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Farma Valley Winter Fest – Summary of Day 3

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Per avviare la giornata:

La terza giornata del festival d’inverno in Val di Farma -sintesi:

Un’anteprima del pomeriggio di domenica 18 con Peter Seeds e gli Etruschi from Lakota:

Grazie a Luciano Massetti, che oltre a fare ricerca sulla biometeorologia è anche un discreto fotografo, detto da un ignorante.

Dopo un sonno ristoratore, il Buongiorno con gli Etruschi si è svolto grosso modo tra le 12 e le 14.15.

Aspettando Andrea B. per andare a pranzo (e facendo nel frattempo ripartire Irene, che doveva andare a accende la caldaia) un gruppo estemporaneo composto da Dario e Roccia (voce e batteria degli Etruschi from Lakota), Edward noto Busisi (giovane allievo di Dario dalla sera prima), Peter Seeds e un membro dell’organizzazione del festival hanno avviato una sorta di workshop/jam session…tra le altre, si sono sentiti pezzi di Dio mio no, Aulin, Nella vena di vino, Elenoir, We will rock you, ‘na tazzulella ‘e café, Rosita  con intermezzi country. Roccia ha suonato la chitarra come chitarra, la chitarra come batteria e poi una sedia come batteria (per We will rock you, se no la chitarra la troncava).

Dopo un caffé (di circa mezz’ora) i musicisiti sono partiti per le rispettive prossime tappe.

Il Festival è proseguito verso Grosseto. Dopo una stazione di un’oretta al Caffé Ricasoli, tra le 21 e le 23.15 si è avuta la presentazione di m(‘)appare Maurizio Bacci, con excursus fotografici vari e stanchezza montante di chi scrive, per cui il resoconto si fa più vago.

L’appendice scansanese, pensata ieri sulla base di sviluppi dei giorni scorsi, è rimandata causa chiusura di qualsiasi spazio pubblico alle 00.23 di lunedì notte, orario di arrivo in paese.

Il Festival finisce qui, ma la storia continua…

  • Il programma era piuttosto denso, e abbiamo saltato alcune presentazioni (maglie ufficiali e attività produttive/associative, per esempio)…nessuno del pubblico ne ha sentito la mancanza, ma nelle prossime settimane senz’altro riprenderemo gli argomenti.
  • Per un reportage completo, aspettiamo a dopo le feste: a parte i telefonini, erano in azione almeno tre soggetti con foto (e in particolare attendiamo al tempo l’opera di Federico Giussani, video e altri supporti di registrazione.
  • Se il Festival vi è piaciuto: scriveteci.
  • Se il Festival non vi è piaciuto: scriveteci, e spiegateci perché.

Come scritto da qualche parte, il Festival d’inverno voleva essere un prologo a un periodo che si apre a fine anno e grosso modo porta al 9 giugno 2018, in cui ricorreranno i decennali di vari progetti avviati tra l’Altomilanese e la Val di Farma.

 

Farma Valley Winter Fest – Summary of Day 2

[TO BE TRANSLATED]

Per avviare la giornata:

Gli articoli sul Tirreno di ieri

 

 

Non c’entra niente col Festival d’inverno in Val di Farma, ma mi è sembrata una bella notizia da condividere e abbiamo detto che tutta questa operazione non è strettamente “pro loco” (pur essendo sicuramente “pro un loco”…o qualche spagnolo potrebbe dire “para unos locos“)

La seconda giornata del festival d’inverno sintesi:

Arriva una coppia sui 65 anni da Prato, che ha letto l’articolo sul Tirreno di ieri e vuole fare un itineriario trekking.

Dopo Roccia pervenuto sabato pomeriggio, con una puntualità quasi Svizzera è arrivato Simone Sandrucci (lead guitar degli Etruschi) con folta rappresentanza da Montecerboli.

L’aperitivo al bar, in stile icebreaker party, è subito sfociato in una jam session tra Wolfgang di Tatti e Simone (basso e chitarra).

Superato in snellezza un pranzo alla Casa del Chiodo, gli Etruschi assieme a Peter Seeds sono approdati alla sala della Banda di Torniella alle 16.

Prima delle 18.15 è cominciata la musica, terminata prima delle 20.

La presentazione della mappa di comunità della Val di Farma si è svolta tra le 21 e le 21.30 nella saletta della microbiblioteca/museo geologico del circolo ARCI.

