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ecspobag del 20-7-2015: Quem De Nós Dois (La Mia Storia Tra Le Dita)

20150711-canesimpaticoDopo il finalone al fulmicotone con i System of a Down di venerdì scorso, una ripresa che è come una carezza della brezza che soffia in questo momento fuori dagli studi di Tatti.

Dei gruppi brasiliani mi intriga sempre la sezione ritmica, che può essere anche senza basso e batteria, e ti propone geometrie variabili di percussionisti che pensano a tutto.

Ana Carolina, poi, l’avevamo già sentita anche quest’anno (era il 3 giugno, ma sembrano passati sei mesi) con un pezzo parecchio più pimpante.

Qua si va sulla ballata leggera, ma verace. La traduzione è stata molto aiutata dal fatto di trattarsi di un brano la cui versione originale è di un noto cantautore italiano.

Quem de Nós Dois
Ana Carolina

Eu e você
Não é assim tão complicado
Não é difícil perceber

Quem de nós dois
Vai dizer que é impossível
O amor acontecer

Se eu disser
Que já nem sinto nada
Que a estrada sem você
É mais segura
Eu sei você vai rir da minha cara
Eu já conheço o teu sorriso
Leio o teu olhar
Teu sorriso é só disfarce
O que eu já nem preciso

Sinto dizer que amo mesmo
Tá ruim pra disfarçar
Entre nós dois
Não cabe mais nenhum segredo
Além do que já combinamos

No vão das coisas que a gente disse
Não cabe mais sermos somente amigos
E quando eu falo que eu já nem quero
A frase fica pelo avesso
Meio na contra mão
E quando finjo que esqueço
Eu não esqueci nada

E cada vez que eu fujo, eu me aproximo mais
E te perder de vista assim é ruim demais
E é por isso que atravesso o teu futuro
E faço das lembranças um lugar seguro
Não é que eu queira reviver nenhum passado
Nem revirar um sentimento revirado
Mas toda vez que eu procuro uma saída
Acabo entrando sem querer na tua vida

Eu procurei qualquer desculpa pra não te encarar
Pra não dizer de novo e sempre a mesma coisa
Falar só por falar
Que eu já não tô nem aí pra essa conversa
Que a história de nós dois não me interessa
Se eu tento esconder meias verdades
Você conhece o meu sorriso
Lê o meu olhar
Meu sorriso é só disfarce
O que eu já nem preciso

E cada vez que eu fujo, eu me aproximo mais
E te perder de vista assim é ruim demais
E é por isso que atravesso o teu futuro
E faço das lembranças um lugar seguro
Não é que eu queira reviver nenhum passado
Nem revirar um sentimento revirado
Mas toda vez que eu procuro uma saída
Acabo entrando sem querer na tua vida
…..
Gianluca Grignani – La mia storia fra le dita

Intro: Rem Sol Mim Lam

Rem Sol Mim
Sai penso che non sia stato inutile
Lam
stare insieme a te
Rem Sol Mim
Ok te ne vai decisione discutibile
Lam
ma si lo so lo sai.
Rem Sol
Almeno resta qui per questa sera
Mim Lam
ma no che non ci provo stai sicura
Rem Sol
puo’ darsi gia’ mi senta troppo solo
Mim
perche’ conosco quel sorriso
Lam
di chi gia’ deciso
Mim
quel sorriso gia’ una volta
Lam
mi ha aperto il Paradiso
Rem Sol Mim
Si dice che per ogni uomo
Lam
c’e’ un’altra come te
Rem Sol Mim
e al posto mio quindi tu troverai qualcun altro
Lam
uguale non non credo io
Rem Sol
ma questa volta abbassi gli occhi e dici
Mim Lam
noi resteremo sempre buoni amici
Rem Sol
ma quali buoni amici maledetti
Mim
io un amico lo perdono
Lam
mentre a te ti amo
MIm
puo’ sembrarti anche banale,
Lam
ma e’ un istinto naturale
Lam7 Sol
E c’e’ una cosa che non ti ho detto mai
Mim7 Sol
i miei problemi senza te si chiaman guai
Sib Lam
ed e’ per questo che mi vedi fare il duro
Fa Sol
in mezzo al mondo per sentirmi piu’ sicuro.
Lam7 Sol
E se davvero non vuoi dirmi che ho sbagliato
Mim7 Sol
ricorda a volte un uomo va anche perdonato
Sib Lam
e invece tu, tu non mi lasci via d’uscita
Fa Lam
e te ne vai con la mia storia tra le dita.
Rem Sol Mim
Ora che fai cerchi una scusa,
Lam Rem
se vuoi andare vai
Sol
tanto di me
Mim
non ti devi preoccupare,
Lam
me la sapro’ cavare
Rem Sol
Stasera scrivero’ una canzone
Mim Lam
per soffocare dentro un’esplosione
Rem Sol
Senza pensare troppo alle parole
Mim
parlero’ di quel sorriso
Lam
di chi ha gia’ deciso
Mim
quel sorriso che una volta
Lam
mi ha aperto il paradiso

Lam7 Sol
E c’e’ una cosa che non ti ho detto mai
Mim7 Sol
i miei problemi senza te si chiaman guai
Sib Lam
ed e’ per questo che mi vedi fare il duro
Fa Sol
in mezzo al mondo per sentirmi piu’ sicuro.

