poster: Conservazione da parte delle comunità locali in Val di Farma, Toscana del sud (2011)

Presentato alla Summer School Understanding Community Conservation in Europe a Gerace (Calabria), 11/15 settembre 2011. Se visualizzate l’immagine a dimensione piena (con qualche combinazione di tasto destro del mouse, o cose del genere, potete leggere meglio il testo).

Per maggiori informazioni sulle comunità della media Val di Farma vedi questo link, e per una prospettiva della cosa al 2018 vedi l’articolo sulla rivista Langscape.

Nota per i lettori italiani (e dalla Val di Farma): il poster fu scritto per un pubblico estero, e l’uso del termine “indigeno” va inteso come “locale” (ma tutta la manifestazione parlava di “indigenous” e quindi fu usato quel titolo per “sintonizzarsi” con l’evento)

versione PDF (10 Mb):

Conservazione da parte delle comunità indigene nella Val di Farma, Toscana del sud

Andrea Giacomelli, Gregorio Neri, Alessio Serragli, Claudio Spinosi

Introduzione

Questo poster presenta esperienze di conservazione da parte delle comunità indigene in Toscana.

Negli scorsi quattro anni, la combinazione di pratiche e traduzioni antiche e tecnologie innovative e approcci alla protezione del territorio e alla promozione hanno generato progetti molto particolari, alcuni dei quali con visibilità internazionale. Queste esperienze stanno anche suggerendo alle comunità locali i prossimi passi nella conservazione del loro territorio e, più in generale, del loro patrimonio.

Contesto

La Val di Farma si trova nella Toscana meridionale, in Italia, a metà fra la città medioevale di Siena e Grosseto.
La valle ha un’estensione di circa 120 km quadrati, con altitudine che va da circa 300 a quasi 1000 m sul livello del mare. La valle ospita tre riserve naturali, con un’estesione complessiva di poco più di 2000 ettari: Farma (1560 ha), La Pietra (530 ha), e una piccola zona attorno al Castello del Belagaio (in effetti, all’interno della riserva del Farma).
La popolazione è molto bassa, con una delle più basse densità in Italia.
Nella valle si trovano tre comunità: Piloni e Torniella nella provincia di Grosseto, e Scalvaia (provincia di Siena), con un totale di meno di 500 abitanti.
Il turismo, che è un’attività tipica in Italia, e in Toscana in particolare, e relativamente ridotto.

Patrimonio

La Val di Farma non è enorme, ma contiene un patrimonio estremamente variegato

Natura

La Val di Farma ospita varie specie di fauna e di flora (vedi volantino A). Inoltre si trova in una delle zone d’Italia con il più basso inquinamento luminoso (cioè l’interno della provincia di Grosseto). Tale peculiarità è dovuta soprattutto alla bassa densità di popolazione di questa regione.

Archeologia

I vasti boschi hanno reso la Val di Farma un centro primario per la legna. Nel medioevo, furono costruite diverse ferriere, utilizzate per lavorare i minerali provenienti da varie parti delle colline metallifere e dall’isola d’Elba. Si trovano poi altri siti di interesse, come i castelli a Torniella e al Belagaio, e l’antica chiesa a Piloni

Cultura e società

La caccia, soprattutto al cinghiale, è una tradizione in questa zona. Ogni villaggio ha una squadra di cacciatori che, durante i tre mesi invernali organizzano le loro battute due volte alla settimana.
Mentre la caccia è molto diffusa in tutta l’Italia centrale, così come in altre zone rurali del paese, una risorsa culturale di questa zona molto più particolare è l’antico gioco della palla a 21 (o palla eh!). Si tratta della variante bassotoscana dei jeux de paume medievali (cioè degli antenati del tennis).
Un’altra celebrazione storica durante l’anno, che è estremamente importante per Piloni e Torniella, si lega al Primo Maggio (festa dei lavoratori). Iniziando la mattina presto, tavoli imbanditi di cibo, vino e altri prodotti locali, vengono proposti a chiunque voglia unirsi alla banda che suona brani tradizionali, camminando da Piloni a Torniella. Questo evento è conosciuto in tutta la bassa Toscana, con fino a 700 persone che raggiungono la valle ogni anno per partecipare.

