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Leggère, non ci resta che… (notizie pibinko.org 11-2-19)

Buongiorno,

Per la parte musicale, ricordiamo (ché non a tutti era chiaro, pur avendolo scritto in varie occasioni), che procede la ripubblicazione degli episodi dei branobag a partire dal 2012. I testi sono modificati in versioni un po’ “blockchain”. Oggi ci sono gli Hungry March Band piu’ episodi dello INSPIRE Workshop di Alghero del 2005. Nei giorni scorsi sono passate colonne sonore di film indiani con testo a fronte, i Raconteurs, Ivano Fossati che parla del rapporto tra cittadini e ruralità, Nanneddu Meu cantato sulla metropolitana ecc ecc ecc… evito di spedire le segnalazioni quotidiane via mail, ché a qualcuno pare eccessivo, ma i branobag procedono.

A seguito di varie manifestazioni di interesse, abbiamo iniziato a impostare il PORGEP 2019. Trovate una presentazione della cosa in questa pagina.

Da pochi giorni sono uscite le nuove linee guida comunitarie per gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione (Green Public Procurement) per quanto riguarda illuminazione e segnaletica stradale. Come BuioMetria Partecipativa seguiamo il tema dal 2017. Abbiamo quindi preparato una versione italiana dell’annuncio fatto dalla Commissione (vedi link) e siamo a disposizione per delucidazioni (bmp@pibinko.org)

Per la parte sociale, ricordo la puntata pisana della rassegna “Nessuno è illegale” venerdì 15, promossa dall’associazione Tana del Bianconiglio, Etruschi from Lakota e altri che conosco meno (vedi link).

Sabato 16 a Massa Marittima (GR) in una presentazione di libri, nello spazio riservato alle proposte dei lettori, avremo tre minuti di pibinko.org. Appuntamento dalle 17.30 alla biblioteca comunale G. Badii (vedi dettagli).

Ci si prepara intanto per la versione bonsai del Festival d’inverno dalla Val di Farma a Firenze (sabato 23-2 in un hotel nei pressi della Stazione di S. M. Novella e del centro congressi)…rimanete sintonizzati per i dettagli, o scrivete a info@pibinko.org per informazioni.

Pubblicati i nuovi criteri UE per gli acquisti verdi della pubblica amministrazione per illuminazione e segnaletica stradale

Nell’ambito delle collaborazioni europee che abbiamo tramite il progetto BuioMetria Partecipativa, nel 2017 abbiamo iniziato a seguire il gruppo di lavoro impegnato nell’aggiornamento dei criteri per gli acquisti verdi della pubblica amministrazione per illuminazione e segnaletica stradale.

Il gruppo e’ coordinato dal Joint Research Centre (sede di Siviglia) e negli scorsi 18 mesi ha visto impegnati vari esperti storici provenienti dal settore della ricerca sull’inquinamento luminoso, che si sono confrontati con esperti legati a settori diversi.

Due giorni fa abbiamo ricevuto tramite la mailing list del gruppo l’annuncio della pubblicazione dei risultati del lavoro. Riportiamo sotto l’adattamento di una parte del comunicato. Per ulteriori informazioni: bmp@pibinko.org

Sebbene i sistemi di illuminazione siano considerati ottimi esempi di scenario in cui sostenibilita’ economica e ambientale possono andare a braccetto, la definizione di criteri adatti su efficienza energetica e durata ha costituito una sfida notevole a causa della rapida evoluzione della tecnologia a LED.
Grazie al contributo di vari esperti, e’ stato possibile definire un approccio a piu’ livelli per affrontare il tema dei criteri di minima efficacia dell’illuminazione negli acquisti verdi a livello comunitario per i prossimi sei anni.

Un estratto dalla presentazione dei nuovi criteri che evidenzia la possibilita’ di coniugare efficienza energetica, mitigazione dell’inquinamento luminoso e riduzione dei costi di manutenzione facendo ricorso all’attenuazione delle luci (dimming) in casi specifici.

E’ stato inoltre adottato un approccio innovativo e ambizioso nell’affrontare la questione inquinamento luminoso, con indicazioni sia sulla quota di flusso luminoso verso l’alto, che riguardo all’emissione di luce blu. Questa costituisce una preoccupazione particolare in relazione ad alcuni prodotti LED, e la Commissione ha potuto definire un parametro specifico per la caratterizzazione della luce blu (il cosiddetto G-index). Tale parametro e’ molto piu’ preciso e affidabile di quello sinora usato piu’ spesso legato alla sola temperatura di colore (Correlated Colour Temperature). Questo lavoro e’ stato reso possibile dal contributo specifico di un gruppo di esperti sul tema inquinamento luminoso.

