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14-16/12/18: 3° Festival d’inverno in Val di Farma

Stiamo ultimando i preparativi del terzo Festival d’inverno in Val di Farma.

E’ un evento che lega territorio, cultura, ambiente e innovazione libera, a metà strada fra Siena e Grosseto, lungo la vecchia statale senese-aretina.

Il festival è stato ideato da un gruppo di lavoro che dal 2007 si occupa di promozione interdisciplinare di zone rurali, composto da professionisti e associazioni locali.

Una buona introduzione alle nostre esperienze è stata pubblicata su Langscape Magazine la scorsa estate. Potete anche visitare il blog di pibinko.org per avere altri spunti (chiavi di ricerca: Torniella, Piloni, Scalvaia, Belagaio, palla).

Per avere un’idea delle edizioni precedenti del festival potete leggere qualche articolo.

Per informazioni, o per collaborare con il festival (con proposte o supporto): info@pibinko.org

CPNS2018 4/28: Posti nel mondo con il cielo buio

[Questo articolo fa parte della serie “Capraia Night Sky 2018, rivisitato” -Si veda l’introduzione per saperne di più]

D. Welch
Chair, Dark Skies Advisory Group
World Commission on Protected Areas, IUCN
welch.ottawa@gmail.com

Dal 1993 al marzo 2018, sono stati riconosciuti 149 tra parchi e comunità dal cielo buio, da parte di varie organizzazioni, in particolare la  International Dark Sky Association (IDA), la Royal Astronomical Society of Canada (RASC) e la Starlight Initiative.

Dato che l’inquinamento luminoso ha effetto sulle specie e sulle loro interazioni, molte organizzazioni utilizzano nelle aree naturali sistemi di illuminazione compatibili con l’osservazione del cielo notturno e l’ecologia notturna.

I parchi del Canada e la RASC hanno sviluppato linee guida per l’illuminazione esterna nei parchi, ora raccomandate dalla IDA. Tali line guida si applicano nelle 27 riserve canadesi dal cielo buio. La Natural Sounds and Night Skies Division dello US National Park Service ha portato 22 dei propri siti a essere tra i 65 luoghi dal cielo buio negli USA, per lo più riconosciuti dalla IDA.

La Starlight Initiative certifica 16 riserve Starlight, soprattutto in Spagna. Diversi altri posti sono certificati a livello sub-nazionale o da gruppi di ricerca astronomica. Oltre ai parchi e alle comunità, la IDA certifica i  “Sviluppi di particolare rilievo” e, analogamente, la Starlight Initiative le “Destinazioni turistiche Starlight”

Dato che questi programmi usano diverse denominazioni, lo IUCN Dark Skies Advisory Group ha sviluppato un sistema in sei classi, con sottoclassi, per consentire confronti su scala globale:

1, Dark Sky Astronomy Site, 14 siti
2, Dark Sky Park, 86 siti
3, Dark Sky Heritage Site, 3 siti
4, Dark Sky Outreach Site 9 siti
5, Dark Sky Reserve, 13 siti
6, Dark Sky Community, 24 siti

Rimango varie sfide:

  1. L’inquinamento luminoso è spesso sovrastato da altre minacce per la natura, come il cambiamento climatico
  2. Resta da fare molto lavoro per ridurre l’inquinamento luminoso nelle aree urbane, per cui le aree protette possono svolgere un ruolo di divulgazione, coinvolgimento dei visitatori e dimostrazione di buone pratiche
  3. Resta ancora da capire che le aree protette dovrebbero essere comunque anche luoghi dal cielo buio

PAROLE CHIAVE: aree protette, conservazione della natura, parchi, comunità, buone pratiche, divulgazione

Isola di Capraia, settembre 2018 (foto di Zoltan Kollath)

CPNS2018-3/28: Analisi spettroscopica dell’inquinamento luminoso all’osservatorio di Asiago

[Questo articolo fa parte della serie “Capraia Night Sky 2018, rivisitato” -Si veda l’introduzione per saperne di più]

S. Ortolani1,2, A. Bertolo3, S. Cavazzani4,5, P. Ochner6,7

1Dipartimento di fisica e astronomia, Università di Padova Padova, Vicolo dell’Osservatorio 2, 35122 Padova, Italia

