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Ottava rima al Caffé Ricasoli (3-6-2014): com’è andata

E la puntata di ieri è stata notevole.

Il prologo si svolge al Caffà© verso le 13.30, con l’allestimento minimalista della promozione dell’evento, realizzata tramite diffusione warholiana di stampe A4 (gentilmente fornite da Gianluca di Vetulonia) in vari punti del bar. Segue l’oblio fino alle 18, date le condizioni di raffreddore non proprio a diminuire dell’organizzatore.

Per le 18.15 arrivano Elino e Fernando, accompagnati da Fabio, amico de roma ma da una generazione frequentatore della bassa valle dell’Albegna, nonchà© poeta. Fatte le presentazioni e i caffà© di rito con Michela, si studia l’ambiente e il set ideale. E’ la prima volta che i nostri si confrontano (in senso poetico) con un bar “in campo aperto”. Di solito si ritrovano in teatri, o palchi di paesi in cui ci sono raduni storici di improvvisazione, ma comunque in qualche modo “a casa” di poeti. Elino è un po’ spiazzato dall’ambiente: cerca una saletta interna, pensa che gli avventori saranno distratti, e si vede che è un po’ inquieto…soprattutto perchà© manca all’appello Nicolino, il terzo poeta invitato. E finchà© non c’è Nicolino, non si deve iniziare!

In attesa di Nicolino, il pomeriggio si snoda come deve: Fernando si aggira per il centro e torna con un libro di giochi di prestigio. Essendo a volte impegnato come Babbo Natale, oltre che come pastore, è sempre utile un po’ di materiale per aggiornamento professionale. Elino e Fabio stazionano nei pressi del Caffà©. Andrea prende tempo e invita qualche avventore incuriosito dai volantini a ripassare pi๠tardi.

Infine, arriva Nicolino, che come tutte le rockstar che si rispettino è accompagnato da un autista, Giuliano da Follonica, grandissimo passionista di ottava rima. Diteci voi la causa del ritardo tra almeno una di queste tre:

    1. Nicolino è un poeta-rockstar viziato, che per vezzo arriva sempre con un’ora di ritardo
    2. Nicolino lavora in campagna, e siccome nel pomeriggio c’è stato uno scroscio dalle sue parti ha dovuto tardare per finire il lavoro
    3. Nicolino è un gran chiacchierone (o qualcuno direbbe oggi storyteller) e dopo aver parcheggiato a 100 metri dal Caffà© Ricasoli, mentre camminava per raggiungere la sede dell’evento, ha incontrato una vecchia conoscenza e si è fermato un quarto d’ora a salutarlo.

Comunque: ci siamo. Alle 19.40 circa, comincia la performance. Trattandosi di temi improvvisati, la scaletta è necessariamente ricostruita a posteriori,

    • Rima di saluto (Elino Rossi, Fernando Tizzi, Nicolino Grassi)
    • Intermezzo di Fabio Antonelli con spiegazioni sull’ottava rima
    • Presentazione del Festival di Pomonte (improvvisazioni, corsi di rima e convegno, dall’11 al 15 giugno)
    • Contrasto: E’ meglio il vino bianco o il vino rosso? (Elino Rossi e Nicolino Grassi)
    • Intermezzo di Nicolino
    • Contrasto: Sono meglio le bionde o le more? (Nicolino Grassi e Fernando Tizzi)
    • Intermezzo di Fabio Antonelli, con recita di composizione autografa
    • Rima di commiato, con l’arrivederci a Pomonte

Verso le 20.45 ognuno riparte per le rispettive residenze, con una giornata che comincerà presto la mattina dopo, date le rispettive occupazioni.

Sotto, alcune fasi salienti della serata.Molto interessanti anche le discussioni nel backstage (che in questo caso coincideva con lo stage), da cui sono emerse parentele, affinità e altre vicende non documentate.

E le registrazioni dei contrasti in rima? Ci sono pure quelle, ma vanno riascoltate e montate prima di poterle condividere. Nel frattempo: appuntamento a Pomonte per chi ci potrà essere, dall’11 al 15 giugno, ricordando per per i corsi di rima non è necessario seguire tutte e tre le giornate e che l’iscrizione è gratuita.

