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Nuovo Orione n°300 (maggio 2017): Misuriamo il buio del cielo con la BuioMetria Partecipativa

Tre paginette scritte subito a ridosso del convegno Artificial Light at Night (ottobre 2016) per Nuovo Orione…pubblicate finalmente a maggio, per cui qualche punto si è nel frattempo sviluppato, ma sempre interessante.

L’articolo fa il paio con quello che mi è stato pubblicato su “Le Stelle” di gennaio (però scritto dopo quello di Nuovo Orione), affrontando la questione da punti di vista leggermente differenti.

Le Stelle, n. 163: A che punto è il cielo?

E’ uscito da un paio di giorni un articolo che ho scritto per uno dei due periodici di riferimento in Italia per la divulgazione astronomica.

Se seguite abitualmente gli articoli e le segnalazioni sulla buiometria partecipativa, non troverete notizie sostanzialmente nuove, anche se l’articolo è una buona sintesi in poche pagine. Inoltre potreste essere incuriositi dagli altri temi trattati dalla rivista.

Questa la presentazione sul sito della rivista (che riporto sotto per semplificare la lettura):

sezione “ASTROFILI”. A che punto è la notte (pag. 72)

Andrea Giacomelli

La BuioMetria Partecipativa: monitoraggio ambientale dai borghi dell’Alta Maremma all’Europa e ritorno. I risultati del progetto dell’Unione Europea “Loss of the night” realizzato da comuni cittadini con un lavoro di 4 anni

Si è concluso nell’ottobre scorso il progetto comunitario “Loss of the Night”, perdita della notte. Finanziato nell’ambito del programma COST dell’Unione Europea, era partito nell’autunno 2012. Vale la pena fare una sintesi dei risultati, specialmente per ciò che riguarda l’Italia. La comunità scientifica riconosce da anni che la luce artificiale, se utilizzata in modo eccessivo o improprio, produce inquinamento luminoso e costituisce un problema per gli effetti che ha su salute umana, fauna, flora, paesaggio – anche il cielo stellato è paesaggio – e consumi energetici.

 

 

Il Tirreno (ed. Grosseto) del 28-12-2016

…in attesa della versione online…copie del Tirreno esaurite a Torniella entro le 8.30…commissionate copie cartacee a Follonica e Gavorrano.

NB: la foto grande in copertina è associata al titolo SOTTO la foto, e non al titolo SOPRA…

L’edizione di oggi contiene un articolo di sintesi dopo il Festival d’Inverno e un articolo con un’intervista a Elisabetta Vainigli, presidente della Banda di Torniella, nell’imminenza del concerto del 30-12 a Scalvaia e dell’avvicinarsi dell’anno che vedrà ricorrere il 140mo anniversario di questa realtà musicale che raccoglie attualmente elementi da Torniella, Piloni, Scalvaia, Roccastrada, Massa Marittima (e la presidente mi correggerà se ho dimenticato il domicilio di qualcuno).

Finalmente il nostro Festival (Il Tirreno 17-12-2016)

Finalmente il nostro Festival:  di  Andrea Giacomelli, ideatore e fondatore di Attivarti.org, spiega come è nata la tre giorni ospitata nella Val di Farma.

Scritto in risposta a Giovanna Mezzana, che dopo avere scritto

Mi ha chiesto “ci spieghi come è nato il festival?” (in 2500 battute spazi inclusi ed entro due ore, oltre a mandarci le foto): leggi l’articolo.

Il titolo originale che avevo proposto per l’articolo era “Come nasce un festival d’inverno in un posto dove le cose succedono, se va bene, d’estate“, a riprendere il blog su “Un festival d’inverno in un posto dove le cose succedono, se va bene, d’estate” …ma si sa che i titolisti so’ titolisti, ed è bene che sia così.

A misurare il buio nella valle che non c’è (Il Tirreno 17-12-2016)

A misurare il buio nella valle che non c’è:    Fra Grosseto e Siena, nel borgo di Torniella, il Festival d’Inverno per m(‘)appare il territorio, che occupa la parte principale della pagina 23 (seconda pagina della rubrica Cultura).

LEGGI L’ARTICOLO, assieme a quello collegato: Finalmente il nostro Festival

Nel tradurre in inglese l’articolo, è nata anche l’occasione di scrivere due parole sul m(‘)appare

Il lancio del Festival è stato dato in prima pagina: