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branobag del 15-2-19: pensando a cosa si vede oltre la Corsica, in una giornata tersa

[prima edizione del 28-8-12, e le condizioni meteo di questi giorni sono analoghe (ieri al tramonto si vedeva anche l’isola di Pianosa, da Follonica centro]

Per qualche motivo, la poesia non mi ha mai attratto particolarmente, se non era Dolce Stil Novo, o se non era musicata (alias: canzoni).

In un anno imprecisato fra il 1988 e il 1991 mi imbattei nell’album “Fra la via Emilia e il West” di Francesco Guccini. Lo stereo era montato in una libreria. Mentre il piatto girava, estraevo libri sulla base del colore delle copertine, e ne aprivo pagine a caso, un po’ come quando smezzi un mazzo di carte per vedere chi pesca la più alta.

Mentre passava la canzone di cui sotto, trovai il testo della poesia di cui più sotto. Ciò accadde in Follonica (GR) ed era inverno. Si dice che in una giornata tersa (più spesso d’inverno che d’estate), l’occhio umano veda sino a 150, 200 km. Ieri, comunque, dalle colline dietro Follonica si vedeva oltre la Corsica.

La più bella (di Guido Gozzano)

I.

Ma bella più di tutte l’Isola Non-Trovata:
quella che il Re di Spagna s’ebbe da suo cugino
il Re di Portogallo con firma sugellata
e bulla del Pontefice in gotico latino.

L’Infante fece vela pel regno favoloso,
vide le fortunate: Iunonia, Gorgo, Hera
e il Mare di Sargasso e il Mare Tenebroso
quell’isola cercando… Ma l’isola non c’era.

Invano le galee panciute a vele tonde,
le caravelle invano armarono la prora:
con pace del Pontefice l’isola si nasconde,
e Portogallo e Spagna la cercano tuttora.

II.

L’isola esiste. Appare talora di lontano
tra Teneriffe e Palma, soffusa di mistero:
«…l’Isola Non-Trovata!» Il buon Canarïano
dal Picco alto di Teyde l’addita al forestiero.

La segnano le carte antiche dei corsari.
…Hifola da – trovarfi? …Hifola pellegrina?…
È l’isola fatata che scivola sui mari;
talora i naviganti la vedono vicina…

Radono con le prore quella beata riva:
tra fiori mai veduti svettano palme somme,
odora la divina foresta spessa e viva,
lacrima il cardamomo, trasudano le gomme…

S’annuncia col profumo, come una cortigiana,
l’Isola Non-Trovata… Ma, se il pilota avanza,
rapida si dilegua come parvenza vana,
si tinge dell’azzurro color di lontananza…

(grazie a http://www.math.unipd.it/~candiler/gozzano/poesie.htm)

branobag del 14/2/19: Consolers of the Lonely

Per me uno dei pezzi di riferimento rock nel millennio, per ora. E’ il brano di apertura dell’album omonimo, che comprai a Berkeley, California nel maggio 2008, dopo aver sentito a Radio Popolare la mattina presto “Old Enough” e aver telefonato per chiedere chi erano (risposta: The Raconteurs).

Citato anche dal vivo dagli Etruschi from Lakota nella versione 2017 di “Guerra fra poveri”.

Haven’t seen the sun in weeks | Sono settimane che non vedo il sole
My skin is getting pale | La mia pelle si fa pallida
Haven’t got a mind left to speak | Non ho la testa per parlare
And I’m skinny as a rail | e sono magro come un binario

Lightbulbs are getting dim | le lampadine si affievoliscono
My interests are starting to wane | i miei interessi stanno cominciando a calare
I’m told it’s everything a man could want | mi dicono che e’ cio’ che ogni uomo potrebbe volere
And I shouldn’t complain | e che non mi dovrei lamentare

Conversations getting dull | la conversazione si fa noiosa
There’s a constant buzzing in my ears | ci ho un ronzio continuo nelle orecchie
Sense of humor’s void and numb| il senso dell’umorismo e’ vano e stordito
And I’m bored to tears | e mi viene da piangere dalla noia

