Petizione al Parlamento Europeo n. 362/2018 sulla possibile adozione di una normativa europea contro l’inquinamento luminoso

Traduzione in italiano dell’originale inglese fornito da Sibylle Schroer del progetto Stars4all – si veda QUESTA PAGINA per ulteriori spiegazioni

L’illuminazione del paesaggio notturno sta aumentando globalmente con un tasso stimato fra il 2 e il 6% annuo, con conseguenze impreviste per gli ecosistemi e il benessere delle persone. Le direttive e le norme UE, come la Direttiva Ecodesign e la norma EN 13201 raccomandano di usare i dispositivi di illuminazione più efficienti e di assicurare un livello di luminosità minimo per date classi di infrastrutture. Dare attenzione solamente all’efficienza energetica e all’efficacia visiva determinerà un aumento dell’emissione notturna di luce blu e della luminosità del paesaggio notturno. L’assenza di regolamenti per illuminazione esterna può determinare inoltre un effetto di rimbalzo, data la disponibilità di illuminazione efficiente a costi bassi.

Oggi i regolamenti UE mancano di evidenza scientifica a sostegno dei livelli minimi e massimi di illuminazione. Inoltre, è spesso complicato applicare soglie alle emissioni non intenzionali di luce negli habitat di flora e fauna e nelle aree popolate.

Molti studi indicano che lo spreco e l’uso improprio di luce, il cosiddetto inquinamento luminoso:

  • influisce sul benessere e sulla salute umana;
  • minaccia specie e habitat sensibili alla luce, causando disturbi negli ecosistemi e perdita di biodiversità;
  • distrugge i paesaggi notturni e il patrimonio culturale del cielo stellato;
  • sta rendendo impossibile l’osservazione dell’universo.

Pertanto gli standard UE sull’illuminazione esterna sono in contraddizione con la legislazione per la tutela dell’ambiente, la direttiva UE sulla responsabilità ambientale (2004/35/EC) e in particolare la Direttiva Habitat (Direttiva del Consiglio 92/43/EEC)

Proponiamo

  • Di regolare l’intensità massima dell’illuminazione esterna e di sostenere la ricerca per la definizione di valori minimi di illuminazione negli standard pubblici di illuminazione (ad es. EN13201)
  • Di limitare le emissioni di luce diretta in orizzontale, verso l’alto e a bassi angoli sotto l’orizzontale.
  • Di limitare l’esposizione a luci brillanti e in particolare luci con lunghezze d’onda corte, come la luce blu e gli ultravioletti.

Esempi di normative nazionali o regionali paragonabili nella UE:

  • Legge per la protezione della qualità astronomica degli osservatori dello IAC (Instituto de Astrofísica de Canarias, legge 31/1988)
  • Legge nazionale della Slovenia sull’inquinamento luminoso
  • Ordinanza francese del 25-1-2013 circa l’illuminazione notturna di edifici non residenziali al fine di ridurre l’inquinamento luminoso e il consumo di energia
  • Legge sull’inquinamento luminoso della Regione Lombardia

Perché abbiamo bisogno di un regolamento europeo sull’illuminazione esterna?

  • per proteggere i cittadini dall’ingresso di luce nelle case, che può influire sul ritmo circadiano e di conseguenza aumentare il rischio per la salute su patologie come insonnia, obesità e cancro.
  • per ridurre l’abbagliamento e quindi aumentare la sicurezza nelle infrastrutture europee
  • per proteggere il capitale naturale e la ricca biodiversità europea
  • per sostenere l’impegno verso gli obiettivi di protezione del clima, con la riduzione del consumo di energia e dell’inquinamento a questa associato, delle emissioni di biossido di carbonio e di alterazioni dell’uso del suolo associate alla produzione di elettricità.
  • per proteggere i siti di osservazione astronomica, sia per astronomi professionisti che passionisti
  • per promuovere la dichiarazione universale dei diritti delle generazioni future dell’UNESCO: “Le generazioni future hanno il diritto a ereditare una terra intatta e non inquinata, includendo il diritto a un cielo puro” ( (1994, Cousteau-UNESCO group).

Per ulteriori informazioni: http://stars4all.eu/

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NdR: Potete inoltre scrivere a bmp@pibinko.org per comunicare sul tema con il progetto BuioMetria Partecipativa