branobag del 24-2-2017: Workin’ man

L’Etica protestante e lo spirito del capitalismo di Max Weber, in una rilettura forse un po’ semplificata. Che poi, se lavorava dalle nove alle cinque e basta, gli andava ancora bene!

I get up at seven, yeah | mi alzo alle sette, sì
And I go to work at nine | e vado al lavoro alle nove
I got no time for livin’ | non ho tempo per vivere
Yes, I’m workin’ all the time | sì, sto sempre a lavorare

[Chorus:]
It seems to me | mi pare
I could live my life | che potrei vivere la mia vita
A lot better than I think I am | molto meglio di come la sto vivendo
I guess that’s why they call me | mi sa che è per questo che mi chiamano
They call me the working man | mi chiamano il lavoratore

They call me the working man | mi chiamano il lavoratore
I guess that’s what I am | e si vede che è quello che sono

I get home at five o’clock | rientro a casa alle cinque
And I take myself out a nice, cold beer | mi prendo una bella birretta fresca
Always seem to be wonderin’| e sempre mi sto a domandare
Why there’s nothin’ goin’ on down here | perché qui non succede mai niente

[Chorus]

Well, they call me the working man
I guess that’s what I am

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