Fra agosto e settembre una mostra su Franco Soldatini (“Il Cangialli”) a Torniella e a S. Galgano

La Proloco Piloni-Torniella organizza anche quest’anno una mostra col patrocinio del Comune di Roccastrada, mostra che sarà inaugurata sabato 10 agosto alle ore 18 nei locali delle ex scuole di Torniella ora adibiti a spazi espositivi, in via Senese 21.
Questa iniziativa vuole mettere nel giusto rilievo quanta bellezza racchiuda l’arte di un pittore al quale Roccastrada e Piloni possono vantarsi di aver dato l’una i natali e l’altra lo spazio di vita e di lavoro.
Si tratta di Franco Soldatini (1927-1997) da tutti conosciuto come “Il Cangialli” e che forse non ha ancora ricevuto un riconoscimento adeguato alla qualità della sua opera.
Dalla sua vastissima produzione sono stati raccolti più di cento dipinti col generoso concorso di tanti prestatori senza i quali questa impresa sarebbe stata irrealizzabile. Vederli esposti gli uni accanto agli altri offrirà una estesa panoramica della grande “poesia dipinta” che, giorno dopo giorno, il Cangialli ha creato ispirandosi alla natura del luogo e alla vita dei suoi abitanti.
La mostra resterà aperta tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 18 alle 23 fino al 25 agosto.
Dal 29 agosto sarà riallestita nella Sala dello Scriptorium dell’Abbazia di San Galgano con la collaborazione e il patrocinio della Proloco e del Comune di Chiusdino. Sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19 e chiuderà i battenti l’8 settembre.
Per informazioni: Torniella tel.342 0903972
San Galgano tel.0577 756738

Con il contributo di

Zoltán in Maremma (e dintorni) – notizie pibinko.org del 29/7/2019

Anzitutto: prendete nota del prossimo appuntamento geomusicale con la Jug Band dalle Colline Metallifere, giovedì 8 agosto a Tatti, a cura dell’associazione Con Tatti!

Poi…

Nei giorni scorsi siamo stati con Zoltán a fare rilievi e presentazioni legate alla protezione e alla promozione del cielo notturno e alla riduzione dell’inquinamento luminoso in varie parti della provincia di Grosseto e dintorni prossimi. Le presentazioni sono state due, una un po’ più istituzionale a Marina di Grosseto, e una più informale, ma molto interessante, a Tatti (nella foto).

Nel frattempo, oltre alle misure notturne il professore ha potuto conoscere meglio i luoghi e alcune delle tipicità meno note della zona, come le pappardelle al cinghiale e la palla a 21 (domenica 28 a Scalvaia), antico gioco con profondi intrecci con la buiometria partecipativa, come spiegato in questo articolo dell’anno scorso.

A seguire (servono alcune elaborazioni che si fanno male in viaggio) arriveranno anche le immagini raccolte dal professore e altre sue considerazioni circa la qualità del cielo notturno in Maremma.

Si prosegue quindi con:

Per informazioni: info@pibinko.org

Cinque camminate intorno a Tatti (GR)

Nel mese di luglio 2019 sono state pubblicate alcune mappe con passeggiate semplici da fare intorno al borgo di Tatti, frazione di Massa Marittima (GR). Gli itinerari sono stati suggeriti da Auro Luti, esperto conoscitore dei luoghi, e permettono di esplorare i dintorni del paese con percorsi abbastanza brevi, mediamente sui 5 km.

Una peculiarità delle mappe è che vi potete trovare anche nomi di luoghi che non fanno parte della cartografia ufficiale, ma sono stati raccolti nei mesi scorsi tramite interviste e ritrovi con la comunità di Tatti, oltre al perimetro degli usi civici del paese.

Le mappe sono disponibili presso l’Agricampeggio Ixtlan e la Fattoria di Tatti, che si ringraziano assieme agli Usi Civici per il supporto nella realizzazione delle mappe.

Per informazioni: info@pibinko.org

boscoriserva n°25 del 18/7/19: Ravi Shankar

La settimana di boscoriserva dedicata al blues non poteva concludersi che con uno dei più grandi bluesmen che abbiano calpestato i palchi del festival: Robindro Shaunkor Chowdhury, in arte Ravi Shankar, soprannominato da George Harrison dei Beatles “il padrino del sitar”.