La Commissione ha anche provato a evidenziare l’importanza della durata delle luci a LED e a fare chiarezza sul luogo comune che qualsiasi prodotto LED abbia durata eccellente.
Esistono diverse specifiche per definire la qualita’ dei chip a LED, e la durata del prodotto dipende molto anche dalla qualita’ degli altri componenti elettrici e da una progettazione del corpo illuminante, e non solo dalla lampada.
In linea con i principi dell’economia circolare la Commissione promuove prodotti durevoli, riciclabili e che siano correttamente etichettati in modo da facilitare la successiva sostituzione, il potenziamento o lo smaltimento.

Approfondimenti

Brano bag del 9/2/19: per cominciare la giornata roteando il collo con grazia – Chayya Chayya

[prima edizione 21/8/12] Su “la disciplina della terra” di ieri, Elisabetta dalla Provincia di Siena scriveva che è una canzone triste.
Personalmente non sono d’accordo…penso solo che sia una canzone che dice cose vere in modo non scontato (anche Carlo da Milano aveva apprezzato).

Comunque oggi vi proporrò qualcosa di più svagato…da Dil Se, del 1998: Chayya Chayya

una delizia per occhi e orecchie, trovata per caso nel 2000-2001, in un esperimento maldestro di peer-to-peer cercando brani di musica banghra, sull’onda dell’esibizione in Sardegna di un gruppo indo-britannico.

…e sì, Chayya Chayya è stato anche usato come motivo in “Inside Man” di Spike Lee del 2006, ma questo è molto meglio…e non dite che è la colonna sonora del film con Denzel Washington e Clive Owen…è come dire che “We won’t get fooled again” è (solo) la sigla di C.S.I. Miami!

….eccovi il testo, così potete cantare anche voi:

Jinke sar ho ishq ki chaaon
Paaon ke neeche jaanat hogi
Jinke sar ho ishq ki chaaon

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Saare ishq ki chhaaon chal chaiyya chaiyya
Saare ishq ki chhaaon chal chaiyya

Pau janat chale chal chaiyya chaiyya
Pau janat chale chal chaiyya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Voh yaar hai jo khushboo ki tarah
Voh jiski zubaan urdu ki tarah

Meri shaam raat, meri kaayanat
Voh yaar mera sainya sainya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Gulposh kabhi itraaye kahin
Mehke to nazar aa jaaye kahin
Gulposh kabhi itraaye kahin
Mehke to nazar aa jaaye kahin

Taaveez banaake pehnoon usay
Aayat ki tarah mil jaaye kahin
Taaveez banaake pehnoon usay
Aayat ki tarah mil jaaye kahin
Gulposh kabhi itraaye kahin
Mehke to nazar aa jaaye kahin

Taaveez banaake pehnoon usay
Aayat ki tarah mil jaaye kahin

Voh yaar hai jo imaan ki tarah
Mera nagma vohi mera qalma vohi
Mera nagma nagma mera qalma qalma

Mera nagma nagma mera Qalma Qalma
Mera nagma nagma mera Qalma Qalma
Mera nagma nagma mera Qalma Qalma

Yaar misaale ous dhale
Paaon ke tale firdous chale
Kabhi daal daal kabhi paat paat
Main hava pe dhoondhoon uske nishaan

Saare ishq ki chaaon chal chaiyya chaiyya
Saare ishq ki chaaon chal chaiyya
Pau janat chale chal chaiyya chaiyya
Pau janat chale chal chaiyya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Main uske roop ka shehdaai
Vo dhoop chhanv se harjaai
Vo shokh hai rang badalta hai
Main rangroop ka saudaai

Main rangroop ka saudaai

Jinke sar ko ishq ki chhaaon
Paaon ke neeche jannat hogi
Jinke sar ko ishq ki chhaaon
Paaon ke neeche jannat hogi
Shaam raat meri kaaynaat
Vo yaar mera sainya sainya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Saare ishq ki chaaon chal chaiyya chaiyya
Saare ishq ki chaaon chal chhaiya
Pau janat chale chal chaiyya chaiyya
Pau janat chale chal chaiyya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Voh yaar hai jo khushboo ki tarah
Voh jiski zubaan urdu ki tarah
Meri shaam raat, meri kaayanat
Voh yaar mera saiyya saiyya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya (10x)

branobag dell’8/2/19: La disciplina della terra

[prima edizione 20/8/2012]