I’m bored to tears, yeah…
I’m bored to tears, yeah…

If you’re looking for an accomplice | se stai cercando un complice
A confederate, somebody’s who’s helpless | un confederato, qualcuno senza speranza
You’re gonna find, you’ll find yourself alone | ti troverai, ti troverai da solo

If you’re looking for cut-throat | se stai cercando un tagliagole
Singing above note, looking for a scapegoat | che canta piu’ alto delle note, se stai cercando un capro espiatorio
You’re gonna find, you’ll find yourself alone

Looking for sympathy | cercando simpatia
I can get you something | io ti posso procurare qualcosa
Something good, something good to eat | qualcosa di buono da mangiare

Haven’t had a decent meal | e’ da tanto che non faccio un pasto decente
My brain is fried | mi si e’ fritto il cervello
Haven’t slept a week for real | e’ una settimana che non dormo per bene
My tongue is tied | ho la lingua impastata

Lightbulbs are getting dim
My interests are starting to wane
I’m told it’s everything a man could want
And I shouldn’t complain

Conversations getting dull
There’s a constant ringing in my ears
Sense of humor’s void and numb
And I’m bored to tears

I’m bored to tears, yeah…
I’m bored to tears, yeah…

Ah Ah Ah Ah Ahhh….

(hahahaha)

branobag del 13/2/19: a Eva, che faceva spostare pezzi di arcobaleno

[prima edizione 27/8/2012]

Ron e Jeremy erano seduti al bar, in quel tavolo nell’angolo con di mezzo il biliardo e a destra le casse di birra impilate in numero di quattro.

In caso di incendio sarebbero stati nel posto più pericoloso per raggiungere l’uscita di sicurezza, ma le loro famiglie erano assicurate tramite polizze adeguate e i due amici potevano quindi vivere con serenità il caffé della mattina.

“L’arcobaleno è una delle visioni più intriganti che si possano avere senza assumere sostanze psicotrope”, disse Jeremy… “è una combinazione di fantasmi che per una frazione di tempo decidono di volare in formazione, come le frecce tricolori”.

Ron appoggiò la tazzina sul tavolo, fece schioccare la lingua per la soddisfazione e replicò “sì, ma le frecce tricolori più che tre colori non ci mettono…nomen omen. L’arcobaleno invece si porta tutto lo spettro visibile…e magari anche qualcosa in più”

Jeremy notò l’allineamento dei quadretti del colletto della camicia di Ron con il telaio della vetrina, orientato verso un punto che, scavando a 75 metri di profondità avrebbe rivelato la presenza di acqua dolce e poi disse: “E’ tardi, andiamo a lavorare”

(da Alberi con le foglie, di S. Jenkins, 2084, Ed. Nesterson, 380 pagine, 340 Euro).

I Ramones sono più noti per pezzi tipo il remake di “What a wonderful world”, Blitzkrieg Bop o Sheena is a punk rocker…tutti pimpanti e “wild al punto giusto“, come disse una volta Corrado del LO-FI Milano. Ma a me piace di più questa, di cui e’ stata fatta anche un cover di “power soul” nel 1999, prodotta giusto da Joey Ramone.

branobag del 12/2/19: per cominciare la giornata pensando a come la volete concludere

[aggiunta traduzione in inglese nel 2019]

…poi però dedicatevi con cura a tutti ciò che farete nel frattempo! tra il cominciare e il concludere c’è di mezzo un mondo – la disciplina della terra, le marching band, i treni in India, le navi, le stazioni spaziali orbitanti, le formiche sul tavolo di plastica bianco…e la vostra faccia allo specchio ogni tanto ;).

Ieri mi hanno fatto parlare troppo, e non mi hanno nemmeno offerto un po’ di sciroppino per la gola, per cui oggi mi viene da scrivere meno! …però mi fa piacere riportare che Guido di Livorno (ma attualmente non *da* Livorno) mi ha detto che i brano bag sono da due anni la cosa più stimolante che ha avuto modo di ricevere via e-mail. Grazie Guido. Gli applausi, come le critiche costruttive, fanno sempre bene.

Dopo la prima edizione di questo branobag (per contrasto di temperatura era il 23 agosto 2012), mi chiama immediatamente Dario da Milano, cattolico fervente, chiedendomi motivazioni. Non ricordo cosa risposi.