La cerimonia di consegna dei buiometri assieme alle anticipazioni sui programmi 2017 di Attivarti.org e delle altre realtà associative partecipanti all’evento è stata spostata alla giornata di lunedì, dato innesco completamente volontario di una jam session al bar della Combriccola..cominciata attorno alle 22 con Peter Seeds e circa 20 presenti, si è conclusa quasi alle 02.00 di lunedì con Dario Canal e un altro che analizzavano Elderly Woman behind the Counter of a small Town.

Ricordiamo gli appuntamenti rimanenti.

NB: Vale sempre l’invito a leggere la guida al Festival.

Lunedì:

ore 12: buongiorno con gli Etruschi a Torniella (luogo da definire)

ore 15 circa – spostamento da Torniella a Grosseto via Roccatederighi

ore 19: Grosseto: Caffé Ricasoli –  – buonasera con il Festival d’inverno in Val di Farma

ore 21: Grosseto: centro commerciale Gorarella per m(‘)appare Maurizio Bacci

la chiusura del Festival è prevista attorno alla mezzanotte e si svolgerà a Scansano (ma non era un festival in Val di Farma e a Grosseto????)

per essere più sicuri di trovarsi: scrivete a mappare@attivarti.org

Comunicazione di servizio (facendo riferimento a quella di ieri)

Babbo Natale esiste ed è passato in anticipo: Roccia ha ricevuto 5 litri di benzina in tanichetta rossa.

[….continua]

p.s. la cosa che più mi ha colpito: la varieta di umori durante il concerto degli Etruschi

p.p.s. a fine festival seguirà foto reportage, con qualche estratti video

Farma Valley Winter Fest – notes from Day 1

[TO BE TRANSLATED]

Per avviare la giornata:

Gli articoli sul Tirreno di ieri

 

La prima giornata del festival d’inverno sintesi:

Code di piccoli e grandi preparativi, tra la preparazione del palco per i gruppi della sera, la stampa della bozza di mappa di comunità della Val di Farma, la realizzazione di una gigantografia di dimensioni 60×80 cm dell’articolo uscito nella pagina “Cultura” del Tirreno di sabato 17 e una trasferta a Grosseto per procurare una muta di corde phosphor bronze per Peter Seeds.

I Regars e gli Officina hanno poi allietato la serata, unendo la freschezza di ventenni appassionati di Rino Gaetano all’amarcord intramontabile dei più maturi ma sempre mordaci chiusdinesi, affiancati da Stefano Lanforti di Torniella alle tastiere.

Nel pomeriggio si è manifestata un’avanguardia degli Etruschi from Lakota: Luigi Ciampini, detto Roccia, è stato paracadutato “oltre le linee amiche” verso le 18.10. Ha quindi avuto modo di iniziare a conoscere più da vicino alcuni dei personaggi della Val di Farma, distribuire a giovani e meno giovani qualche adesivo del gruppo, e avviare un profondo dibattito musicale con Peter Seeds.

La serata si è conclusa attorno alle 02.40 di domenica con un nuovo soprannome da assegnare a Luigi: Bob ha proposto di chiamarlo “Sasso” anziché “Roccia”. Durante il proseguimento dei lavori si valuterà il da farsi.

Ricordiamo gli appuntamenti rimanenti.

NB: Vale sempre l’invito a leggere la guida al Festival.

Domenica

La valle, fresca ma soleggiata, vi aspetta per escursioni e passeggiate a tema libero. Per suggerimenti di itinerari, una volta arrivati potete chiedere alla Casa del Chiodo a Piloni, o al Bar la Combriccola di Torniella.

Dalle 16 circa sarà possibile visitare la sala musica della Banda di Torniella dove, in parallelo al sound check dei gruppi del pomeriggio, alcuni componenti della banda saranno felici di raccontare la storia passata e recente di questa interessante realtà, attiva dal 1887.

Alle 18 si comincia con la musica, e dalle 21 si terranno, in parallelo a eventuali sessioni musicali improvvisate che si potrebbero sviluppare:

la presentazione della mappa di comunità della Val di Farma
la consegna dei buiometri
le anticipazioni sul calendario 2017 di Attivarti.org e delle altre realtà associative operanti sul territorio (e qualche nota su come sostenere queste realtà).