E grazie, come per le altre occasioni, al Caffé Ricasoli.

Grosseto: organizzazione serata su Ottava Rima

    • Essere colti da raffreddore con abbassamento di voce che ti consente di “scendere” sotto Barry White in occasione di una serata in cui la voce è protagonista, e dover presentare la serata, è un bello spunto per una puntata di un telefilm.

E la puntata di ieri è stata notevole.

Il prologo si svolge al Caffé verso le 13.30, con l’allestimento minimalista della promozione dell’evento, realizzata tramite diffusione warholiana di stampe A4 (gentilmente fornite da Gianluca di Vetulonia) in vari punti del bar. Segue l’oblio fino alle 18, date le condizioni di raffreddore non proprio a diminuire dell’organizzatore.

Per le 18.15 arrivano Elino e Fernando, accompagnati da Fabio, amico de roma ma da una generazione frequentatore della bassa valle dell’Albegna, nonchà© poeta. Fatte le presentazioni e i caffà© di rito con Michela, si studia l’ambiente e il set ideale. E’ la prima volta che i nostri si confrontano (in senso poetico) con un bar “in campo aperto”. Di solito si ritrovano in teatri, o palchi di paesi in cui ci sono raduni storici di improvvisazione, ma comunque in qualche modo “a casa” di poeti. Elino è un po’ spiazzato dall’ambiente: cerca una saletta interna, pensa che gli avventori saranno distratti, e si vede che è un po’ inquieto…soprattutto perchà© manca all’appello Nicolino, il terzo poeta invitato. E finchà© non c’è Nicolino, non si deve iniziare!

In attesa di Nicolino, il pomeriggio si snoda come deve: Fernando si aggira per il centro e torna con un libro di giochi di prestigio. Essendo a volte impegnato come Babbo Natale, oltre che come pastore, è sempre utile un po’ di materiale per aggiornamento professionale. Elino e Fabio stazionano nei pressi del Caffà©. Andrea prende tempo e invita qualche avventore incuriosito dai volantini a ripassare pi๠tardi.

I poeti si salutano. In senso orario da sinistra, Elino, Giuliano, Fernando, Nicolino
I poeti si salutano. Da sinistra: Elino, Giuliano, Fernando, Nicolino

Infine, arriva Nicolino, che come tutte le rockstar che si rispettino è accompagnato da un autista, Giuliano da Follonica, grandissimo passionista di ottava rima. Diteci voi la causa del ritardo tra almeno una di queste tre:

      1. Nicolino è un poeta-rockstar viziato, che per vezzo arriva sempre con un’ora di ritardo
      2. Nicolino lavora in campagna, e siccome nel pomeriggio c’è stato uno scroscio dalle sue parti ha dovuto tardare per finire il lavoro
      3. Nicolino è un gran chiacchierone (o qualcuno direbbe oggi storyteller) e dopo aver parcheggiato a 100 metri dal Caffà© Ricasoli, mentre camminava per raggiungere la sede dell’evento, ha incontrato una vecchia conoscenza e si è fermato un quarto d’ora a salutarlo.

Comunque: ci siamo. Alle 19.40 circa, comincia la performance. Trattandosi di temi improvvisati, la scaletta è necessariamente ricostruita a posteriori,

      • Rima di saluto (Elino Rossi, Fernando Tizzi, Nicolino Grassi)
      • Intermezzo di Fabio Antonelli con spiegazioni sull’ottava rima
      • Presentazione del Festival di Pomonte (improvvisazioni, corsi di rima e convegno, dall’11 al 15 giugno)
      • Contrasto: E’ meglio il vino bianco o il vino rosso? (Elino Rossi e Nicolino Grassi)
      • Intermezzo di Nicolino
      • Contrasto: Sono meglio le bionde o le more? (Nicolino Grassi e Fernando Tizzi)
      • Intermezzo di Fabio Antonelli, con recita di composizione autografa
      • Rima di commiato, con l’arrivederci a Pomonte

Verso le 20.45 ognuno riparte per le rispettive residenze, con una giornata che comincerà  presto la mattina dopo, date le rispettive occupazioni.

