Mentre alcuni si incupiscono sui cieli bui…

SOMMARIO PER CHI HA FRETTA:

Chi fosse interessato a confrontarsi sul tema di possibili soluzioni alla mitigazione delle conseguenze derivanti dall’inquinamento luminoso, dedichi dieci minuti di tempo al sito www.buiometriapartecipativa.org e poi scriva a info@pibinko.org se interessato ad approfondire (non la buiometriapartecipativa, ma le possibili soluzioni).

Grazie e buon fine settimana

SE INVECE AVETE PIU’ TEMPO E UNA TAZZA DI TE’

A) Con la diffusione dei dettagli sulla legge di stabilità, ai primi della settimana scorsa, oltre al dibattito abituale su temi come IRPEF e IVA, è stato avviato un confronto piuttosto acceso sulla parte della legge riguardante la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica, battezzata “operazione cieli bui”.

Sono quasi cinque anni che -in collaborazione con altri esperti- seguo molto da vicino la questione inquinamento luminoso, in Italia e in parte al’estero, e la due settimane appena passate sono state una ventata di freschezza.

B) La previsione di una riduzione dell’illuminazione, nella combinazione di riduzione della potenza degli apparecchi illuminanti, delle modalità di accensione e del numero di punti luce, è stata accolta da un parte notevole dell’opinione pubblica e di opinionisti privati con atteggiamenti variegati, ma per lo più caratterizzati da una reazione di “difesa”.

Si è andati dal “mah: è vero che noi ci occupiamo di energia, ma la cosa ci è indifferente“, all’apparente terrore panico: la minore quantità di luce nelle città potrà indurre aumento dei crimini, sindromi depressive, minore fiducia nel futuro e nella possibilità di una ripresa del sistema-paese e così via.

Tutte reazioni in buona parte comprensibili e giustificabili, con il giusto sforzo di analisi.

C) D’altro canto, nemmeno nell’ambito della comunità di esperti e passionisti che da anni studiano e operano nei settori pertinenti al problema -e quindi in più preparati su aspetti tecnici, normativi, su casi analoghi all’estero ecc- la notizia ha suscitato reazioni omogenee.

Essendo in diretto contatto con illuminotecnici, architetti, astrofili, astronomi, pianificatori territoriali, esperti di monitoriaggio ambientale e di manutenzione, che in genere negli ultimi cinque anni hanno operato in modo abbastanza “lineare”, è successo qualcosa di atipico.

Le voci levatesi da parte di persone che da anni (alcuni dal secolo scorso) hanno dedicato tempo, energia e risorse economiche per svolgere attività di ricerca scientifica, formazione, divulgazione, supporto alla definizione di leggi regionali sul tema, ed effettiva professione nel settore, in genere intonate, stanno rispondendo in modo diverso.

D) Per caratterizzare tali risposte sul tema della luce, si potrebbe dire che ci sono stati riscontri corrispondenti a tutto lo spettro elettromagnetico: dal rosso al blu…

  • in verde speranza si sono registrate manifestazioni di esultanza per il fatto che alcuni tra questi esperti hanno potuto, dopo anni di impegno (ribadisco: sia a livello professionale che di passione civile) portare all’attenzione nazionale un problema ambientale reale, assieme a una proposta per risolverlo.
  • in rosso fuoco, commenti adirati…soprattuto in risposta a testimonianze, articoli ed editoriali che mettono in discussione la bontà delle misure proposte dal Governo, con il supporto tecnico di esperti del settore
  • in blu flemmatico: pochi, e ripeto pochi. Pur riconoscendo la portata epocale di un provvedimento che se approvato contribuirebbe a una riduzione di spesa pubblica notevole (anche se non la principale nel contesto complessivo), assieme verosimilmente a una qualche forma di indotto, sono pochi quelli che hanno mantenuto la calma.
  • curiosamente (e senza colore): a fronte di un fatto reale e sostanziale, si è anche assistito al silenzio di alcuni soggetti che, sempre negli anni passati, si erano dati abbastanza da fare per proporsi come riferimento nazionale sul tema, e poi, per il momento, non si sono fatti sentire. …o non era un tema fondamentale ? Ma va bene così e possibilmente alcuni di loro hanno giustificati motivi oggettivi per non aver manifestato una posizione (es. questioni familiari, trasferte all’estero di lungo termine e così via).

E) nella somma di scambi di energia tra i vari pareri dissonanti, il risultato attuale -osservato da bordo campo- è di tutta una serie di soggetti che -a titolo diverso- si stanno effettivamente incupendo al pensiero che l’operazione cieli bui possa andare in porto, o viceversa che possa essere snaturata rispetto agli intenti originari dei tecnici che ne hanno dato lo spunto (si era ai tempi della  spending review, in maggio) .

Ci sono persone che temono di perdere qualcosa avendo “meno luce”, e altre persone che temono di perdera qualcosa  avendo “più luce”: alla fine, pare che tutti in questi giorni stiano diventando un po’ più cupi, al pensiero della prospettiva opposta rispetto alla propria aspettativa.

F) per chi di voi ha meno confidenza con l’elettromagnetismo, ricordiamo anche che la luce, oltre che a fare sì che gli occhi vedano i colori (la parte dello spettro detta “visibile” all’occhio umano), è composta da parti di energia che non si vedono…da un lato si va nel cosiddetto infrarosso (quello dei telecomandi), dall’altra nel cosiddetto ultravioletto (quello per cui servono le creme solari).

Così come chi è dotato delle attrezzature adeguate può “vedere” l’infrarosso, e chi è privo delle protezioni adeguate potrà sentire gli effetti dei raggi UVa e UVb, vi proponiamo per il fine settimana di fare un’escursione in un “parco tematico” legato al tema della luce e della relazione con il cielo notturno.
Il parco tematico si chiama BuioMetria Partecipativa, ed è aperto dal giugno 2008.

La proposta non è accademica o qualunquista: alcuni di quelli che da quasi cinque anni frequentano il “parco tematico” di uno dei principali progetti attualmente esistenti per la sensibilizzazione e la raccolta partecipata di dati sulla qualità del cielo notturno (e quindi in parallelo dell’inquinamento luminoso) ha trovato spunti utili a leggere anche le parti attualmente non visibili di un ragionamento su questo tema.

Non solo: da ormai due anni, oltre ad analizzare e misurare il problema, alcune di queste persone hanno anche iniziato a operare sul territorio, nella somma di attività legate ad associazioni di promozione sociale e di attività professionali. E -per qualche motivo- se ci capita talvolta di incontrare persone incupite per la situazione in cui si trovano, in genere poi,  con il giusto impegno, si trova che queste persone hanno potuto spesso riportare un minimo di “luce”…in alcuni casi anche risparmiando energia elettrica.

H Interessa approfondire? Questo articolo è già troppo lungo. Dovrebbero seguirne altri e -se non bastano o non arrivano con la celerità desiderata- scrivete a info@pibinko.org

Grazie e buon fine settimana!