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branobag del 3/3/19: Sogni e bi-sogni

[originale del 30/10/2012]

Se chi dorme non piglia pesci, chi non dorme mai, non è facile che gli pigli nemmeno lui!

Doppio sogno è un romanzo o racconto, non ricordo veramènte bbene, di Arthur Schnitzler da cui, si mormora, è stato liberamente tratto il film aisz uaid sciat di Stanlei Cubric.

Io vidi il film (senza capirlo troppo allora) e non lessi ancora il romanzo-racconto, ma la condizione degli occhi chiusi e sbarrati credo di conoscerla un po’…me ne parlava il mio amico Flavio.

è quella condizione in cui puoi dormire e sognare una spigola al sale da fabrizietto, con contorno di cozze fritte…

Tramonto invernale su Cagliari dal Bastione di St. Remy…piu’ o meno.


poi ti svegli e, camminando per la strada provinciale vedi (e potresti toccare se avessi una scala) uno squalo fluttuante nell’aria, e sarà vero, cioè potrai fermare chiunque stia passando di lì, e dirli “lo vedi uno squalo fluttuante nell’aria”, e quella persona dirà “sì”, e potrà “toccarlo con mano” anche quella persona. A Flavio è successo.

Penso che i doppi sogni siano strettamente collegati ai bisogni: se qualcosa ti serve sopra a tutto, non sarà difficile che tu lo cerchi (e lo trovi) in ogni momento che sei “sveglio” (secondo il canone comune dello essere svegli), e anche quando dormi e stai “sognando” (secondo il canone comune del sognare).

A prossimi capitoli altre cose accadute nei sogni, se no mi dicono che mi dilungo. Un grandissimo Don Backy, vestito nel 1975 circa come molti cantanti turchi pop di oggi (grandissimi anche loro: grandissimo Tarkan!), ci canta un pezzo in cui si parla, per
esempio di “azioni non esatte”. Grandissimo.

Sempre importante la versione di Mina

Me ne sto lì seduto e assente, con un cappello sulla fronte
e cose strane che mi passan per la mente
avrei una voglia di gridare, ma non capisco a quale scopo
poi d’improvviso piango un poco e rido quasi fosse un gioco
Se sento voci, non rispondo / Io vivo in uno strano mondo
Dove ci son pochi problemi / Dove la gente non ha schemi
Non ho futuro, né presente, e vivo adesso eternamente
il mio passato é ormai per me, distante
ma ho tutto quello che mi serve, nemmeno il mare nel suo scrigno
ha quelle cose che io sogno, e non capisco perché piango
Non so che cosa sia l’amore / E non conosco il batticuore
per me la donna rappresenta / Chi mi accudisce e mi sostenta
Ma ogni tanto sento che, gli artigli neri della notte
mi fanno fare azioni, non esatte
d’un tratto sento quella voce, e qui incomincia la mia croce
vorrei scordare e ricordare, la mente mia sta per scoppiare
E spacco tutto quel che trovo / Ed a finirla poi ci provo
Tanto per me non c’è speranza / Di uscire mai da questa stanza
Sopra un lettino cigolante, in questo posto allucinante
io cerco spesso di volare, nel cielo
non so che male posso fare, se cerco solo di volare
io non capisco i miei guardiani, perché mi legano le mani
E a tutti i costi voglion che / Indossi un camice per me
Le braccia indietro forte spingo / E a questo punto sempre piango
Mio Dio che grande confusione, e che magnifica visione
un’ombra chiara mi attraversa, la mente
le mani forte adesso mordo e per un attimo ricordo
che un tempo forse non lontano, qualcuno mi diceva: ‘t’amo’
In un addio svanì la voce / Scese nell’animo una pace
Ed è così che da quel dì / Io son seduto e fermo qu

Altri testi su: http://www.angolotesti.it/D/testi_canzoni_don_backy_5312/testo_canzone_sognando_197059.html
Tutto su Don Backy: http://www.musictory.it/musica/Don+Backy