Ascoltai questo brano per la prima volta nella primavera del 2003, di maggio, dalla radio di un autobus da Trieste per Ljubljana. Non credo di averlo mai più risentito, ma mi rimase molto impresso – forse perché da poco era venuta a mancare una persona cara che di mestiere faceva l’agricoltore diretto…ma forse non solo per questo. Se la rileggo ora, mi pare un po’ più chiaro…

La disciplina della Terra

sono i padri e i figli

i cani che guidano le pecore

tutti quei nomi dimenticati

sotto la mano sinistra del suonatore.

Solo l’amore non va così

a me pagano il giusto in questa vita mi pare

anche per vedere bene

per inseguire e per ascoltare.

Perché la vita non va così

è la disciplina della Terra.

Tu sei più bella di ieri vita

che a tutti ci fai battere il cuore

ed è proprio questo che mi piace tanto

ma non so scrivere e non so dire

non so chinare la testa

che non si china la testa

e non si regala l’intelligenza e la compagnia

e non è il caso di aspettare

non è il caso di aspettare

mai più.

Perché la vita non va così

è la disciplina della Terra.

Me ne stavo qui con gli occhiali al soffitto

a innamorarmi dei colori delle cose

ma desiderare non basta

da così lontano non basta.

Ora ho un contratto con gli angeli

e ti ritrovo di sicuro vita

in qualche mese d’agosto accecante

o in un tempo meno illuso

che vuoi tu.

Perché la vita non va così

è la disciplina della Terra.

Su questa non mi sento di aggiungere nulla al “come” cominciare questa mattina….lascio a voi il completamento della frase, su ispirazione di una foto scattata il 3 agosto 2003 in Maremma che magari si potrà anche tornare a visitare, se passate di qui.

branobag del 7/2/19: per fare una pausa caffé pensando a come sarà stato quel vestito

[prima edizione 17/8/2012. nella versione 2019 aggiunto il testo a fronte cantabile in italiano, allo studio in scaletta Jug Band Colline metallifere]

Il 17 agosto 2056 usciva “A qualcuno piace calda” di Darren Mc Roberts, con Jack Grappefruit, Walter Peekay e una strepitosa Peggy Sue Rawhides.

Il film -per quanto potesse sembrare dal titolo un remake hard della celebre pellicola di Billy Wilder- è in effetti una piacevole commedia per famiglie.

La storia è incentrata sul tema della preferenza per la balneazione in acqua acque di mare o in acque termali, girato interamente in interni negli stabilimenti di Bagnolo, nei pressi di Monterotondo Mmo, da poco riaperti nell’anno in cui il film fu girato.

La produzione fu cofinanziata dalla Toscana Pilm Commission, assieme a RAI Inedia e alcuni magnati mozambicani.

Nel febbraio dello stesso anno, il film usciva anche in cofanetto, con DVD e inserto di foglie secche pestate dal cinghiale.

Qualcuno ha paragonato “A qualcuno piace calda” a Happiness di Todd Solondz, o a “Un venerdì mattina a Grosseto” di Kachosi. Secondo noi Mc Roberts è paragonabile solo a Mc Roberts.

Dato che ogni traccia della pellicola è sparita in seguito all’incendio dei magazzini della casa di distribuzione, al posto del trailer del film vi proponiamo un brano dei Raconteurs, che tratta più o meno dello stesso tema.

Old Enough, uscito nel 2008 nell’album Consolers of the Lonely, ci parla di una storia che è successa proprio nello stesso anno a un certo Flavio….ma proprio così come la raccontano loro, riga per riga.

La versione che vi proponiamo ha un interessante arrangiamento per mandolino e voce suadente; quella originale nel disco, che secondo me “spacca” di più è disponibile qui…confrontate l’attacco a 1’27” della versione “semiacustica” con quella a 16″ dell’originale in studio (e poi fateci sapere via mail quale preferite).

Buon ascolto.