Lam7 Sol
E se davvero non vuoi dirmi che ho sbagliato
Mim7 Sol
ricorda a volte un uomo va anche perdonato
Sib Lam
e invece tu, tu non mi lasci via d’uscita
Fa Lam
e te ne vai con la mia storia tra le dita.
Rem Sol Mi Lam
naaa na na na’ naa na na na
Rem Sol Mim Lam
naaa na na na’ naa na na na

ecspobag del 18-7-2015: Toxicity-Goobye Blue Sky/Tossicità-Addio cielo blu

Erevan Capitale Severa Per Oltraggi

mi-ruota-bicixxr-webPer chiudere una settimana calda, un pezzo caldissimo, di cui si consiglia l’ascolto a volumi ai limiti dei regolamenti condominiali (o anche un po’ di più, dato che con l’aumentare dell’età media delle commissioni tecniche si abbassano le soglie di tolleranza di certi parametri).

E ricordate: se trovate un cognome che finisce in -an o -ian è, molto facilmente, un cognome armeno.

Si allega brano di gruppo armeno-californiano, con annessa coda morale. Se il brano vi piace, consiglio anche la versione del video ufficiale, che è molto bella in certi passaggi visivi.

Songwriters: Tankian, Serj; Malakian, Daron; Odadjian, Shavarsh; Dolmayan, John;

Conversion software version seven.0 | programmi di conversione versione settepuntozero
Looking at life through the eyes of a tired hub | osservando la vita attraverso gli occhi di uno hub stanco
Eating seeds as a pastime activity | mangiando semini come passatempo
The toxicity of our city, of our city | la tossicità della nostra

Now, what do you own the world? | mo’, c
How do you own disorder, disorder? | come fai a essere proprietario del disordine
Now somewhere between the sacred silence | ora, da qualche parte tra il silenzio sacro
Sacred silence and sleep | il silenzio sacro e il sonno
Somewhere, between the sacred silence and sleep
Disorder, disorder, disorder

More wood for the fires, loud neighbors | ancora più legno per i fuochi, i vicini rumorosi
Flashlight reveries caught in the headlights of a truck | sogni alla luce di una torcia catturati dai fari di un camion
Eating seeds as a pastime activity |
The toxicity of our city, of our city

Now, what do you own the world?
How do you own disorder, disorder?
Now somewhere between the sacred silence
Sacred silence and sleep
Somewhere between the sacred silence and sleep
Disorder, disorder, disorder

Now, what do you own the world?
How do you own disorder, disorder?
Now somewhere between the sacred silence
Sacred silence and sleep
Somewhere between the sacred silence and sleep
Disorder, disorder, disorder

When I became the sun | quando divenni il sole
I shone life into the man’s hearts | illuminai di vita i cuori degli uomini
When I became the sun
I shone life into the man’s hearts

….
ten thousand years ago in Mesopotamia | diecimila anni fa in Mesopotamia
a new type of thinking was developed | fu sviluppato un nuovo modo di pensare
one that involved totalitarian agriculture…and now… | che implicava l’agricoltura totalitaria

goodbye blue sky… | addio, cielo blu

we’ve fallen asleep as people as animals on this planet | ci siamo addormentati in quanto persone, in quanto animali su questo pianeta

we are here to nurture our planet | siamo qui per nutrire il pianeta
we are here to help guarding this fxingplase, not destroy it, for God’s sake | siamo qui per aiutare a proteggere questo fottuto posto, non distruggerlo, perdio

I am sick and tired of global unequalism | sono davvero stufo della disuguaglianza global
I am sick and tired of fascism | sono davvero stufo del fascismo

ecspobag del 14-7-2015: my soul’s in Lousiana/La mia anima sta in Louisiana

Estoni Comanche Sarawak Pentecostali Origliano

20150714-scansanoDi Otis Taylor comprai il CD “White African” almeno tre anni fa. Lo portai “in sede”, lo feci ascoltare alla direzione artistica, ma non suscitò particolare entusiasmo e rimase semisepolto tra altri CD. Avendo recuperato da poco un lettore di CD (oggetti sempre più rari), ho provato a riascoltarlo e mi ha fatto un’ottima impressione. E’ un disco notevole, per quantro fra i più tristi che abbia mai ascoltato, come testi. Si parla solo di neri ammazzati (quando va bene “sparati”, figli di neri che soffrono la fame e vivono in case di cartone, licenziamenti, mogli di neri che devono andare a recuperare i mariti squartati come pena per reati non commessi e cose del genere). Stacca su tutti -e magari si mette un’altra volta- il “Resurrection Blues”.Se vedete l’espressione di Otis nella foto al pub di Treviglio, qui sotto, vi rendete un po’ conto di che personaggio dev’essere. Il fotografo avrà detto “sorridete!” e questa è l’espressione più vivace che abbia potuto produrre. O forse era solo stanco a fine concerto?

Il brano che vi propongo oggi è quello che apre l’opera. La versione in studio, oltre ad avere il treno di sottofondo, fa apprezzare anche un po’ di suoni e in particolare gli accenti di basso che nella registrazione del video arrivano poco.

Well my Soul’s | be’ la mia anima sta
In Louisiana | in Louisiana
But my body lies | ma il mio corpo giace
in Tennessee | nel Tennessee
I didn’t Kill… Kill no break man | ‘unn ho ammazzato nessun addetto ai freni
I didn’t Kill … no engineer | non ho ammazzato nessun ingegnere

Well the White man | be’ l’Uomo bianco
pointed his finger | ha puntato il dito
and they said … what they always say | e hanno detto quello che dicono sempre
They didn’t bother… bother to hang me | non si sono nemmeno curati di impiccarmi
They just shot me … on the spot | mi hanno sparato, lì sul posto…

Well my Soul’s
In Louisiana
But my body lies
in Tennessee
They didn’t bother… bother to hang me
They just shot me … Bam… on the spot