La civiltà e la società indiane mi affascinano. Negli anni ’80 del secolo scorso ebbi anche un mezzo invito a fare un viaggio in quel subcontinente, ma per qualche motivo non colsi l’opportunità, o forse -più semplicemente- non ero pronto. E per andare venendo da qua bisogna essere pronti.
Voglio dire, ci puoi andare in qualsiasi momento, se hai i piccioli per il viaggio, e poi -quando sei – come fai a far valere il prezzo del biglietto, se non sei pronto? Ma questo non è tema da approfondire di venerdì. Di venere né di marte ci si sposa né si parte, tantomeno per l’India dentro di voi.

Tornando alla musica…dicono i libri che l’omo è nato in Africa, e lì ha pure imparato a suonare e ballare. Non so cosa sia successo tra la valle dov’era lo scheletro di Lucy e l’India, ma nelle lande orientali dell’orbe terracqueo ha imparato a suonare e cantare con eleganza e soavità, e di questa eleganza e soavità, quella indiana è quella che mi suona meglio, anche se non capisco le parole.

Curiosità su Ravi Shankar (essendo un artista a me poco noto sono andato a documentarmi…): come diceva Guzzanti su riedughescional ciannel…”lo sapevate che Norah Jones è sua figlia? Sapevatelo, su boscoriserva, e grazie a Uichipìdia”.

Il brano…e non è male, non è male…potrebbe essere uno shuffle delle loro parti, ditemi voi.

boscoriserva n° 24 del 17/7/19: 4+20

Questo è un blues che non è suonato in forma di blues.

Dopo Janis, mi tocca giocare un carico anche oggi, forse per compensare il presunto ritardo nell’ora di pubblicazione del boscoriserva, forse perché era da 24 giorni che questo pezzo lo tenevo lì, forse…perché, come diceva quel cantautore allegro con la erre moscia, è difficile spiegare, è difficile capire, se non hai capito già.

Immorale, imcome imdice imquello, cambiate accordatura. Abbassate il Mi basso al Re, come Tom Morello in Killing in the Name Of  [nota: link sconsigliato agli lettascoltatori non accompagnati da persone spietate], cominciate a svincolare il movimento del pollice da quello delle altre dita, e magari fatevi dare due lezioni di fingerpicking.

Poi siete pronti per suonare questo pezzo. Se poi lo volete sentire, lo potrete fare in modo diverso a seconda dei vostri ingredienti. Ma questo proverò a spiegarlo in un prossimo articolo, se metto troppe cose tutte insieme (too much information, dicono i trans-atlantici).

La versione del brano è “come se fosse stato” a boscoriserva, e ha un misterioso prologo parlato che mi sono peritato di trascrivere e tradurre alla vostra grazia.

you know we think about that shit that guy was saying | sapete, se pensiamo alle cazzate che stava dicendo quel tipo
and we look at these fur coats and pretty guitars and fancy cars | e guardiamo queste pellicce, ‘ste chitarre carine e le belle auto
and say wow, man, what am I doing, you know | e diciamo “caspita, che cosa stiamo facendo…”, sai
so, when somebody gets up and freaks out like that, you know | allora: quando qualcuno si alza e sbrocca così
it kinda strikes a nerve and you end up right back in that old trap | ti tocca tipo un nervo, e ti ritrovi dritto nella solita trappola
and where that guy is at is in that same trap, and that’s getting mad about somethin’ | e dove sta quel tipo, è in quella trappola, che consiste nell’infuriarsi per qualcosa.

and then you know, nothing, you know,.. and I had some guys around to love me out of it | e poi, sai…niente…sai…io avevo degli amici che me ne hanno tirato fuori volendomi bene [ma

l’italiano rende meno]
and I was lucky. | e sono stato fortunato
We gotta just …let it all be… | noi dobbiamo solo…lasciar fluire le cose
‘cause it all will be how it’s gonna | ché tanto sarà come deve essere