Lunedì:

Un programma più rifinito sarà pubblicato lunedì mattina, dato che vogliamo tener conto dell’andamento della domenica.
Si prega quindi di fare riferimento per il momento alla locandina ufficiale del festival, con l’aggiunta alle ore 19 di lunedì di una sosta di un’oretta bòna (o “di un’oretta, bòna”) al Caffé Ricasoli di Grosseto, eccezionalmente aperto di lunedì e con addobbi natalizi che fanno concorrenza a Macy’s di New York,

Comunicazione di servizio

Roccia è quasi senza benzina. A meno che non decida di stabilirsi in Val di Farma dopo questa esperienza, lunedì dovrà prima o poi tornare verso Castelnuovo Val di Cecina con il suo mezzo. Se qualcuno avesse voglia e tempo di procurare una tanichetta da 5 litri e portarcela, gli si paga e intanto noi ci si concentra sui preparativi della giornata.

[….continua]

p.s. la cosa che più mi ha colpito: l’espressione, tra l’incuriosito e l’attento, di chiunque abbia visto leggere gli articoli a pag. 23 del Tirreno….che ora sono anche disponibili online: vedi

p.p.s. a fine festival seguirà foto reportage

Our Festival, at Last (Il Tirreno, Dec. 17, 2016)

This is the translation of an article published on page 23 (Culture) of Il Tirreno on Dec. 17, 2016. Il Tirreno is one of the two main newspapers published in Tuscany (the other one being La Nazione). This article was requested as a sidebar post to the main article about the Farma Valley Winter Fest by Giovanna Mezzana.

Andrea Giacomelli, creator and founder of Attivarti.org, explains how the three-day event hosted by the Farma Valley was born

by ANDREA GIACOMELLI*,  MS in Environmental Engineering, PhD in Hydrology

A three-day event with a foundation of music and pillars of science and culture is an idea we were thinking about since 2010. This was the time of the first New Year’s Eve party in Piazza del Popolo.
Back then we hired a psycho-garage-beat band to commemorate three years of stories, which had started with the Palla a 21 in Chicago project, and to give a meaning to a turning point in a journey which is continuing since then. In addition to several residents, some forty people from out of Tuscany attended: these were not just fans of the band, but also people who were following our initiatives and was curious of getting to know our base camp.

Once the group had left, the first question by Antonella Pocci, who was at the time the owner of the bar la Combriccola in Torniella, was: «When are we re-doing this?». The answer was the idea of a three-day festival, to be called Bosco Riserva. This name on one side represented the intentional mis-translation of the word Woodstock, and on the other side hinted to the vastness of the woodlands in the Farma Valley, and to the natural reserves it hosts. Once the project was written, we just needed to find the right opportunity to perform it.

The conditions appeared three weeks ago. We found ourselves with: a birthday party shifted by two weeks to wait the arrival of a colleague who could not miss the event; the lack of a secretary for Etruschi from Lakota, so that a date originally set for Dec. 17 needs to be moved to Dec. 18 because Simone Sandrucci [lead guitar]forgot about his students’ end-of-year performance in Pontedera; the urge to go live by some folks in Chiusdino (but with a keyboard player from Torniella); an evening scheduled with a photography association in Grosseto, which always proposes events on Mondays; a draft map compiled by Enzo Panerati from Torniella and Paola Bartalucci from Piloni, laying there since months, which we wanted to share with folks from the villages more or less during Christmas time.

In case of rain, the Valley has premises to host a group of friends, so we said: «This looks like our festival». Some see in this a line of serendipity, others an upstream journey going on for ten years and counting. It would be really interesting to know what you think about the case: write to mappare@attivarti.org, and the most original answer will receive a gift from “the Valley that’s not there”.

 

[translation by pibinko]

Come to measure the dark skies in the “Valley that’s not there” (Il Tirreno, Dec. 17, 2016)

The Farma Valley Winter Fest was launched by Il Tirreno (one of the two newspapers published in Tuscany) on page 1, with a clip inviting people to read the article on page 23 (Culture). The translation of the full article is provided below, with some added hyperlinks and notes to provide some context to the reader. 

As a sidebar item, I was invited to write a short article explaining how the Festival was conceived. This article is also on the same page, and an English translation is provided in a separate blog post.