Old enough / Matura

You look pretty in your fancy dress | Con quel vestito sembri un bel bijoux
But I detect unhappiness | Pero’ mi pare che tu sia un po’ giu’
You never speak so I have to guess | Te ne stai zitta e io ti dico: “su’”
You’re not free. | …non sei li-i-i-bera…

There, maybe when you’re old enough | Ehi, quando poi sarai matura
You’ll realize you’re not so tough | Scoprirai che non sei una dura
And some days the seas get rough | Col mare grosso non sarai sicura
And you’ll see | vedra-a-a-i

You’re too young to have it figured out | Sei una bimbetta, non ci hai ragionato
You think you know what you’re talking about | Credi di sapere del futuro e del passato
You think it will all work itself out | Credi che alla fine sara’ tutto aggiustato
But we’ll see | ma chi sa-a-a

When I was young I thought I knew | Da giovane ero sicuro di me
You probably think you know too | probabilmente lo sei anche te
Do you? Well do you? | lo dici te…lo dici te..
I was naïve just like you | ero ingenuo, come te
I thought I knew exactly what I wanted to do | pensavo di sapere che fare di me
Well, what’s you gonna do? | be’, ora dillo te!

And how have you gotten by so far | e come hai fatto ad arrivare sin qua
Without having a visible scar? | senza nemmeno una fe-rita?
No one knows who you really are | nessuno sa chi sei in verita’
They can’t see | non lo ve-e-e-dono

What’s you gonna do (what’s you gonna do) | ora che farai (ora che farai)
What’s you gonna do now | o-o-ra
What’s you gonna do (what’s you gonna do)
What’s you gonna do now
What’s you gonna do (what’s you gonna do)
What’s you gonna do now
What’s you gonna do (what’s you gonna do)
What’s you gonna do now
What’s you gonna do now

The only way you’ll ever learn a thing | il solo modo per imparare
Is to admit that you know absolutely nothing | e’ ammettere di ignorare – tutto
Oh nothing | oh, tutto
Think about this carefully | tieni questo bene a mente
You might not get another chance to speak freely | potresti non poter riparlare liberamente
Oh freely | liberamente

Maybe when you’re old enough | forse quando sei matura
Maybe when you’re old enough
Maybe when you’re old enough
You’re not free | non sei li-i-bera
You’re not free

branobag del 6/2/19: Giu’ la testa

Dopo le registrazioni fatte nella seconda meta’ del 2018 e le anteprime per chi c’era, stanno finalmente arrivando i video della serie “Etruschi & friends”, con gli Etruschi from Lakota alla Tana del Bianconiglio e vari ospiti dalle Appennini alle Ande.

Hanno cominciato con Tommaso Novi (gia’ noto per i Gatti mezzi) e Giu’ la testa, brano che dà il titolo al loro terzo album…e siamo chiaramente curiosi di quando arriveremo al video della Country Session, che cambiando l’ordine degli addendi hanno costituito l’esordio in studio della Jug Band dalle Colline Metallifere. Buon ascolto:

Mi sdraio sul lettino dello studio del dottore

Da mesi ormai non dormo e ho una fitta al cuore.

Ero bianco, dopo giallo, adesso sono arancione,

Forse la paura non è un opinione.

Pùò sembrare molto strano posso sembrare “matto”

A dare retta troppo a quello schermo piatto.

Mi accompagnano ridendo visioni d’orrore

E la voce dei reporter scandisce le mie ore.

Sobbalzo al suono di una serranda abbassata

Ti giuro ero convinto fosse una fucilata.

Sobbalzo al suono di un asino che raglia

Ti giuro ero convinto fosse un grido di mitraglia.

Giù la testa o siamo morti

S’impenna l’indice d’ascolti.

La sicurezza è un corrimano

Dissolto come al vento il fieno.

Si grido, no non grido, non so più cosa fare

Ti cresce dentro al petto e non la puo fermare.

Muta forma, cambia aspetto, scende giù poi risale

Corro verso un cassonetto voglio vomitare.

Sguardo rosso verso il basso sono pronto a scoppiare.

Lasciatemi due ore per riposare!

Giù la testa o sei un coglione!

Chissà se lascia o se raddoppia.

Chissà se devo aver paura,

La miccia è corta ma non scoppia.

Tecnicismi per contare meglio in rete fischiettando

Mentre prosegue la ripubblicazione dei branobag a partire dal 2012, con occasionali inserti di brani nuovi, ho passato I branobag da articoli identificati tramite “tag” a articoli identificati tramite “categoria”. Lasciando la dissertazione “meglio tag o categorie” a spazi piu’ da smanettoni, il risultato pratico e’ che senza fare niente ora possiamo tenere meglio il conto del numero dei branobag presenti sul sito nuovo. Al 5/2/2019 sono 39 e su quello vecchio ce ne sono oltre 400.