2INAF, Osservatorio Astronomico di Padova, Vicolo dell’Osservatorio 5, 35122 Padova, Italia

sergio.ortolani@unipd.it

3Agenzia Regionale di Protezione e Prevenzione Ambientale, Veneto, Dipartimento di Padova,Via Ospedale Civile 24, 35121 Padova, Italy

andrea.bertolo@arpa.veneto.it

4Dipartimento di fisica e astronomia, Università di Padova Padova, Vicolo dell’Osservatorio 2, 35122 Padova, Italia

5INAF, Osservatorio Astronomico di Padova, Vicolo dell’Osservatorio 5, 35122 Padova, Italia

stefano.cavazzani@unipd.it

6Dipartimento di fisica e astronomia, Università di Padova Padova, Vicolo dell’Osservatorio 2, 35122 Padova, Italia

7INAF, Osservatorio Astronomico di Padova, Vicolo dell’Osservatorio 5, 35122 Padova, Italia

paolo.ochner@unipd.it

Abstract

Viene presentata l’evoluzione degli spettri del cielo notturno all’Osservatorio Astronomico di Asiago da uno straordinario archivio di dati ottenuti al telescopio nell’ultimo mezzo secolo. Gli spettri vengono confrontati con le tipiche lampade utilizzate nei centri urbani. Viene brevemente discussa anche l’evoluzione dell’inquinamento luminoso durante la notte e il suo impatto sulle osservazioni astronomiche.

The Asiago astronomical observatory (source: Wikipedia)

CPNS2018-2/28: L’inquinamento luminoso nei modelli di impatto cumulativo applicato alle aree costiere del mare adriatico

[Questo articolo fa parte della serie “Capraia Night Sky 2018, rivisitato” -Si veda l’introduzione per saperne di più]

D. Depellegrin1, M. Drius1, S. Menegon1, G. Farella1, L. Zaggia1, F. Falchi2, A. Pugnetti1, L. Bongiorni 1

1Institute of Marine Sciences, National Research Council (ISMAR-CNR),

Arsenale – Tesa 104, Castello 2737/F, 30122, Venice, Italy

2 ISTIL – Light Pollution Science and Technology Institute, Via Roma, 13, 36016, Thiene, Italy 

E-mails [daniel.depellegrin@ve.ismar.cnr.it; lucia.bongiorni@ismar.cnr.it]

Riassunto

Parole Chiave: inquinamento luminoso, ecosistemi costieri, impatti cumulativi, modellizzazione, Mare Adriatico

L’illuminazione artificiale notturna nelle aree urbane costiere rappresenta una fonte di disturbo diretta per gli organismi marini in quanto può influenzare il loro comportamento naturale, la migrazione e la riproduzione; inoltre, può interferire con l’ecologia delle comunità, ad esempio alterando i rapporti di competizione intraspecifica o di predazione. Nonostante ci sia stato negli ultimi anni un sensibile aumento delle ricerche aventi come obbiettivo la valutazione delle conseguenze ecologiche della luce artificiale notturna, gli effetti complessivi di questa minaccia sugli ecosistemi marini rimangono in gran parte sconosciuti. Questa pressione inoltre può sommarsi e interagire con altri fattori di stress di tipo antropico generando impatti cumulativi sugli ecosistemi marini. Ne deriva che, l’inserimento dell’inquinamento luminoso nei modelli cumulativi è necessario al fine di supportare adeguatamente la gestione e pianificazione marittima.

Lo scopo di questo lavoro è implementare e testare, per l’area costiera Adriatica, un modello avanzato per la valutazione dell’inquinamento luminoso costiero, basato sul convolgimento di esperti del settore, e su un dataset georeferenziato di luminosità artificiale del cielo notturno. Gli effetti sugli organismi marini (ad esempio le tartarughe marine) sono mappati e discussi per la loro rilevanza ecologica, la loro importanza all’interno di un modello di impatto cumulativo sviluppato ad hoc per l’Adriatico, nonché per la gestione e la pianificazione della fascia costiera.

 

 

traduzione di Lucia Bongiorni

Immagine: Wikipedia (Mare Adriatico)