 

 

 

“Between the Farma and the firmament”

Come to measure the dark skies in the “Valley that’s not there”

Half way between Grosseto and Siena, in the hamlet of Torniella, the Winter Festival about mapp(ear)ing – by Giovanna Mezzana

GROSSETO. Saturday, Dec. 17, 2016 a Winter Fest is starting in the “Valley that’s not there“. This may be found, provided you have the right map. The key is m(’)appare [an Italian neologism created by the pibinko in 2008, combining mapping and beholding], i.e. to look with an eye going beyond geographic, social or cultural conventions. The Valley that’s not there is the Farma Valley, which is no more in the province of Siena, but not quite yet in Maremma.

The Band of Torniella during the traditional First of May celebrations in Torniella (photo by Andrea Giacomelli)

If you take a map of Tuscany and you draw a line joining Grosseto to Siena, half way you will find Torniella. This is a tiny hamlet, part of the municipality of Roccastrada. It all starts from here. The first reunion is today, but the Festival will continue tomorrow and Monday in Piazza del Popolo. The main premises for the festival are the Torniella Band headquarters, because in this event musicians provides a soundtrack, but also significant organizational support.
WHERE IS IT. One life ago, travellers could reach these places by following the old State Road connecting Arezzo to Siena and proceeding South to Grosseto. Nowadays [following the opening of the new state road in 1974, which bypasses the hamlets] tourists come here by accident.

Besides: why delve in this desolate moor, where orientation is provided by hand-painted signs made by residents, when close by you have San Gimignano? Still, somebody decided to hold in this spot, and in full Winter, a festival. All the events unwind between  Torniella, Piloni, and Scalvaia – three hamlets where hunting and ancient traditions have not been lost. These settlements all lie in the range of a few kilometers, but the Valley covers approximately 120 square kilometers.

The hamlets of the Farma Valley. The photo is taken from Piloni. Torniella is in the centre and Scalvaia at the horizon (photo by Andrea Giacomelli)

THE FESTIVAL. There will be three days of live music, with five sets including a concert by Etruschi from Lakota (Sunday, Dec. 18); hiking around the valley, and meals with local delicacies. The closing of the festival will be an evening lecture on photography, on Monday Dec. 19 in Grosseto. Hosted by the Riflessi Photo Club there will be a presentation on “40 anni of shooting environment and territory”, i.e.  “m(’)appare” Maurizio Bacci.

In addition, the festival will have more presentations and ceremonies a little out of the box. For instance, on Sunday Dec. 18, at 10PM, in Torniella you will find the handover of the dark sky meters. Wanna monitor some dark skies? You couldn’t find a better place: the Valley that’s not there is one of the darkest locations in Bella Italia, or -if you prefer- the place where the sky reveals all of its firmament given the very low levels of light pollution compared to other locations.

For more information, you may visit www.attivarti.org, the site of the association promoting the three-day event, and check out the Farma Valley Winter Fest section. Reservations can be made on +39 351 133 7020, or you may write to mappare@attivarti.org. This also applies in the case that you may not be able to attend, but are interested to past and future activities of this type.
BEHIND THE SCENES. The three-day event is a birthday party. It celebrates ten years of activities by a team active since 2006, whose non-profit operations have converged into Attivarti.org, aka the m(‘)appare association, created in 2011 in Torniella. The creator and founder of the association is an environmental engineer with a PhD in hydrology: Andrea Giacomelli.

Let us rewind the tape: in 2006 Andrea Giacomelli has an idea spinning in his mind: to bring to Chicago, Illinois, the game of Palla a 21 (or palla eh!), an ancient game still played in the hills South of Siena and in the northern fringes of the Tuscan Maremma. He calls his uncle, Augusto Cerreti -from Torniella- and asks him to help him to set up a team. On January 4, 2007, at La Combriccola (the bar in Torniella), we find: Mario Straccali, electrician at Lucchini in Piombino, Claudio Spinosi aka Bob, construction guy, both from Torniella. We then have Alessio Serragli, 25,  anni, surveyor from Scalvaia; Andrea Bartalucci, the bartender, from Piloni. And Palla 21 will eventually land in the US of A.

This is the model of all activities by Attivarti.org è questo: the expertise of engineers, ICT specialist, geographers, and archaeologists merge with traditional knowledge and local heritage, in this case from the three Farma Valley hamlets. The result is amazing.