Four and twenty years ago, I come into this life, | ventiquattro anni fa sono venuto in questa vita
The son of a woman and a man who lived in strife. | figlio di una donna e un uomo che vivevano nelle difficoltà
He was tired of being poor and he wasn’t into selling door to door |lui era stanco di essere povero, e fare il venditore porta a porta non era la cosa giusta per lui
And he worked like the devil to be more. | e lavorava come il diavolo per essere di più

A different kind of poverty now upsets me so. | ora c’è una diversa porvertà che mi fa arrabbiare
Night after sleepless night, I walk the floor and I want to know- why am I so alone? | una notte insonne dopo l’altra, mi aggiro sul pavimento e voglio sapere: perché sono così solo?
Where is my woman can I bring her home? Have I driven her away? Is she gone? | dove sta la mia donna….la posso portare a casa? L’ho fatta scappare? E’ andata via?

Morning comes to sunrise and I’m driven to my bed. | arriva il giorno, con l’alba, e vengo spinto a letto
I see that it is empty and there’s devils in my head. | vedo che è vuoto, e questo demonio mi sta in testa
I embrace the many colored beast. I grow weary of the torment, can there be no | abbraccio la bestia multicolore, mi stanco di questo tormento, è possibile che non ci sia pace?

peace?
And I find myself just wishing that my life would simply cease. | e mi trovo giusto a desiderare che la mia vita che la mia vita semplicemente cessi

Giovedì 25-7-19: Il cielo notturno…dalla puszta ungherese alle colline della Maremma (Terme Marine Leopoldo II, Marina di Grosseto)

Giovedì 25 luglio presso l’Hotel Terme Marine Leopoldo II di Marina di Grosseto dalle 18.30 alle 20 si terrà una presentazione della missione del professor Zoltán Kolláth, docente di astrofisica presso il Savaria University Centre, Eötvös Loránd University, Szombathely, Ungheria.

Il professore, che è una delle massime autorità mondiali nel settore degli studi sull’inquinamento luminoso, si trova in Italia nell’ambito di una collaborazione con il progetto BuioMetria Partecipativa, e torna in zona dopo quattro anni, avendo partecipato nel 2015 a una campagna di rilievi in Val di Farma.

Nell’incontro del 25-7 potrete conoscere meglio le attività di misurazione che si svolgeranno nelle notti successive in varie parti della Maremma (che assieme a buona parte della bassa Toscana è una delle aree d’Italia con la miglior qualità del cielo notturno), e comprendere come questo -oltre a costituire un elemento di suggestione- può diventare una risorsa per il territorio.

Cittadini, imprenditori e amministratori possono venire a sentire le esperienze del professor Kollath, che in 15 anni in Ungheria ha sviluppato una filiera in cui spazia dalle attività di ricerca scientifica, all’educazione ambientale, fino a interventi di riqualificazione degli impianti di illuminazione che coniugano efficientamento energetico e rispetto dell’ambiente, creando vari “parchi delle stelle”.

Ultimo, ma non ultimo, qualora foste interessati a collaborare con il progetto BuioMetria Partecipativa, avrete l’occasione di conoscere le attività di citizen science che questo progetto porta avanti dal 2008, e di cui anche voi potrete essere protagonisti nei mesi a seguire.

Per maggiori dettagli sulla “campagna buiometrica 2019” si veda anche questo articolo.

E’ gradita conferma di partecipazione all’indirizzo bmp@pibinko.org o al 3317539228

boscoriserva n° 23 del 16/7/19: un cambio è andrà venire

I Canned Heat sono più famosi per due pezzi, che sono “Goin’ up the country” e “On the road again”, uno più rock e uno più blues. Per quanto pezzoni, sono anche diventati un po’ tormentoni per chi è aficionado.
Sono andato allora a pescare un terzo pezzo, che ci aiuta ad allungare la linea blues al terzo giorno della quarta settimana di boscoriserva.

Che dire, è una canzoncina standard per questo genere nato, come dice qualcuno a Napoli, e poi arrivato nel delta del Mississippi attraverso il Brasile (da “La vera storia del Blues” di Giancarlo da Miele, Casa editrice Mezzocannone, Pontecagnano, SA)

Il pezzo trascina, ti ricorda il cantante del Banco del Mutuo Soccorso, ma soprattutto ci colpisce come ennesima riprova del fatto che nel festival furono veramente e prevalentemente tre giorni di pace, amore e musica.