Sotto, alcune fasi salienti della serata.Molto interessanti anche le discussioni nel backstage (che in questo caso coincideva con lo stage), da cui sono emerse parentele, affinità  e altre vicende non documentate.

E le registrazioni dei contrasti in rima? Ci sono pure quelle, ma vanno riascoltate e montate prima di poterle condividere. Nel frattempo: appuntamento a Pomonte per chi ci potrà  essere, dall’11 al 15 giugno, ricordando per per i corsi di rima non è necessario seguire tutte e tre le giornate e che l’iscrizione è gratuita.

E grazie, come per le altre occasioni, al Caffé Ricasoli.

E' meglio il vino bianco (Elino Rossi) o il vino Rosso (Nicolino Grassi)
E’ meglio il vino bianco (Elino Rossi) o il vino Rosso (Nicolino Grassi)

A negozi chiusi il pubblico si sparpaglia, ma segue attento
A negozi chiusi il pubblico si sparpaglia, ma segue attento

Nicolino Grassi con Michela e Gigi
Nicolino Grassi con Michela e Gigi

Fernando Tizzi con Michela
Fernando Tizzi con Michela

La buiometria partecipativa contro l’omoragno, al Caffé Ricasoli (Grosseto)

Della BuioMetria Partecipativa abbiamo (noi=Francesco Giubbilini

fino al 2012 e Andrea Giacomelli anche dopo) tenuto una media di una presentazione al mese tra il giugno 2008 e oggi, a latitudini comprese tra Matera ed Edimburgo.

Morale: si impara sempre qualcosa di nuovo, ma un paio di cose legate alle questioni della luce artificiale di notte le abbiamo ragionate e assimilate, e quindi si provano anche a proporre in modo diverso dal solito.

Una di queste proposte è arrivata mercoledì 16 scorso al Caffé Ricasoli di Grosseto, che non è solo un caffé e nemmeno solo un Ricasoli, ma un ricettacolo di personaggi e vicende tenute insieme dai fratelli Ambrosio e dalla loro squadra di collaboratori e
simpatizzanti. Più che un bar, direi un bazar, almeno dal punto di vista sociale.

Frequento il caffé Ricasoli da un tempo imprecisato (colloco il mio primo contatto attorno al 2007-2008) e nel tempo mi è capitato di ragionare con vari soggetti di varie storie, tra cui -necessariamente- la BuioMetria Partecipativa. Siamo arrivati quindi a proporre una serata con una performance dal titolo “La BuioMetria Partecipativa contro l’omoragno”.

Nella performance chi già conosceva le presentazioni precedenti (cioè il sottoscritto) avrà potuto riconoscere alcuni dei capisaldi del discorso che portiamo avanti come BMP. Tutti gli altri (cioè tutti gli altri) hanno potuto seguire l’argomento con un approccio nuovo, già sperimentato in un paio di occasioni…mi
vengono in mente gli interventi alla spiaggia Tangram di Follonica (GR) del luglio 2011 (serata “Pedalò nel buio“) o quelli a Braies (BZ) nell’agosto 2012. Ma questa volta la cosa era  progettata così.

La presentazione ha preso spunto dall’annuncio fatto da Il Tirreno, in cui si diceva che avremmo proposto “filosofia, azioni e novità” sul tema della BuioMetria. E così è stato. Agli avventori è stato chiesto di scegliere con quale argomento partire
(seguendo lo schema dei giochi a premi in cui si sceglie la busta 1, 2 o 3), e da lì è partito un monologo di 90 minuti, con un’interruzione di circa 15 minuti per il “cambio mojito”.

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La presentazione ha coinvolto in modo particolare 5-6 dei clienti, che sono rimasti
letteralmente inchiodati agli sgabelli, e ha incuriosito altri, tanto che ci siamo
scordati di fare una foto durante l’esibizione, per cui potete immaginarvela solo vedendo il “set” allestito da pibinko per l’occasione.

Tra vari elementi della scenografia spiccavano il “presepe buiometrico“, un chioccolo, una racchetta da beach tennis con l’omoragno come soggetto e un compendio di leggi medicee in tema di tutela dell’ambiente.

Appuntamento al prossimo ritrovo buiometrico: il primo maggio a Torniella (GR). Seguiranno dettagli organizzativi.

Andrea Giacomelli