The shadow of the Torniella bell tower cast in the sky, captured by Zoltán Kolláth,  a Hungarian astronomer. The picture was taken during the 2015 intercomparison campaign of the Loss of the Night Network.

M(’)APPARE. The association has created and distributed digital content, photo exhibitions, citizen science campaigns,  ottava rima workshops, and coverage of events. This is how it investigates with an “alternative” eye the dynamics of areas unknown to most, and it promotes their cultural and environmental assets.  It recognizes the “breath” of a place, somebody might say its Genius loci.

An example? At 9PM, on Sunday Dec. 18, in Torniella there will be the presentation of the Farma Valley community map. The official cartography of the area has been given to hunters and mushroom seekers of the Valley, who have been asked to integrate the maps. This has led to a bottom-up mapping exercise, where place names which were precisely known just by a handful of people are now documented and available to all the community and future visitors of the Valley.

All set for the Farma Valley Winter Fest: three days of Pici, Love, and Music

[TO BE TRANSLATED]

Ci si avvicina al Festival d’inverno in Val di Farma: Sei momenti musicali, cinque soggetti organizzatori, quattro locali per mangiare, tre giorni di eventi, due versanti di una valle e un ombrello che pare non dovrebbe servire.

A dodici giorni dal lancio ufficiale, avvenuto il quattro dicembre, in Val di Farma (a metà strada tra Siena e Grosseto) i circa quattrocento residenti invernali di Piloni, Torniella e Scalvaia si preparano per l’avvio di un evento inedito, almeno per quanto ne sanno quelli che abbiamo invitato: un festival d’inverno in un posto dove le cose succedono, quando va bene, d’estate.

Non che in Val di Farma d’inverno non succeda nulla, oltre alla routine casa-lavoro anzi: funghi, caccia, campionati di calcio amatoriale, partite di carte infinite e passeggiate o pedalate nei boschi…ce n’è un po’ per diversi i gusti.

Ma è vero che per sentire musica e conoscere gente nuova bisogna come minimo andare a Roccastrada o Monticiano (rispettivamente 14 km a sud e a nord), e una volta conosciuti tutti quelli che trovi lì, andare a Grosseto, Follonica o Siena, od oltre.

Il programma del festival è sintetizzato nella locandina/invito diffusa il 4 dicembre scorso. Diamo sotto qualche dettaglio in più.

Vari servizi meteo prevedono sole per tutti e tre i giorni, e quindi vale l’invito che trovate sulla locandina a venire in Val di Farma prima delle performance musicali per fare due passi e magari mangiare un boccone. Per indicazioni sul come/dove/quando vi invitiamo nell’ordine a:

  • consultare la breve guida che è stata predisposta per l’occasione
  • fare riferimento ai punti informazioni che troverete segnalati a Torniella e Piloni una volta arrivati
  • scrivere a mappare@attivarti.org

I momenti di ricreazione cominceranno sabato dopo cena, con due cover band dalla Val di Merse: i Regars e gli Officina.

Domenica si riprende attorno alle ore 16, con una visita agli archivi della Filarmonica di Torniella, contenenti strumenti antichi, fotografie a partire dagli anni ’20 del secolo scorso e altre testimonianze di questa piccola ma dinamica realtà musicale.

Per le 18 si vuole cominciare con la parte musicale del secondo giorno: aprirà Peter Seeds alias Pietro Crivelli, chitarrista folk-country residente dal 2011 a Piloni, ma con alle spalle 40 anni di peregrinare tra Seattle, Bali, India e Firenze. Seguiranno gli Etruschi from Lakota, gruppo emergente sul panorama nazionale, da Montecastelli Pisano e in procinto di lanciare il loro terzo album.

Attorno alle 20 chi avrà fame potrà andare a cena, e chi per mezza giornata vivrà non di solo pane potrà entrare in uno spazio non programmabile di bis e jam session. Considerando che i concerti si svolgono nella sala musica di una banda filarmonica non siamo in grado di determinare questa parte del programma, ma la sensazione è che possa essere interessante.

