Prestito locale a Roma

AGGIORNAMENTO: il punto di prestito è chiuso dal 20/12/2011.

Grazie al gruppo Facebook “Parco delle stelle” e ad uno dei suoi maggiori animatori, Sergio Vetta, abbiamo inaugurato il 6 Febbraio 2011, il punto di prestito buiometrico a Roma.

Lo strumento che il gruppo ha in gestione è Maple Leaf, un SQM con lente.

Per info e contatti: collegatevi alla pagina facebook del gruppo Parco delle Stelle.

Di seguito una descrizione delle attività e degli intenti del gruppo pervenutaci dal suo amministratore, Sergio Vetta.

Il gruppo si propone di far istituire un parco delle stelle per la capitale.
Un luogo, cioe’, dove chiunque possa andare ad osservare il cielo stellato in totale liberta’ e sicurezza.
Uno spazio per conoscere le meraviglie del cielo stellato, sia ad occhio nudo che con strumenti specifici.
Un luogo dove poter più facilmente riconoscere, esplorare, apprezzare, amare – rispetto allo spento cielo residuo fra i palazzi ed il cemento, la vastita’, la grandezza e l’immensita’ dell’antica comune culla di tutte le forme di vita: l’universo “sopra” e “fuori” di noi.

Uno spazio per praticare l’astrofilia o studiare astronomia. dove montare in sicurezza un telescopio o dove recarsi per scambiarsi esperienze osservative, ricevere assistenza e consigli pratici da chi e’ più esperto. un luogo d’incontro sociale a carattere divulgativo e scientifico, ma anche di scambio umano di emozioni, sensazioni e della curiosita’ da cui nasce il vero sapere.

“Parco delle stelle” potra’ essere qualsiasi spazio che consenta di osservare il cielo, dove sia possibile limitare o mantenere limitato l’inquinamento luminoso, facile da raggiungere, accessibile senza difficolta’ od impedimenti ad ogni categoria di persone.

Proponiamo d’individuare “oasi di cielo buio” nelle immediate vicinanze della capitale, o dovunque ci siano persone e cittaidni che ne facciano richiesta o ne esprimano l’esigenza, allo scopo di chiederne alle istituzioni competenti la tutela e la destinazione a “parco delle stelle”, custodito e garantito da inquinamenti luminosi evidenti nonche’ ai fini della sicurezza ed integrita’ di cose e persone.

In questo senso si ipotizza e si preconizza che le numerose riserve naturali e le aree verdi gia’ esistenti “a cintura” intorno alla capitale, nonche’ parchi e ville gia’ esistenti nella citta’, possano accogliere, con il concorso delle istituzioni nazionali e locali, degli enti scientifici, di ricerca ed universitari, di quelli di promozione culturale e turistica, delle amministrazioni decentrate del territorio, dei comitati e delle consulte di quartiere e delle associazioni ambientaliste cittadine, nonche’delle forze dell’ordine e di protezione civile, ed infine con la partecipazione dei cittadini sia singoli che associati, uno o più “percorsi del cielo buio” che sfocino al fine in spazi, radure o aree a campo aperto, con sguardo quanto più possibile a 360°, a ridotto inquinamento luminoso, in cui consentire in maniera regolata e sicura l’accesso, stazionamento e fruizione notturna di tale porzione di ambiente naturale da parte dei cittadini interessati, nel pieno rispetto delle regole di tutela del medesimo ambiente e delle forme di vita in esso presenti.

La gestione di tali accessi regolati potra’ essere demandata ad un apposito organismo partecipativo di cittadini, associazioni astrofile, ambientaliste, enti universitari e scientifici, del volontariato ed istituzioni, o comunque individuato di concerto fra istanze dei cittadini ed enti proprietari o di programmazione e controllo del territorio.

———————————–

Da un articolo su La Stampa di Federico Taddia:

«Ci piacerebbe, nel giro di pochi anni, dare vita ad un vero “Parco delle stelle”. Così come esistono le riserve forestali e quelle marine, crediamo che anche le stelle dovrebbero avere dei loro “spazi protetti”. Questo vuol dire trovare il luogo giusto, e poi convincere amministratori e cittadini a ripensare un attimo all’utilizzo delle luci nel territorio. Per avere un cielo più scuro e delle stelle più brillanti. E, perché no, rilanciare il turismo partendo proprio dal buio».

Lascia un Commento