Per cui, piacendo alle autorita’ superiori, c’e’ ancora un anno consecutivo di episodi da rileggere-riascoltare.

Per informazioni: info@pibinko.org

branobag del 5/2/19: Free Bird

I Lynyrd Skynyrd sono abbastanza noti anche fuori dal giro dei rockettari per “Sweet Home Alabama”, poi un po’ rispezzettata (insieme a “Werewolves of London“) da Kid Rock nella divertente “All Summer Long“. Pero’, nel tempo, Sweet Home Alabama diventa un po’ come “I wish you were here” dei Pink Floyd…fa sempre piacere sentirla, ma quasi ne fai a meno.

Invece Free Bird ha tutta un’altra carica. E’ costruita come una pista di sci con un falsopiano inziale, con le strofe tristi ma consapevoli. Poi, verso 5’30” 6’00” la situazione cambia, ma li’ per li’ non te ne accorgi. In 10 secondi cambia la pendenza e ti ritrovi in una discesa di quelle da trampolino per il salto. A quel punto e’ troppo tardi…se ti butti di lato forse ti fermi, o forse continui a scivolare peggio e di farti male…tanto vale tenere l’assetto, ti metti a uovo e prosegui. Atterraggio a 9’55”.


La parte strumentale nel brano e’ stata usata come base per una delle scene piu’ violente girate per il cinema in tempi recenti, di un film che comunque in Italia passa allegramente in prima serata (poi hai voglia a mettere gli avvisi “visione consigliata ecc…”) ed e’ molto ganzo se vi piacciono i film di azione. E’ talmente esagerata che sembra un videgioco, ma e’ un buon esempio di come un brano sia funzionale a una scena. Ti tiene attaccato e in qualche modo alleggerisce. Si nota qualche effetto in postproduzione (guardando la seconda volta).

If I’d leave here tomorrow | Se ti lasciassi qui domani
Would you still remember me? | Ti ricorderesti poi di me?
For I must be traveling on, now | Perche’ bisogna che riparta, ora
‘Cause there’s too many places I’ve got to see | Che’ ci sono troppi posti che devo vedere

And if I’d stayed here with you, girl | E se stessi qui con te, bimba
Well, things just couldn’t be the same | Be’ le cose non potrebbero essere uguali
‘Cause I’m as free as a bird now | Perche’ ora sono libero come un uccello
And this bird you cannot change | E questo uccello non lo puoi far cambiare

Bye, bye, baby, its been a sweet love | Arrivederci, bimba, e’ stato un amore dolce
Though this feeling I can’t change | e questo sentimento non lo posso cambiare
But please don’t take it so badly | Ma per favore non prenderla cosi’ male
‘Cause the good Lord knows that I’m to blame | perche’ il buon Signore sa che e’ colpa mia

And if I’d stayed here with you, girl
Things just could not be the same
‘Cause I’m as free as a bird now
And this bird you cannot change
No, no, I can’t change, ain’t no way that I can’t change

Why don’t you fly on freebird?
Fly on freebird

Why don’t you fly on freebird?

Festival TO-MI (notizie pibinko.org del 4/2/2019)

Jack O’ Malley mi ha scritto dopo un suo viaggio di lavoro a Parigi. Era stato invitato a promuovere la Jug Band dalle Colline Metallifere a un workshop. Mi ha ricordato che era dal 1993 che non visitava quella citta’ (pur essendo ristato un paio di volte in Francia, ma sono cose un poco diverse). Comunque: ci e’ stato bene, ha ripassato un po’ il francese, pare che non abbia preso il raffreddore e gli hanno chiesto di fare la sigla di riapertura dopo la pausa pranzo nella riunione dove stava, con una trentacinquina di partecipanti. Mi ha anche mandato una foto che ha scattato che ha ispirato il branobag di ieri, a proposito di Enrico IV e della gente che non cammina dove guarda.