Dici che i tuoi fiori | You say that your flowers
si sono rovinati | have waned
non hai abilità | you have non abilities
questa nazione è brutta | this nation is ugly
ti fa sentire asciutta | it makes you feel dry
senza volontà | with no will
e gioca a fare Dio | and plays God
manipolando il tuo DNA | manipulating your DNA
così se vuoi cambiare | so that if you want to change
invece resti uguale | you still remain the same
per l’eternità | for eternity

ma non c’è niente | but there is nothing
che sia per sempre | which can be forever
perciò se è da un po’ | so if it’s been a while
che stai così male | that you feel so bad
il tuo diploma in fallimento | you failure master
è una laurea per reagire | is a degree to react

puoi finger bene | you can be a good pretender
ma so che hai fame | but I know you are hungry

tutto è efficacia | all is effectiveness
e razionalità | and rationality
niente può stupire | nothing can amuse
e non è certo il tempo | and surely time is not
quello che ti invecchia | what makes you older
e ti fa morire | and eventually die
ma tu rifiuti di ascoltare | but you refuse to listen
ogni segnale che ti può cambiare | to any signal which may change you
perchè ti fa paura | because you are afraid
quello che succederà | of what will happen
se poi ti senti uguale | if you then feel the same

ma non c’è niente
che sia per sempre
perciò se è da un po’
che stai così male
il tuo diploma in fallimento
è una laurea per reagire

sai finger bene
ma so che hai fame

non è niente
non è per sempre
è troppo ormai
che stai così male
il tuo diploma in fallimento
è una laurea per reagire
non è niente
non è per sempre

branobag 11/2/19: per andare a pranzo con più appetito

Conobbi la Hungry March Band (HMB) nell’estate del 2005 durante una loro tournée sarda, e durante la mia partecipazione all’undicesimo workshop INSPIRE, nella coincidenza di trovarsi tutti insieme ad Alghero. Per l’occasione avevo con me una presentazione dal titolo Relationships between European and non-European Spatial Data Infrastructures in Europe: a perspective from the private environmental sector,

e ricordo che Renato Soru, allora governatore della Sardegna, commento’ il recente lancio di Google Earth proponendo di sviluppare una versione sarda dello stesso tipo di applicazione (cosa che poi accadde, grazie a miei ex colleghi del CRS4, con Sardegna 3D). Ma torniamo alla musica

Ad Alghero si esibivano al Poco Loco, e invitai alcuni partecipanti alla Conferenza INSPIRE che si teneva in quei giorni a sentire, e furono contenti (tipo che il direttore del servizio geologico del Belgio che si ritrovò a battere i pugni sul tavolo per tenere il ritmo sui pezzi).

Scoprii da un bigliettino colorato che loro si esibivano al Poco Loco. In assenza di un programma sociale della conferenza, e conoscendo piuttosto bene la citta’, mi ero peritato di proporre ai convegnisti un po’ di animazione serale, e gia’ da un paio di giorni avevo consigliato ristoranti, calette per fare il. bagno e altre amenita’. A quel punto invitai alcuni partecipanti a sentire il concerto, e furono contenti (tipo che il direttore del servizio geologico del Belgio che si ritrovò a battere i pugni sul tavolo per tenere il ritmo sui pezzi).

Poi ritrovai la HMB a Cagliari. Li’ suonarono sia in Piazza Yenne che in una sorta di processione pagana da un bar del Poetto all’altro. A ogni “stazione” suonavano tre o quattro pezzi e poi proseguivano, e dopo ogni fermata, più persone lasciavano i bar e si aggregavano alla banda, tipo pifferaio magico, solo che loro erano una quindicina a condurre la comitiva, come si vede dalla foto sopra il titolo.

Si arrivò all’ultimo bar, dove prima di loro si esibiva una cover band…bravi…fecero anche Nobody’s Wife di Anouk, ma quando poi presero il palco loro, si cambiò musica, in tutti i sensi. Tipo così:

E’ un paio di anni che non ci si sente, ma ascoltare i Nirvana arrangiati per fiati con accompagnamento di majorettes sudate che potrebbero comparire in Moulin Rouge di Baz Luhrmann, oppure nel Trittico delle Delizie di Hyeronimus Bosch è stata un’altra esperienza formativa.