Indipendentemente dagli sviluppi musicali dopo le 20, alle 21 l’appuntamento sarà sempre nello stabile della Filarmonica, per presentare la prima versione della mappa di comunità della Val di Farma, realizzata a partire dalle indicazioni di fungaioli e cacciatori.
La chiusura di domenica sarà attorno alle 22, con il prestito di due “buiometri” a persone che nel corso dell’inverno eseguiranno misure di inquinamento luminoso nell’ambito della BuioMetria Partecipativa progetto di citizen science attivo in ambito europeo dal 2008 e nato proprio in Val di Farma.

Per chiudere, verrà data un’anteprima del programma 2017 dell’associazione Attivarti.org.

Durante tutto il festival sarà attivo un punto informazioni sulla Valle e sulle varie realtà partecipanti alla realizzazione del Festival

Siamo a lunedì: attorno a mezzogiorno è previsto un “buongiorno con gli Etruschi”, tutto da inventare. Al momento sappiamo solo che a quell’ora dovremo essere svegli e presenti. Chi ci sarà, vedrà, e gli altri vedranno le foto, dopo.

La manifestazione poi nel corso del pomeriggio si sposterà su Grosseto, con stazioni in vari punti della città che verranno annunciati lunedì stesso, per chiudere presso il centro commerciale di Gorarella con una presentazione a tema fotografico.

La pagina: http://attivarti.org/v2/festival-dinverno-in-val-di-farma/ offre diverse informazioni sulla programmazione musicale, le opzioni per mangiare, dormire e usufruire di altri servizi nella valle, e altre informazioni di carattere generale. Queste saranno utili soprattutto ai non residenti per godere appieno della tre giorni.

E’ sempre consigliata la preiscrizione al Festival (libera e gratuita); inoltre si invita chi non può venire a segnalarcelo, se fosse interessato a future iniziative analoghe.

Il Festival è organizzato da un’associazione temporanea interessante di varie realtà associative e imprenditoriali: pibinko.org, attivarti.org, il progetto BuioMetria Partecipativa, la Filarmonica di Torniella, la Pro Loco Piloni-Torniella, l’associazione fotografica Riflessi di Grosseto, l’agriturismo Casa del Chiodo e gli Etruschi from Lakota.

Gli organizzatori invitano i partecipanti a bere responsabilmente (saranno disponibili alcuni etilometri monouso), guidare con prudenza, e rispettare l’ambiente dei paesi, così come quando vanno a fare le escursioni nelle aree del Belagaio o dei Canaloni vedono l’invito a rispettare la Natura. Nella breve guida alla Val di Farma scritta per il Festival troverete indicazioni pratiche in questo senso.

Vi aspettiamo.

 

Per informazioni: mappare@attivarti.org

The “alpha” release of the Farma Valley Winter Guide (for the Winter Fest, but not only)

…the beta version will be released around Dec. 20.

The current version is mainly targeted at participants to the upcoming Winter Fest. For the moment it is in only Italian, so please bear with if you are interested in an English version (or other languages…we normally work also in French and have locals with German, Spanish, Portuguese, etc.)

For inquiries: info@pibinko.org

Breve guida alla Val di Farma

 

 

Moonshine in Certopiano (Farma Valley, Southern Tuscany)

[click on the image for a higher resolution version…you will appreciate Orion about to set on Montalto]

 

  • Around 4.45AM, Dec. 13, 2016, temperature -1 °C
  • Moonshine: circa 0.2 lux (very sharp shadows and colour perception)
  • Single shot with a Canon EOS 550D. 10-second exposure, 6400 ASA.
  • various photographic issues may be improved (but hey: we’re on day -4 to the Farma Valley Winter Fest, so please allow us some license to thrill)

A Winter Fest where things happen, if at all, in the Summer

[TO BE TRANSLATED]

Musica, fotografia, open data, monitoraggio del cielo notturno e pici all’aglione: tutto insieme senza fare indigestione.

Se avete fretta, saltate direttamente alla pagina del Festival d’inverno in Val di Farma. Altrimenti, mettete un po’ di sottofondo soft, e procedete:

I canaloni sul torrente Farma in autunno (foto A. Giacomelli, 2016)

Dal 17 al 19 dicembre 2016 la bassa Toscana ospita un evento forse non inedito, ma senz’altro particolare. Proponiamo un festival d’inverno nella periferia di un territorio che d’inverno offre molto meno che d’estate, quando il turismo stimola nei dintorni una programmazione culturale  sempre notevole, ma a volte con sovrapposizioni che alla fine danno un eccesso opposto rispetto alle altre stagioni.
Vi aspettiamo in Val di Farma, a metà strada fra Siena e Grosseto o -come diciamo agli stranieri- some 100 km South of Florence, ripensata in un momento di primavera 2015 anche come “la valle che non c’è“.