Quando mai, in un evento cultural-musicale con chi dice centomila, chi trecento, chi usa potenze del non numerabile persone e questioni di sicurezza inenarrabili, potreste altrimenti vedere uno spettatore che sale sul palco per farsi dare una sigaretta dal cantante?

Il testo, non del tutto comprensibile, ci ricorda una volta di più che siamo lontani da casa, che siamo a dei bivi o a dei quadrivi e, visto che non basta mai, che l’amicizia è importante.

Il grande tubo propone il brano completo con varie foto di scena, ma per vedere l’episodio della sigaretta bisogna andare al brano incompleto, che è riportato sotto in video.

Notevoli anche le linee di basso che a in uno degli assoli di chitarra scavalcano lo strumento principale. Grazie una volta di più ai fonici sfasati e ad Albert Hoffman per aver reso possibili queste testimonianze.

Canned Heat
I said I believe… | ho detto che credo
yeah ‘bout a change is gonna come | sì, che che stia per arrivare un cambiamento

I said I believe…
yeah people the change… will surely come | sì, gente, il cambiamento verrà senz’altro

We’ll all have good peace of mind | avremo tutti la serenità mentale
Lord, our freedom will surely surely come | Signore, la nostra libertà arriverà sicuramente

Yeah, I believe in the morning | credo che la mattina
I believe I go, oh, back home | credo che tornerò a casa

Well, I’ll said I believe I’m gonna get up in the morning | credo che mi alzerò la mattina
yeah, people I believe, I’m gonna go back home | e, gente, credo che andrò a casa

Well, now I gotta find my little mama | devo trovare la mia piccola ragazza
You know I gotta have have some riding (o magari writing?) to be done | e andremo a scrivere qualcosa (ma mi sa che dice riding)

Well I’m standing at the crossroads, my friend began to yell and shout | be’, sono qua in piedi all’incrocio, e un mio amico a cominciato a urlare
Well I’m standing at down the crossroads, Lord I’m trying to stand it all by myself | be’, sono quaggiù all’incrocio, e cerco di sopportare per conto mio

well. now.as long as I got myself a friend, Lord I can’t ask further | be, ora, sino a che ho un amico per me, Signore, non posso chiedere di più

[Guitar solo]

Well, when you’ve got yourself a good friend | quanto hai un buon amico
you are the luckiest man on earth | sei l’uomo più fortunato sulla terra

I said you got yourself a good friend |ho detto hai un buon amico
yeah now you know you’re the luckiest man on earth | e ora sai che sei l’uomo più fortunato sulla terra

‘couse you’ve got love in your heart | perché hai amore nel cuore
Lord that’s good… [….] | Signore, questo è bene…

[Guitar solo]

oh you gotta cool down | e vi dovete rilassare

Well, what you gonna do | Be’, che cosa farai
when your troubles sure do get like mine | quando i tuoi problemi diventeranno come i miei

I said what you’re gonna do babe | ho detto, che cosa farai, giovane
yeah when your troubles show you [….] | sì, quando i tuoi problemi ti mostreranno […]

Well, now you take youself a mouth full of sugar |be’, ti prendi una boccata di zucchero
you drink yourself a […] bottle turpentine | e ti bevi una bottiglia di acquaragia

Well I believe in the morning yeah
[….]

I said I believe in the big time | credo che il tempo
lord running muuuch too slow | stia andanto troooopo lentamente

Well, I gotta find my little rider | be’, mi devo trovare la mia piccola conduttrice
you know this time I’m goin’ back home | e stavolta

Well, I believe in this time on
Lord I won’t be back for long

Well, I believe in this time …
Lord people I won’t be back… go home

Well, now I got myself a grand of nothing | be’, ora mi ritrovo una gran pila di nulla
child don’t you know it’s shocking I’ve been told |e bimba non sai quanto sia scioccante, mi hanno detto

Yeah

You gotta kind of watch yourself up here…thank you man! | devi tipo stare attento quassù, grazie, amico