Nell’edizione 2012 di questo branobag, di loro proposi “The band that ate the world“, che e’ sempre valido, ma ora min da’ problemi di visualizzazione (si vede un po’ piccolo rispetto al quadro del video. Allora sono andato a pescare anche questo del 2017, da cui si vede che sono sempre in gran forma e continuano a coinvolgere il pubblico: https://www.youtube.com/watch?v=KGIUbEtkhuk

[aggiunti vari dettagli nel 2019]

branobag del 10/2/19: per cominciare la giornata pensando a Peppino Mereu

[prima edizione: 22/8/12] Il testo di questo brano mi fu presentato per la prima volta da Daniele Sanna, storico ed esperto di rock anni ’70 sassarese, che me lo spedi’ in una lettera (cartacea, era verso il 1993, allora usavano ancora) assieme ad altri ragguagli sulle sue vicende isolane.

Nanneddu meu e’ stata pubblicata nel 1899 e poi musicata non si sa quando, e viene bene soprattutto con I cori. Qui una versione ganza in una carrozza della metropolitana di Londra. E’ cosi’ che si fa, ragazzi.

Sulla Sardegna ci sarebbe molto da dire, e molto da dare.
Magari ritorneremo sul tema…per intanto vi saluto con una foto scattata forse nel 1995 e forse sulla strada fra Bosa e Alghero (o dopo Tresnuraghes, salendo ? o dalle parti di Oliena ? Sicuramente non ad Assémini…o Assemìni, come disse una volta un’annunciatrice de L’Onda Verde alla radio…)

Nanneddu meu.

1-sardo1-italiano
Nanneddu meu su mundu est gai,
a sicut erat non torrat mai.
Nanneddu mio il mondo e’ cosi’,
cosi’ com’era non tornera’ mai.
2-sardo2-italiano
Semus in tempos de tirannias,
infamidades e carestias;
commo sos populos cascan che canes
gridende forte “cherimus pane”.
Siamo in tempi di tirannie,
infamita’ e carestie;
ora i popoli sbadigliano come cani
gridando forte “vogliamo pane”.
3-sardo3-italiano
Famidos nois semus pappande
pane e castanza, terra cun lande;
terra ch’a fangu, torrat su poveru
senz’alimentu, senza ricoveru.
Affamati noi stiamo mangiando
pane e castagne, terra con ghiande;
terra come fango, si riduce il povero
senza alimento, senza ricovero.
4-sardo4-italiano
Cussas banderas numeru trinta
de binu bonu mudana tinta;
appena mortas cussas banderas
non pius s’osservan imbriagheras.
Quelle compagnie numerose
del vino buono mutano il colore;
appena finite quelle compagnie
non si vedranno piu’ sbornie.
5-sardo5-italiano
Semus sididos, issa funtana
pretende s’abba parimus ranas.
Abbocaeddos, laureados,
buzzacas boidas e ispiantados.
Siamo assetati alla fontana
cercando l’acqua sembriamo rane.
Avvocatelli, laureati,
tasche vuote e spiantati.
6-sardo6-italiano
Adiosu Nanni, tenet’a contu,
fache su surdu, ghettad’a tontu;
e tantu l’ides: su mundu est gai
a sicut erat non torrat mai.
Addio Nanni, tieniti in conto,
fai il sordo, fingi di esser tonto;
tanto lo sai: il mondo e’ cosi’
cosi’ com’era non tornera’ mai.

Brano bag del 9/2/19: per cominciare la giornata roteando il collo con grazia – Chayya Chayya

[prima edizione 21/8/12] Su “la disciplina della terra” di ieri, Elisabetta dalla Provincia di Siena scriveva che è una canzone triste.
Personalmente non sono d’accordo…penso solo che sia una canzone che dice cose vere in modo non scontato (anche Carlo da Milano aveva apprezzato).