Il passato e il passato recente

Negli anni passai, le pubbliche amministrazioni (e, in misura più limitata, alcuni privati) hanno investito nella riqualificazione dei siti storici e delle risorse naturali. Tuttavia, il fatto di trovarsi in una località relativamente remota costituisce in effetti un problema nel garantire una continuità nella manutenzione e le risorse per assicurarsi che tali beni siano conservati a beneficio delle comunità locali e dei visitatori, e non è semplice garantire un ritorno agli investimenti in questa zona. D’altro canto, le comunità locali sono sempre state attive nel mantenere vivo lo spirito dei loro luoghi e al “fare cose” sul loro territorio, per lo più affidandosi a risorse proprie e alla loro capacità di raccogliere fondi.

A partire dal 2007, in aggiunta agli eventi e alle attività tradizionali (come il Primo Maggio, i tornei estivi di palla, o la caccia al cinghiale in inverno) la Val di Farma è stata l’origine di progetti particolari. Si spazia da attività promozionali molto intriganti (per esempio una settimana di partite di palla nel calendario estivo di Chicago), o progetti di monitoraggio ambientale partecipativo innovativi (sull’inquinamento luminoso), senza trascurare altre iniziative, come le mostre fotografiche organizzate a Ribolla (GR) e San Francisco.
Il progetto “BuioMetria Partecipativa” costituisce un approccio originale alla sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento luminoso e alla raccolta di dati scientifici.

Tutte queste azioni stanno avendo come risultato una maggiore consapevolezza da parte delle comunità locali sul valore dei beni materiali e immateriali del loro territorio, un maggior interesse da parte di “stranieri” con competenze specifiche, e suggeriscono sinergie per sviluppare nuove azioni con l’obiettivo principale di proteggere e promuovere la valle.

In effetti, la Val di Farma può essere cista come un laboratorio vivente, in cui forme tradizionali di conservazione indigena si fondono con tecnologie dell’informazione allo stato dell’arte, e talento artistico.

Il risultato di molti progetti, nati da una zona che potremmo definire un “melting pot” rurale hanno ricevuto visibilità dai media a livello nazionale, e stanno mostrando un potenziale per un consolidamento nel prossimo futuro.

Ultimo, ma non ultimo, se è vero che tutte le attività citate sopra fanno un uso significativo di tecnologie della comunicazione e dell’informazione, le interazioni fondamentali che hanno generato il loro successo e che hanno posto le basi per ulteriori sviluppi si sono svolte tutte in posti molto tradizionali: i bar e le piazze dei tre borghi della Valle.

Conclusioni e prossimi passi

Gli eventi brevemente riassunti nel poster hanno fornito una spinta molto forte nella Val di Farma a considerare uno sviluppo nella conservazione da parte delle comunità.
Al momento in cui scriviamo, tutte le comunità locali e le altre associazioni che operano nella valle sono prese nella parte “viva” del loro programma di attività estive.
In parallelo, sono in corso riunioni sia nella valle che con soggetti fuori dalla valle, per valutare idee e opzioni per progetti nei prossimi anni, al fine di migliorare i nostri sforzi di conservazione da parte delle comunità.
Siamo disponibili a fornire ulteriori informazioni sui risultati che abbiamo avuto in passato, e a condividere alcune delle nostre idee per il futuro. Siamo inoltre interessati a imparare da altri casi nel mondo, in modo da derivare esempi di buone pratiche, o per stabilire contatti per futre iniziative comuni.

Ringraziamenti

Vogliamo ringraziare la Pro Loco Piloni-Torniella, la comunità di Scalvaia, l’associazione Attivarti.org e il progetto BuioMetria Partecipativa.

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