Terminato il progetto “Loss of the Night”, prosegue la BuioMetria Partecipativa

Con il mese di ottobre si è chiuso il progetto comunitario “Loss of the Night”, finanziato nell’ambito del programma COST dell’Unione Europea, avviato nell’autunno 2012.

In questo articolo diamo una breve sintesi del progetto e delle relazioni di questo con l’Italia.

Premessa

nspow_0002_giussani_sgalganoLa luce artificiale notturna, se utilizzata in modo eccessivo o improprio, determina inquinamento luminoso ed è un problema per gli effetti su salute umana, fauna, flora, paesaggio e consumi energetici.
Tale problema può essere controllato senza compromettere le necessità di illuminazione per la sicurezza e la fruibilità degli ambienti notturni.
In questo senso, negli anni sono state messe a punto linee guida e leggi per la riduzione dell’inquinamento luminoso, derivate storicamente dall’esperienza degli illuminotecnici e degli astronomi e astrofili (che furono i primi, già agli inizi del secolo scorso, ad avvertire la questione inquinamento luminoso). Molti progressi sono stati fatti in questo campo, soprattutto negli ultimi 10-15 anni; tuttavia, una comprensione complessiva dei rapporti causa-effetto tra luce artificiale notturna e ambiente, e quindi la definizione di strategie efficaci per il controllo dell’inquinamento luminoso, non è ancora stata acquisita.

La rete europea

La rete Loss of the Night (“perdita della notte”) nacque quattro anni fa con l’idea di mettere a confronto tecnici e ricercatori interessati a valutare gli effetti della luce artificiale notturna in un ambito interdisciplinare, secondo una tendenza avviata già negli anni precedenti nello studio dell’inquinamento luminoso, ma sino a quel momento non strutturata nell’ambito di un progetto internazionale.

Attivarti.org fu invitata a partecipare al progetto sin dai primi passi, date le esperienze maturate sia nella divulgazione che nel monitoraggio e la citizen science grazie al progetto della BuioMetria Partecipativa e al CORDILIT.

Dal febbraio 2013 Attivarti.org ha operato come rappresentante dell’Italia nel comitato di gestione della rete, affiancata nel 2014 dall’Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze.

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Alla rete Loss of the Night hanno aderito circa 40 organizzazioni da 18 nazioni, favorendo lo scambio di conoscenze tra esperti appartenenti a numerose discipline: oltre a un nucleo di ecologi e fisici, abbiamo incontrato cronobiologi, statistici, sociologi, gestori di riserve naturali e di parchi astronomici e illuminotecnici, solo per citare le principali specializzazioni.

 

La rete Loss of the Night ha contribuito a:

Altre ricadute in Italia

La partecipazione alla rete Loss of the Night ha aiutato Attivarti.org a stabilire nuovi contatti anche in Italia.

In ambito scientifico, oltre alla già citata collaborazione con l’Istituto di Biometeorologia (che ha installato alcuni sensori per il monitoraggio della qualità del cielo notturno e sta svolgendo studi sull’effetto della luce artificiale notturna sugli alberi di Firenze), alla fine del 2015 è stata avviata una collaborazione col Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, che sta studiando l’effetto dell’inquinamento luminoso su microorganismi della battigia. Si sono avuti contatti preliminari con altri ricercatori a Trento, Bologna, Venezia e Milano, e abbiamo anche avuto modo di conoscere alcuni giovani ricercatori italiani che attualmente operano all’estero.

Dal punto di vista della divulgazione, Attivarti.org ha poi svolto alcuni stage con la Scuola Superiore di Mediazione Linguistica di Pisa, per la traduzione di interviste e materiale illustrativo in inglese e spagnolo.

Attivarti.org ha inoltre tenuto lezioni in Portogallo e in Catalogna per illustrare il tema luce artificiale notturna e presentare le esperienze svolte dalla BuioMetria Partecipativa presso facoltà di archittura e design, e abbiamo avuto occasione di presentare la nostra attività anche in conferenze internazionali in Inghilterra (2014), Grecia (2015) e Romania (2016).

Abbiamo infine lanciato una serie di brevi interviste, pubblicate in italiano e in inglese, per dare voce a soggetti meno noti (giovani ricercatori, funzionari, passionisti) impegnati nel tema dello studio e la mitigazione dell’inquinamento luminoso.

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Un estratto del nuovo atlante mondiale dell’inquinamento luminoso (Falchi et al., 2016). La scala dal nero al bianco indica la qualità del cielo notturno. Nelle zone con colorazione dal nero al verde il cielo notturno è di buona qualità (visibilità della Via Lattea a occhio nudo).

In tutto questo periodo, non abbiamo comunque interrotto le attività storiche legate alla BuioMetria Partecipativa, con raccolta di dati ed eventi in varie parti del territorio nazionale, e la collaborazione nella rete di monitoraggio CORDILIT.

Concludendo…

Terminata la parte formale del progetto Loss of the Night (e ringraziando ancora i coordinatori, che ci invitarono nel 2012), rimane la rete di contatti avviati e si prosegue nella tutela e valorizzazione del cielo notturno, a partire dai territori di origine della BuioMetria Partecipativa -in Val di Farma, a metà strada fra Siena e Grosseto- e con l’interesse a sviluppare collaborazioni con soggetti su tutto il territorio nazionale e all’estero.

 

 

Per ulteriori informazioni: buiometria@attivarti.org

Foto in notturna: Abbazia di San Galgano (SI), Federico Giussani