Comunque oggi vi proporrò qualcosa di più svagato…da Dil Se, del 1998: Chayya Chayya

una delizia per occhi e orecchie, trovata per caso nel 2000-2001, in un esperimento maldestro di peer-to-peer cercando brani di musica banghra, sull’onda dell’esibizione in Sardegna di un gruppo indo-britannico.

…e sì, Chayya Chayya è stato anche usato come motivo in “Inside Man” di Spike Lee del 2006, ma questo è molto meglio…e non dite che è la colonna sonora del film con Denzel Washington e Clive Owen…è come dire che “We won’t get fooled again” è (solo) la sigla di C.S.I. Miami!

….eccovi il testo, così potete cantare anche voi:

Jinke sar ho ishq ki chaaon
Paaon ke neeche jaanat hogi
Jinke sar ho ishq ki chaaon

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Saare ishq ki chhaaon chal chaiyya chaiyya
Saare ishq ki chhaaon chal chaiyya

Pau janat chale chal chaiyya chaiyya
Pau janat chale chal chaiyya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Voh yaar hai jo khushboo ki tarah
Voh jiski zubaan urdu ki tarah

Meri shaam raat, meri kaayanat
Voh yaar mera sainya sainya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Gulposh kabhi itraaye kahin
Mehke to nazar aa jaaye kahin
Gulposh kabhi itraaye kahin
Mehke to nazar aa jaaye kahin

Taaveez banaake pehnoon usay
Aayat ki tarah mil jaaye kahin
Taaveez banaake pehnoon usay
Aayat ki tarah mil jaaye kahin
Gulposh kabhi itraaye kahin
Mehke to nazar aa jaaye kahin

Taaveez banaake pehnoon usay
Aayat ki tarah mil jaaye kahin

Voh yaar hai jo imaan ki tarah
Mera nagma vohi mera qalma vohi
Mera nagma nagma mera qalma qalma

Mera nagma nagma mera Qalma Qalma
Mera nagma nagma mera Qalma Qalma
Mera nagma nagma mera Qalma Qalma

Yaar misaale ous dhale
Paaon ke tale firdous chale
Kabhi daal daal kabhi paat paat
Main hava pe dhoondhoon uske nishaan

Saare ishq ki chaaon chal chaiyya chaiyya
Saare ishq ki chaaon chal chaiyya
Pau janat chale chal chaiyya chaiyya
Pau janat chale chal chaiyya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Main uske roop ka shehdaai
Vo dhoop chhanv se harjaai
Vo shokh hai rang badalta hai
Main rangroop ka saudaai

Main rangroop ka saudaai

Jinke sar ko ishq ki chhaaon
Paaon ke neeche jannat hogi
Jinke sar ko ishq ki chhaaon
Paaon ke neeche jannat hogi
Shaam raat meri kaaynaat
Vo yaar mera sainya sainya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Saare ishq ki chaaon chal chaiyya chaiyya
Saare ishq ki chaaon chal chhaiya
Pau janat chale chal chaiyya chaiyya
Pau janat chale chal chaiyya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya
Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya

Voh yaar hai jo khushboo ki tarah
Voh jiski zubaan urdu ki tarah
Meri shaam raat, meri kaayanat
Voh yaar mera saiyya saiyya

Chal chaiyya chaiyya chaiyya chaiyya (10x)

branobag dell’8/2/19: La disciplina della terra

[prima edizione 20/8/2012]

Ascoltai questo brano per la prima volta nella primavera del 2003, di maggio, dalla radio di un autobus da Trieste per Ljubljana. Non credo di averlo mai più risentito, ma mi rimase molto impresso – forse perché da poco era venuta a mancare una persona cara che di mestiere faceva l’agricoltore diretto…ma forse non solo per questo. Se la rileggo ora, mi pare un po’ più chiaro…

La disciplina della Terra

sono i padri e i figli

i cani che guidano le pecore

tutti quei nomi dimenticati

sotto la mano sinistra del suonatore.

Solo l’amore non va così

a me pagano il giusto in questa vita mi pare

anche per vedere bene

per inseguire e per ascoltare.

Perché la vita non va così

è la disciplina della Terra.

