi invernali ha tenuto vari eventi fra Albinia (GR) e Pomarance (PI), e in parallelo ha lavorato per spiegare meglio il progetto, che sta destando interesse sia in Italia che all’estero (risultando fra l’altro un’iniziativa recepita dalla European Citizen Science Association come progetto sperimentale per la divulgazione attiva e il coinvolgimento di esperti e cittadini in attività di ricerca, e avendo destato curiosità in circuiti come progetti HORIZON2020 e workshop comunitari).

Ritorno previsto in Toscana: 3 giugno, con un carico di prodotti tedeschi utili a riempire le scatole svuotate dai prodotti maremmani portati su, e un appuntamento per raccontare come sarà andata la storia.

Come dice Marcus King, giovane bluesman della Carolina del Sud “…non sappiamo dove stiamo andando, ma sappiamo che ci troveremo all’arrivo”.

Per informazioni: jugbandcm@pibinko.org (legge tutta la band) o 3317539228 (risponde Jack O’Malley).

Musica che ci piace: Where I’m Headed

Dalla Marcus King Band, che piace a tutti, ma proprio tutti, quelli cui finora abbiamo fatto ascoltare il CD regalato a Jack per il compleanno:

Hangin’ out of my window
Leaning over my railing
Trying to see what she’s found as she goes
What she found as she goes

Hear the sound of my highway
I get stoned as I pray
Think I’ll just fade away
Who’s gonna care now
Lord who’s gonna care’

Cause I don’t know where I’m headed, babe
But I know I’ll see you there
‘Cause I don’t where I’m headed, babe
But I know I’ll see you there

She came down from the mountain
Singing songs to me
Always left me wondering where she may be
All the places that she’s seen

Hear the thunder in the sky
See the pain in her eyes
You’re always safe here with me
But your heart is somewhere else

And I don’t know where I’m headed, babe
But I know I’ll see you there
And I don’t where I’m headed, babe
But I know I’ll see you thereHanging out of my window
Leaning over my railing
Trying to see what she’s found as she goes
What she’s found as she’s going

She came down from the mountain
Singing songs to me
Always left me wondering where she may be
All the places that she’s seen’

Cause I don’t know where I’m headed, babe
But I know I’ll see you there
‘Cause I don’t know where I’m headed, babe
But I know I’ll see you there
‘Cause I don’t know where I’m headed, babe
But I know I’ll see you there