Sottopassaggi della fermata Gare de Lyon a Parigi

Ultimo, ma non ultimo, mi ha mandato la foto di una cosa, si potrebbe dire un tema, che ha svolto durante lo workshop. Ha un titolo un po’ oscuro per alcuni, ma lo svolgimento e’ stato giudicato molto interessante da 33 persone di varie nazionalita’, per cui ve lo giro anche qua: “Sharing the perception of credibility in participatory investigation” (La condivisione della percezione della credibilita’ nelle indagini partecipative”).

giovedi’ 7 ore 21.30, presso la sala consiliare di Castiglione della Pescaia (GR) si tiene la presentazione del progetto del “patentino dell’ospitalita’” per operatori turistici e dell’accoglienza di questo comune, che prevede incontri settimanali nelle varie frazioni. Sono stato invitato come formatore a tenere un intervento nella giornata di Tirli, che sara’ per il 7 marzo dalle 14.30, e saro’ presente anche all’inaugurazione di questo percorso.

venerdi’ 8 e sabato 9 al Foro Boario Cuneo, riparte il Festival di Sanrito. Ebbi modo di partecipare alla prima serata dell’edizione 2017, allora tenuta nel mitico Condorito di Margarita (CN). Rimasi folgorato dalla situazione e predissi il brano vincitore, scrivendone una recensione che l’autore conserva fra i suoi ricordi piu’ cari (mi ha detto lei stessa). Purtroppo quest’anno non credo di poterci andare, ma vi invito a considerarlo se siete in quei paraggi lassu’ e non lo conoscete.

Qualche anteprima:Il 23 febbraio stiamo organizzando a Firenze, in un hotel a tre minuti a piedi dalla stazione FS di Santa Maria Novella una versione “bonsai” del Festival d’Inverno in Val di Farma tenuto il 14/15/16 dicembre scorso. Se non avete avuto modo di capitare a Tatti, Piloni, Torniella e Scalvaia prima di Natale, puo’ essere un modo per recuperare la cosa.

promemoria: ricordo a chi si interessa di ambiente, paesaggio, turismo, ecologia, statistica, diritto, biologia, fisiologia, agricoltura, efficienza energetica, monitoraggio, sviluppo rurale, astrofisica (ecc) che sono aperte le iscrizioni alla lista di discussione su “protezione e promozione del cielo notturno in italiano

Per tutto il resto: info@pibinko.org, oggi sulla base di Mayonaise degli Smashing Pumpkins

branobag del 4/2/19: per cominciare la giornata pensando alla maionese

…o a essere se stessi ? – riportiamo qui sotto il testo di commento della prima edizione del 12/8/12, notando che un video del concerto sotto il leccio di cui si parla sara’ prossimamente su questi schermi.

la rubrica dei brano bag comincia a registrare qualche estimatore meno timido:

scrive Andrea (che si firma “l’Omonimo”) da Milano: “…Ti confermo che il brano-bag é diventata l’unica vera pausa imprescindibile della mia giornata lavorativa. Ora in ferie non riesco ad ascoltarli ma mi collego comunque per vedere di che brano si tratta e leggerne aneddoti e commenti. Appena rientro mi guardo gli arretrati”.

Ma torniamo al brano di oggi…

Secondo il carneadico critico musicale Giancarlo da Miele, il disco Siamese Dream, da cui è tratto Mayonaise, richiede per essere compreso nella sua parte di testi almeno diciotto anni di tempo.
Se non lo avete mai ascoltato, cominciate con questi 7’28” in cui Billy Corgan si scorda anche le parole, ma le risolve la situazione con un garbo inatteso e che ci ricorda che -almeno nel 1993- fare musica non era un’attività plastificata (ma nemmeno oggi, se penso alla jam session cui ho assistito ieri sotto un leccio).

Se invece già conoscete Siamese Dream, fateci sapere il vostro parere su questo disco (l’indirizzo e-mail dove scrivere lo conoscete)

à la musique! à la musique!

Fool enough to almost be it
Cool enough to not quite see it
Doomed
Pick your pocket full of sorrow
And run away with me tomorrow
June

We’ll try and ease the pain
But somehow
We’ll feel the same
Well, no one knows
Where our secrets go

I send a heart to all my dearies
When your life is so, so dreary
Dream
I’m rumored to the straight and narrow
While the harlots of my perils
Scream

And I fail
But when I can, I will
Try to understand
That when I can, I will

Mother weep the years I’m missing
All our time can’t be given
Back
Shut my mouth and strike the demons
Cursed you and your reasons
Out of hand and out of season
Out of love and out of feeling
So bad

But when I can, I will
Words defy the plans
But when I can, I will

Fool enough to almost be it
And cool enough to not quite see it
And old enough to always feel it
Always old, I’ll always feel this

No more promise, no more sorrow
No longer will I follow
Can anybody hear me
I just want to be me

When I can, I will
Try to understand
That when I can, I will