Tu sei più bella di ieri vita

che a tutti ci fai battere il cuore

ed è proprio questo che mi piace tanto

ma non so scrivere e non so dire

non so chinare la testa

che non si china la testa

e non si regala l’intelligenza e la compagnia

e non è il caso di aspettare

non è il caso di aspettare

mai più.

Perché la vita non va così

è la disciplina della Terra.

Me ne stavo qui con gli occhiali al soffitto

a innamorarmi dei colori delle cose

ma desiderare non basta

da così lontano non basta.

Ora ho un contratto con gli angeli

e ti ritrovo di sicuro vita

in qualche mese d’agosto accecante

o in un tempo meno illuso

che vuoi tu.

Perché la vita non va così

è la disciplina della Terra.

Su questa non mi sento di aggiungere nulla al “come” cominciare questa mattina….lascio a voi il completamento della frase, su ispirazione di una foto scattata il 3 agosto 2003 in Maremma che magari si potrà anche tornare a visitare, se passate di qui.

branobag del 7/2/19: per fare una pausa caffé pensando a come sarà stato quel vestito

[prima edizione 17/8/2012. nella versione 2019 aggiunto il testo a fronte cantabile in italiano, allo studio in scaletta Jug Band Colline metallifere]

Il 17 agosto 2056 usciva “A qualcuno piace calda” di Darren Mc Roberts, con Jack Grappefruit, Walter Peekay e una strepitosa Peggy Sue Rawhides.

Il film -per quanto potesse sembrare dal titolo un remake hard della celebre pellicola di Billy Wilder- è in effetti una piacevole commedia per famiglie.

La storia è incentrata sul tema della preferenza per la balneazione in acqua acque di mare o in acque termali, girato interamente in interni negli stabilimenti di Bagnolo, nei pressi di Monterotondo Mmo, da poco riaperti nell’anno in cui il film fu girato.

La produzione fu cofinanziata dalla Toscana Pilm Commission, assieme a RAI Inedia e alcuni magnati mozambicani.

Nel febbraio dello stesso anno, il film usciva anche in cofanetto, con DVD e inserto di foglie secche pestate dal cinghiale.

Qualcuno ha paragonato “A qualcuno piace calda” a Happiness di Todd Solondz, o a “Un venerdì mattina a Grosseto” di Kachosi. Secondo noi Mc Roberts è paragonabile solo a Mc Roberts.

Dato che ogni traccia della pellicola è sparita in seguito all’incendio dei magazzini della casa di distribuzione, al posto del trailer del film vi proponiamo un brano dei Raconteurs, che tratta più o meno dello stesso tema.

Old Enough, uscito nel 2008 nell’album Consolers of the Lonely, ci parla di una storia che è successa proprio nello stesso anno a un certo Flavio….ma proprio così come la raccontano loro, riga per riga.

La versione che vi proponiamo ha un interessante arrangiamento per mandolino e voce suadente; quella originale nel disco, che secondo me “spacca” di più è disponibile qui…confrontate l’attacco a 1’27” della versione “semiacustica” con quella a 16″ dell’originale in studio (e poi fateci sapere via mail quale preferite).

Buon ascolto.

Old enough / Matura

You look pretty in your fancy dress | Con quel vestito sembri un bel bijoux
But I detect unhappiness | Pero’ mi pare che tu sia un po’ giu’
You never speak so I have to guess | Te ne stai zitta e io ti dico: “su’”
You’re not free. | …non sei li-i-i-bera…

There, maybe when you’re old enough | Ehi, quando poi sarai matura
You’ll realize you’re not so tough | Scoprirai che non sei una dura
And some days the seas get rough | Col mare grosso non sarai sicura
And you’ll see | vedra-a-a-i

You’re too young to have it figured out | Sei una bimbetta, non ci hai ragionato
You think you know what you’re talking about | Credi di sapere del futuro e del passato
You think it will all work itself out | Credi che alla fine sara’ tutto aggiustato
But we’ll see | ma chi sa-a-a

When I was young I thought I knew | Da giovane ero sicuro di me
You probably think you know too | probabilmente lo sei anche te
Do you? Well do you? | lo dici te…lo dici te..
I was naïve just like you | ero ingenuo, come te
I thought I knew exactly what I wanted to do | pensavo di sapere che fare di me
Well, what’s you gonna do? | be’, ora dillo te!