Il Festival d’inverno in Val di Farma proporrà

  • cinque momenti di musica dal vivo
  • una serata di fotografia
  • presentazioni di carattere culturale e scientifico.

…senza trascurare la necessaria componente enogastronomica, che va anche un po’ da sé, date le cose bòne che si mangiano e bevono da queste parti.

La manifestazione si svolge in una graduale transizione dalla valle  e Grosseto.

I primi due giorni saranno centrati prevalentemente sulla parte rurale della storia, mentre lunedì le attività si sposteranno sul capoluogo maremmano, con alcune stazioni intermedie lungo il percorso (in via di definizione).

La musica

Sabato 17 dopo cena si esibiranno gli Officina e i Regars da Chiusdino (SI), già nota per ospitare nei paraggi il Mulino Bianco di barilliana memoria. Sono due cover band di varie fasce di età che apriranno le danze con successi dagli anni ’60 in qua.

Domenica 18 la questione si fa più composita. Ad aprire le performance, alle 18 il rientro sulle scene di Pietro Crivelli, alias Peter Seeds. Già nella prima formazione degli Whisky Trail, Peter è poi uscito dal gruppo per un giro del mondo durato 40 anni e che lo ha portato dal 2011 a stabilirsi a Piloni.  Il clou della giornata sono gli Etruschi from Lakota, da Montecastelli Pisano, in Val di Cecina. L’indicazione geografica tipica non deve indurre in localismi: gli Etruschi suonano in tutto il centro-nord Italia -senza timore di andare al Sud non appena ne avranno l’opportunità- e stanno ultimando la produzione del loro terzo album. Con riferimenti musicali che vanno da Rino Gaetano ai Led Zeppelin, cantano testi in italiano che hanno a che fare con questioni di identità rurale, fuga dei cervelli, contadini magri. E lo fanno in modo non cupo e non didascalico…oserei dire nemmeno tanto “indie”…insomma sono così come li sentite…un po’ etruschi e un po’ from Lakota.
Una parte della band si tratterrà poi a Torniella per una sorta di “buongiorno” di lunedì 19 (il programma di questa parte del festival è in via di definizione).

Oltre alla musica suonata, c’è la “musica che gira intorno”: la maggior parte degli eventi si svolgeranno nello stabile della Filarmonica di Torniella, inaugurato nel 1912, e dove tuttora la banda del paese (di oltre 30 elementi, di cui almeno 25 residenti) si esercita tra un’esibizione e l’altra. Nel corso delle giornate sarà quindi possibile visitare gli archivi della Filarmonica, che contengono strumenti, spartiti, locandine di vecchie manifestazioni, fotografie dagli anni ’20 in poi e alte testimonianze.

Cultura popolare, scienza, tecnologia e ambiente

Nel corso del festival questi elementi si fondono. Prima con due presentazioni che si terranno dalle ore 21 di domenica 18: verrà anzittutto presentata la prima versione della “mappa di comunità” della Val di Farma, in cui capocaccia e cercatori di funghi hanno integrato sin dagli inizi del 2015 le basi cartografiche ufficiali della Regione Toscana con punti di interesse a loro noti (sorgenti, antichi orti, rifugi di guerra, per citarne alcuni).
Nella stessa occasione si farà il punto del progetto di BuioMetria Partecipativa, nato in Val di Farma nel 2008 e poi diffuso su scala nazionale e con varie collaborazioni internazionali, e si affideranno alcuni sensori (i buiometri) a cittadini che nel corso del 2017 svolgeranno misure di inquinamento luminoso in varie parti d’Italia.
Si darà poi un’anteprima della programmazione 2017 delle associazioni che animano il festival (Attivarti.org e la Filarmonica di Torniella anzitutto, senza trascurare le altre realtà sul territorio) della stima delle risorse necessarie per realizzare il programma previsto, e del come sostenere queste attività.

Nella coda grossetana di lunedì 19, il testimone passa a Maurizio Bacci, ospite dell’associazione fotografica Riflessi di Grosseto. Questo evento è spiegato nel dettaglio in un precedente articolo.