And how have you gotten by so far | e come hai fatto ad arrivare sin qua
Without having a visible scar? | senza nemmeno una fe-rita?
No one knows who you really are | nessuno sa chi sei in verita’
They can’t see | non lo ve-e-e-dono

What’s you gonna do (what’s you gonna do) | ora che farai (ora che farai)
What’s you gonna do now | o-o-ra
What’s you gonna do (what’s you gonna do)
What’s you gonna do now
What’s you gonna do (what’s you gonna do)
What’s you gonna do now
What’s you gonna do (what’s you gonna do)
What’s you gonna do now
What’s you gonna do now

The only way you’ll ever learn a thing | il solo modo per imparare
Is to admit that you know absolutely nothing | e’ ammettere di ignorare – tutto
Oh nothing | oh, tutto
Think about this carefully | tieni questo bene a mente
You might not get another chance to speak freely | potresti non poter riparlare liberamente
Oh freely | liberamente

Maybe when you’re old enough | forse quando sei matura
Maybe when you’re old enough
Maybe when you’re old enough
You’re not free | non sei li-i-bera
You’re not free

branobag del 5/2/19: Free Bird

I Lynyrd Skynyrd sono abbastanza noti anche fuori dal giro dei rockettari per “Sweet Home Alabama”, poi un po’ rispezzettata (insieme a “Werewolves of London“) da Kid Rock nella divertente “All Summer Long“. Pero’, nel tempo, Sweet Home Alabama diventa un po’ come “I wish you were here” dei Pink Floyd…fa sempre piacere sentirla, ma quasi ne fai a meno.

Invece Free Bird ha tutta un’altra carica. E’ costruita come una pista di sci con un falsopiano inziale, con le strofe tristi ma consapevoli. Poi, verso 5’30” 6’00” la situazione cambia, ma li’ per li’ non te ne accorgi. In 10 secondi cambia la pendenza e ti ritrovi in una discesa di quelle da trampolino per il salto. A quel punto e’ troppo tardi…se ti butti di lato forse ti fermi, o forse continui a scivolare peggio e di farti male…tanto vale tenere l’assetto, ti metti a uovo e prosegui. Atterraggio a 9’55”.


La parte strumentale nel brano e’ stata usata come base per una delle scene piu’ violente girate per il cinema in tempi recenti, di un film che comunque in Italia passa allegramente in prima serata (poi hai voglia a mettere gli avvisi “visione consigliata ecc…”) ed e’ molto ganzo se vi piacciono i film di azione. E’ talmente esagerata che sembra un videgioco, ma e’ un buon esempio di come un brano sia funzionale a una scena. Ti tiene attaccato e in qualche modo alleggerisce. Si nota qualche effetto in postproduzione (guardando la seconda volta).

If I’d leave here tomorrow | Se ti lasciassi qui domani
Would you still remember me? | Ti ricorderesti poi di me?
For I must be traveling on, now | Perche’ bisogna che riparta, ora
‘Cause there’s too many places I’ve got to see | Che’ ci sono troppi posti che devo vedere

And if I’d stayed here with you, girl | E se stessi qui con te, bimba
Well, things just couldn’t be the same | Be’ le cose non potrebbero essere uguali
‘Cause I’m as free as a bird now | Perche’ ora sono libero come un uccello
And this bird you cannot change | E questo uccello non lo puoi far cambiare

Bye, bye, baby, its been a sweet love | Arrivederci, bimba, e’ stato un amore dolce
Though this feeling I can’t change | e questo sentimento non lo posso cambiare
But please don’t take it so badly | Ma per favore non prenderla cosi’ male
‘Cause the good Lord knows that I’m to blame | perche’ il buon Signore sa che e’ colpa mia

And if I’d stayed here with you, girl
Things just could not be the same
‘Cause I’m as free as a bird now
And this bird you cannot change
No, no, I can’t change, ain’t no way that I can’t change

Why don’t you fly on freebird?
Fly on freebird

Why don’t you fly on freebird?