Mangiare, bere, uomo, donna

Vado a memoria, per cui mi scuseranno i non nominati, che avrò piacere di inserire nel censimento se me lo fanno sapere. Nella parte centrale della valle -circa 400 residenti su 120 km quadrati- si trovano due trattorie, un agriturismo dove si può mangiare e dormire, un B&B, un affittacamere, un castello con sette appartamenti-vacanza, un bar-tabacchi- merenderia, due negozi di alimentari, una parrucchiera, una fioraia, un negozio di caccia e pesca, un carrozziere, cinque idraulici, tre falegnami, svariati artigiani-manutentori-muratori, una cava di Caolino con annesso resort, una ditta di legnami, un negozio di elettrodomestici, un fornaio, un negozio di vendita e riparazione di utensili per agricoltura e silvicoltura, una ditta di lavorazioni meccaniche di precisione, un produttore di salumi, un geometra, un avvocato, tre circoli ricreativi, una squadra di calcio, tre squadre di caccia, una pro loco, un ufficio postale e una parrocchia.


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Insomma: non è un distretto industriale emiliano, ma qualcosa c’è, oltre ai canaloni, i funghi e i cinghiali, che sono in genere i tre motivi per cui chi non è parente dei residenti  arriva in Valle.

Pici all’aglione (foto A. Giacomelli, 2008 circa)

Concentrandosi sulla parte di servizi che potrebbero servire di più durante il festival: per mangiare o pernottare consigliamo di preiscriversi (gratuitamente) all’evento.

Un progetto pro loco, ma a che pro e per quale loco?

L’ombra del campanile di Torniella proiettata in cielo (foto: Z. Kollath, marzo 2015)

L’idea del festival nasce dalla congiuntura di alcune situazioni portate avanti da associazioni e imprenditori di base nei tre borghi di Torniella, Piloni e Scalvaia e alcuni elementi “di fòri” ma abbastanza radicati nel territorio. Salta fuori che tutti hanno un’esperienza pluriennale nell’organizzazione di eventi su scale diverse, dal locale (sagre, tornei, cene, concerti, campionati di calcio non professionistico) al nazionale-o-sopra (Il Tirreno, Cronaca Vera, Comcast Sports News, Radio 24, e altri).
Sommando questi elementi, per quanto sembri strano ad alcuni, il Festival non ha una valenza strettamente “pro Val di Farma”. Tanto per cominciare, si svolge in due posti, dato che una parte importante della manifestazione sarà a Grosseto. In secondo luogo, le problematiche con cui ci confrontiamo e le opportunità che si offrono, e che ci hanno portato a organizzare il Festival, sono le stesse di qualsiasi gruppo di borghi delle Colline Metallifere, della Toscana e senz’altro di molte altre zone rurali.

Semplicemente, la Val di Farma è il posto dal quale siamo riusciti a sviluppare alcuni progetti, che sono stati proposti anche altrove a partire dal 2005 ma per ora non si sono sviluppati. Ci farebbe molto piacere replicare le nostre esperienze in altri siti, e viceversa, nel percorso svolto nei dieci anni da cui si sono avviate molte delle storie che hanno portato al festival abbiamo visto quali sono i punti su cui abbiamo bisogno di una mano da altri territori.

Per finire la puntata di oggi

Chi vorrà, verrà e si iscriva. Chi non potrà ma vorrebbe, ce lo faccia sapere: questo è anche il primo (almeno a conoscenza del gruppo organizzatore) festival cui si può non partecipare in modo attivo.

In ogni caso, potete seguire la playlist che ci sta accompagnando nella preparazione del festival -così come in momenti precedenti di questo percorso- ché la musica di mattina non ha mai fatto male a nessuno.

Per informazioni: info@pibinko.org

p.s. La grande assente nel festival

E’ la palla a 21 o palla eh!. Ma ora fa freddo, e non si gioca…tempo al tempo e spazio allo spazio…intanto ci si gode la musica.

Farma Valley Winter Fest: after the flyer, free registration is open

Starting from today you will find on Attivarti.org’s site  some more information on the upcoming Farma Valley Winter Fest in Southern Tuscany.

The main issue right now is to register if you are interested in attending. There are several options available for food and lodging, and all are quite good, but to make sure you have the right one, it’s best to let us know in advance.

You will find all the information on the Winter Fest page.